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La Lube a Santa Maria in Selva:
ritorno a “casa” festeggiando
lo storico triplete

TREIA - Juantorena e compagni ospiti a cena del comitato parrocchiale. Una serata "in famiglia" nel nome dell'amicizia tra don Giuseppe Branchesi e il patron Luciano Sileoni. E il capitano attribuisce il primato alla polenta treiese: «La migliore al mondo». Il vice presidente Massaccesi: «Macerata è già un ricordo, a Civitanova riceviamo l'affetto costante e caldissimo dei tifosi che ci hanno subito adottato»
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La foto di gruppo al termine della cena

 

di Maurizio Verdenelli

La Lube campione del mondo torna a Macerata. O meglio in quel “corridoio di Danzica” che è Santa Maria di Selva ancora in territorio di Treia, al confine (questione quasi di centimetri) con il capoluogo di provincia. Torna da Civitanova, la Lube stellare, e s’infila prontamente in canonica dove amministra la giustizia di Dio e pure altre politiche del suo “gregge”, il parroco don Giuseppe Branchesi, laurea in teologia e pure tessera di allenatore Fipav.

Luciano Sileoni e don Giuseppe Branchesi

E la squadra ha trovato il tempo “mai trovato” per festeggiare le sue molte prestigiose medaglie, proprio qui ieri sera dove tutto è nato. All’origine del verbo (sportivo) infatti la grande amicizia tra don Peppe e il patron Luciano Sileoni che negli anni ’70 decideva di sponsorizzare stagione allo Sferisterio e stagione agonistica della squadretta di pallavolo guidata come alle crociate da don Branchesi, novello Pietro l’Eremita. Due grandi successi: la Lube è da tempo la più grande industria di cucine in Italia, e la squadra di volley di coach Fefè De Giorgi è tre volte campione. E’ stata dunque una autentica festa in famiglia, un ritorno a “com’eravamo”. Un’atmosfera post-natalizia, meglio pre-pasquale nella quale Osmany Juantorena and band si sono perfettamente calati. Un clima familistico dove tutte le differenze si sono colmate. Incontrandosi nell’abbraccio iniziale tra i cm 165 del parroco e i 205 del capitano della Lube.

Don Branchesi con Osmany Juantorena e il presidente della Provincia Antonio Pettinari

«Qui si mangia la migliore polenta del mondo» ha dichiarato Juantorena, che ha mostrato di apprezzare particolarmente pure la specialità locale dell’agnello in porchetta. Ed è stata schiacciata vincente. Bruninho da parte sua ha mandato in panchina la saudade proclamando ai microfoni che a Santa Maria in Selva si mangia meglio che a Rio de Janeiro mentre sul palco andava in scena il siparietto del polacco Mateusz Beniek (209 cm) con lo schetch dello “scansafatiche” e le due tre/quattro parolette-chiave imparate in italiano. Medaglia d’oro infine, virtuale tuttavia ampiamente meritata, per le cuciniere del comitato parrocchiale. Che per due giorni hanno buttato il cuore oltre i fornelli, in attesa dei campioni. Portate di carne (di ogni tipo di animale da cortile) cucinate variamente subito dopo la polenta rossa e bianca e nel gran finale la magnifica torta griffata Lube by Biagetti, notissimi pasticcieri a Passo Treia (bar Roma). Una “fiesta mobile”dove la palla è stata magnificamente servita dagli “alzatori” De Giorgi e don Peppe, parroco/re per una notte; dove tutti i giocatori della “rosa” sono scesi in campo (ad eccezione di due, uno infortunato, l ‘altro convocato in nazionale) e dove in pagella nessuno è sceso sotto il 7.

 

Fefè De Giorgi e don Branchesi

 

Addirittura sul rievocativo sentimentale, è apparso il sempre fiero Luciano Sileoni che dopo essersi coccolato Juantorena, all’assemblea plaudente ha ricordato il successo di una fabbrica «avviata nel 1967 da un piccolo locale».

I giocatori della Lube con le cuoche

E pure i suoi infortuni sul lavoro:«Più volte mi sono tagliato le dita lavorando». E ai giocatori: «Da parte vostra dovete lavorare…vincendo». Sciogliendo infine un elogio ai collaboratori succedutisi nella fabbrica diventata intanto la più importante nel settore. «Di cucine ne abbiamo vendute tante!» aveva detto Sileoni poco prima sottolineando il discorso del presidente della Provincia, Tonino Pettinari circa le magnifiche sorti e progressive della Lube. Lo show del patron, presidente onorario compiutamente soddisfatto, era continuato quando chiamato al proscenio per ricevere un premio (un piatto in ceramica by Silvio Craia) non si era lasciato sfuggire un autocelebrativo: «Un altro riconoscimento?! E quale? Ormai li abbiamo avuti tutti».

Juantorena consegna a Don Branchesi maglia e pallone autografati

Sui titoli, italiano, europeo e mondiale, ha indugiato il vicesindaco treiese, Davide Buschittari, ricorrendo improvvidamente al “triplete”. Che ha fatto andare di traverso l’ottimo pollo arrosto allo juventino Pettinari cui non e’ sfuggito…il riverbero interista del termine. Buschittari ha pure ricordato De Giorgi treiese ad honorem nel 2006 vincitore con la Lube del primo tricolore, e il titolo “Treiese dell’anno”concesso nel 2007 a Sileoni dalla proloco (presente il numero 1 Pucciarelli insieme al comitato di Camporota) e nel 2011 a don Branchesi cui Os – leggasi Juantorena- ha consegnato gagliardetto, pallone e maglia da campeon do mondo, tutti autografatissimi. La festa è terminata sul presto. I campionissimi hanno lasciato la canonica, saltando sulle loro supercar avviate in direzione di Civitanova.

Albino Massaccesi

Albino Massaccesi, il vice presidente che ha visto nascere e crescere negli anni il fenomeno Lube: «Macerata è già un ricordo anche se coloro che erano con noi prima del trasferimento continuano ad avere casa ed abitare perlopiù nel capoluogo. Per tutti gli altri, Civitanova è un approdo molto gradito. Piacciono il mare, i larghi orizzonti, le vetrine, il movimento, insieme con l’affetto costante e caldissimo dei tifosi che ci hanno subito adottato. Molti giocatori hanno acquistato uno o più appartamenti nella città costiera: gli impegni sportivi di un calendario affollato anche per le date delle molte nazionali interessate ai nostri, rendono ormai Civitanova un “porto” fisso delle loro esistenze vissute ora fuori dai propri luoghi d’origine, seppure qualcuno della rosa sono prodotti locali». «Tornare a Santa Maria in Selva è come essere a casa dopo tanto tempo. L’ultima volta nel 2009 (presidente della Provincia, Giulio Silenzi; capo dell’opposizione Tonino Pettinari, ndr) quando la Lube festeggiò proprio qui la Coppa Italia dopo aver sfatato l’incubo di “dover” vincere qualcosa, come si diceva allora….». A distanza di 11 anni la Lube-cannibale è sul tetto del mondo, e per una sera si è fatta “regina” in questo minuscolo borgo disposto attorno all’antica grancia da dove si vedono le luci di Macerata. Sembra quasi di toccarle. In realtà per la Lube Civitanova appaiono lontane, molto lontane e senza più appeal dopo il grande scisma e l’addio.

 

 

 



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