Maceratesi nell’inferno dell’Australia:
«Piove cenere, il cielo è sempre grigio
Siamo tutti in lacrime»

IL DRAMMA - Un Paese in ginocchio a causa degli incendi che stanno distruggendo ogni cosa. Le testimonianze di Maria Luciani, Loredana e Alberto Mercuri, Carolina Caponi e Silvia Alessandrelli: partiti dalla nostra provincia per costruirsi un futuro al di là dell'oceano
- caricamento letture
Print Friendly, PDF & Email

 

incendi-australia

Le fiamme nel Nuovo Galles del Sud (Ansa)

 

di Francesca Marsili

«Piove cenere. I tavoli del ristorante, completamente ricoperti e anneriti dal fumo portato dal vento che alimenta spaventosamente gli incendi, devono essere lavati ogni mattina. Odore acre di bruciato ovunque. Il governo sta anche pensando di ascoltare gli aborigeni, perché vuole ripristinare vecchie pratiche di spegnimento. E’ un disastro senza precedenti. La gente esce con la mascherina, specialmente chi ha difficoltà respiratorie. Il cielo è sempre grigio, sembra ci sia nebbia, ma è estate».

australia-maria-luciani

Maria Luciani

E’ la drammatica testimonianza di Maria Luciani, 41enne di Petriolo, che dal 2012 dirige un ristorante in Australia, a Wollongong, nel Nuovo Galles del Sud, uno dei territori più colpiti dagli incendi, tutt’ora in corso, che hanno provocato 24 morti, bruciato 8,4 milioni di ettari e ucciso circa un miliardo di animali. Racconta che la loro zona, non è colpita dall’emergenza ma l’allerta è altissima perché a quattro ore di macchina. «Qui le distanze sono percepite in maniera diversa rispetto all’Italia, se si pensa che per centinaia di km c’è solo vegetazione – precisa Luciani – ci sono tre incendi che si stanno unendo in gigantesco fronte di fuoco che avanza rapidamente e che, a causa del vento, forma delle tempeste di fuoco spaventose. Caldo e vento sono sempre più forti. Siamo tutti costantemente incollati all’app “Fire near me”, per controllare minuto per minuto lo stato dei fuochi, attualmente circa centocinquanta, e la viabilità, spesso interrotta». La petriolese descrive un piccolo spaccato del terribile scenario in corso in Australia. «Nel ristorante, affacciato sul mare, che è anche pizzeria – racconta – abbiamo il forno a legna. Il nostro fornitore ha perso tutto, la sua farm è andata in fumo e la spiaggia è deserta. L’economia è in ginocchio, è aumentato tutto». Luciani racconta anche che la solidarietà non ha tardato a manifestarsi: «Non c’è negozio o attività che non devolva qualcosa. Anche noi qui al ristorante, organizziamo delle aperture speciali con l’intento raccogliere fondi da donare ai veterinari e pompieri, oltre ad offrire pasti a chi ha perso la casa e ai tanti volontari».

australia-alberto-mercuri-e-maria-luciani

Alberto Mercuri e Maria Luciani

Assieme a lei c’è sua cugina Loredana Mercuri (proprietaria dell’attività), nata in Australia dopo che suo padre Alberto, anche lui petriolese, oggi novantenne, emigrò nella “Terra dei canguri”  e per lungo tempo è stato presidente dell’associazione marchigiani in Australia. Mercuri, sconvolta e in lacrime, spiega che gli incendi vanno avanti da mesi e dice: «Non ho mai visto una cosa simile. Siccità, alte temperature e vento: una ricetta micidiale. L’inverno scorso non è mai piovuto. Il cambiamento climatico è tangibile e tutti noi australiani ci sentiamo responsabili ma allo stesso tempo ci chiediamo come mai il governo non sia intervenuto prima. Qui in Australia siamo tutti molto legati alla natura e vedere milioni di animali morti, così importanti per tutta la nazione ci dispera». Coglie l’occasione per inviare un messaggio Loredana Mercuri, accorato. «Siamo disperati – aggiunge – ma stiamo facendo del nostro meglio per cercare di arginare un disastro universale, perché si parla di specie animali in via di estinzione. Questa per noi è una lezione ma anche una sfida, aiutateci».

australia-carolina-caponi

Carolina Caponi con un koala

«Qui a Sidney la città è avvolta dal fumo che il vento trasporta da sud-est, dove sono concentrati gli incendi boschivi. L’altro giorno il comune ha chiuso tutte le piscine all’aperto». Carolina Caponi, giovane maceratese, è partita da Piediripa per stabilirsi nella capitale del Nuovo Galles del Sud nell’ottobre del 2010. A Sidney è una business development manager in un famoso studio di architettura ed è mamma di un bambino di 2 anni. «E’ cosi da novembre – continua – Prima, mi spostavo con il monopattino elettrico e accompagnavo all’asilo mio figlio a piedi. Ora sono costretta a muovermi con l’auto per limitare l’esposizione al fumo e non posso portare il mio bambino in spiaggia o al parco giochi. L’aria è irrespirabile». Ama la natura Caponi ed è provata da questa catastrofe senza precedenti. «Quando quasi 10 anni fa, decisi di andarmene dall’Italia, ero incerta tra Londra e Sidney – ricorda – Poi scelsi l’Australia proprio per l’unicità della flora e della fauna. Molte fattorie sono in ginocchio, costrette a sopprimere o vendere bestiame perché non riescono a reperire acqua e mangime». Anche lei, assieme alla sua famiglia e allo studio per cui lavora, ha destinato del denaro verso il WiRes (fondo per salvare gli animali colpiti dagli incendi) e il Rural Fire Service. «Sono dell’idea che prima o poi gli effetti del cambiamento climatico arrivano. Sentiamo spesso di inondazioni in Indonesia o nelle Filippine, però nessuno fa niente fino a quando non viene colpito direttamente. Venerdì c‘è stata una grande protesta contro il primo ministro, accusato di aver sottovalutato l’allarme emanato dalla guardia forestale già nei primi mesi del 2019 oltre al fatto di porsi come negazionista nei confronti del climate change oramai innegabile«.

australia-silvia-alessandrelli

Silvia Alessandrelli

«Qui a Melbourne è tutto secco, basta un attimo per accendersi tutto. Le cortecce si staccano dagli alberi tanto sono secche. Non riesco più a vedere certe immagini mi si spezza il cuore». Silvia Alessandrelli, 30enne di Castelraimondo è partita lo scorso anno con il working holiday Visa, il sistema australiano che permette ai giovani, di lavorare principalmente nelle enormi farm o studiare e contemporaneamente scoprire il Paese. Da giugno a settembre ha raccolto frutta in alcune fattorie nei pressi di Woollgoola, ma a causa dell’inverno precedente, troppo caldo e asciutto, dopo 5 mesi non c’era più nulla da raccogliere. «Quando a fine settembre ho chiamato l’harvest office international number (dove ti dicono dove è meglio andare per i raccolti, ti danno informazioni), per cercare una nuova Farm in cui lavorare – racconta – mi hanno consigliato di non muovermi perché le fiamme seppur a 100 km di distanza stavano circondando quella zona. Un po’ credo sia stato allarmismo, un po’ era per farci restare al sicuro». Ora la giovane maceratese è ferma a Melbourne. E’ riuscita a trovare un lavoro in un ristorante ma nei suoi piani c’era Perth dove a causa degli incendi non può andare.

australia-auto-silvia-alessandrelli-e1578838967889

L’auto di Silvia Alessandrelli

«Sono bloccata qui a Melbourne perché non so cosa fare – spiega –  A est c’è il famoso mostro di fuoco, a ovest ci sono altri incendi mentre il nord si allaga. Sarei dovuta ripartire per Perth ma una strada è chiusa e l’altra è mezza allagata, spero che questo disastro si fermi». Si definisce una backpacker, come vengono chiamati tutti i ragazzi che come lei, sono li con i visti temporanei del working holiday, una di quelli con lo zaino grande sempre in spalla. E’ una nomade, dorme nei campeggi, la sua auto super attrezzata è dotata di una tenda sopra al tettino che si apre. Perché per lei, l’importante, è poter viaggiare ed esplorare. «Il fuoco sembra inarrestabile – conclude – ha toccato tre stati e siamo tutti in lacrime nel vedere una simile tragedia. Gli australiani sono persone d’oro. Qui non esiste razzismo o pregiudizio. I farmer pensano che se ora loro aiutano te, tu un giorno aiuterai qualcun altro. Qui non si può fumare ovunque, non si può bere alcol per la strada, è tutto estremamente pulito al punto che gli australiani spesso girano scalzi. Qui ci sono talmente tante specie animali che si gira con il Pokedex, la guida per capire che tipo di animale ti trovi davanti. Questo è un paradiso, siamo tutti in lacrime».

 

australia-woolgoola

Woollgoola avvolta dal fumo

 

australia-woollngong

La spiaggia deserta di Wollongong

australia-sidney

Sidney avvolta dal fumo



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page




Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X