facebook twitter rss

Emanuele Tacconi a Bangui per l’Oms:
«C’è chi ha subito atrocità inimmaginabili
e non c’è certezza di un futuro migliore»

MACERATA - La testimonianza di chi da 30 anni lavora in alcuni dei paesi più pericolosi al mondo. E' tornato in città per le feste, ma ora ripartirà per la capitale della Repubblica del Centro Africa
- caricamento letture
Print Friendly, PDF & Email
53 Condivisioni

Emanuele Tacconi

 

di Maurizio Verdenelli

E’ tornato nella ‘sua’ città (amatissima) il giorno di Santo Stefano. In Africa, a Bangui, Emanuele Tacconi, premio ‘Maceratese nel mondo’ tornerà prestissimo, esaurito il ponte festivo in seno alla famiglia (papà Ivano, mamma Marisa e il fratello) entro sabato o domenica prossimi, salendo sul primo areo utile. Destinazione: uno dei tanti ‘inferni’ in terra le cui fiamme Emanuele ultracinquantenne, ha attraversato negli ultimi suoi trentanni.

Dopo lo Yemen e Aden, Bangui capitale della Repubblica di Centro Africa. Tacconi quale è la situazione?

«Vige una situazione di estrema incertezza. Circa una settimana fa si sono verificati degli scontri tra un gruppo di miliziani armati e i residenti di un distretto della capitale e circa cinquanta persone hanno perso la vita. La zona da tempo è teatro di rivalità tra fazioni musulmane e cristiane anche se in questo caso lo scontro è stato causato da alcuni residenti che si sono ribellati alle continue richieste di tasse da parte dei gruppi armati».

Sia le autorità governative che le forze di pace dell’Onu (Minusca) non sono state in grado di mantenere l’ordine.

«Circa tre quarti del paese è sotto il controllo di fazioni armate e questo rende estremamente difficile il nostro lavoro sul terreno. Entro il 2020 si terranno le elezioni presidenziali e la campagna elettorale non si prospetta pacifica. Per alcuni sarà il momento della resa dei conti e della vendetta».

Quali sono a Bangui i suoi compiti? Su incarico di quale organizzazione internazionale?

«Per conto dell’Organizzazione mondiale della sanità mi occupo della logistica del programma di lotta contro la polio organizzando campagne di vaccinazione e di sorveglianza epidemiologica su tutto il territorio nazionale. Inoltre collaboro nella gestione dei vaccini assicurandone la qualità. Far si che la catena del freddo non venga interrotta in condizioni dove la sicurezza non è garantita e le infrastrutture sono pressoché inesistenti è molto difficile».

Rispetto all’esplosivo Yemen, dopo i pericoli personali passati, a Bangui c’e’ più sicurezza?

«Sono due situazioni differenti. Mentre in Yemen si operava in un teatro di guerra con tutti i pericoli connessi, a Bangui il pericolo è più legato alla delinquenza comune che si è creata a causa della miseria. Si è costantemente un bersaglio ambito delle molte bande di criminali che rapinano e saccheggiano tutto quello che possono e quando possono».

Dopo tre decenni di attività sui fronti più arroventati del mondo, rimpiange un po’ il lavoro di scrivania a San Donato Milanese all’Eni?

«Nell’anno appena agli archivi ho “celebrato” i miei trenta anni di attività all’estero (Zambia 1989 – Repubblica Centrafricana 2019). Mai una volta ho avuto nessun tipo di rimpianto per la scelta che ho fatto».

In Africa ha mai sentito parlare di Macerata?

«No però credo di essere il più grande promotore della nostra città all’estero. Tutti sono affascinati dai miei racconti inerenti alla mia città e tutti attendono con gioia di gustare i nostri prodotti che porto e offro ogni volta che ritorno dalle ferie. Nel corso degli anni ho ospitato molti amici e colleghi, sia italiani sia stranieri, e nessuno è rimato deluso dopo la visita. Anzi qualcuno è anche ritornato più volte».

Quando rientra a Bangui?

«Molto probabilmente entro la fine di questa settimana».

Cosa l’ha più toccata in questa prima esperienza in Centro Africa?

«Il dissesto psicologico evidente in molte persone che hanno dovuto subire atrocità inimmaginabili. Come sempre le condizioni di estrema povertà nelle quali la maggior parte della popolazione è costretta a vivere e più che altro l’incertezza assoluta di un futuro migliore».

Sostieni Cronache Maceratesi

Cari lettori care lettrici,
da diverse settimane i giornalisti di Cronache Maceratesi lavorano senza sosta, per fornire aggiornamenti precisi, affidabili e gratuiti sulla emergenza Coronavirus. In questa situazione Cm impiega tutte le sue forze, dando lavoro a tanti giovani, senza ricevere un euro di finanziamenti pubblici destinati all’editoria. Riteniamo che in questo momento l’informazione sia fondamentale perciò la nostra redazione continua a lavorare a pieno ritmo, più del solito, per assicurare un servizio puntuale e professionale. Ma, vista la situazione attuale, sono inevitabilmente diminuiti i contratti pubblicitari che ci hanno consentito in più di undici anni di attività di dare il meglio.
Se apprezzi il nostro lavoro, da sempre per te gratuito, e se sei uno dei 90mila che ci leggono tutti i giorni (sono circa 800mila le visualizzazioni giornaliere), ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento senza precedenti.
Grazie

Puoi donare un importo a tua scelta tramite bonifico bancario, carta di credito o PayPal.

Scegli il tuo contributo:

Per il Bonifico Bancario inserisci come causale "erogazione liberale"
IBAN: IT49R0311113405000000004597 - CODICE SWIFT: BLOPIT22
Banca: UBI Banca S.p.A - Intestatario: CM Comunicazione S.r.l


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page




Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X