Accesso più facile alla riabilitazione
dopo le dimissioni dall’ospedale:
il progetto del Paolo Ricci

CIVITANOVA - Si chiama Home Rehabilitation, ed è una iniziativa promossa dall'Asp in collaborazione con l'Asur e il finanziamento della Fondazione Cariverona. Servirà a rendere più facile l'assistenza a casa dei pazienti over 70 anni
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di Laura Boccanera

Accorciare e rendere più semplice l’accesso alla riabilitazione dal momento delle dimissioni ospedaliere al ritorno a casa. E’ il progetto Home Rehabilitation, iniziativa promossa dall’Asp Paolo Ricci in collaborazione con l’Asur e grazie ad un cospicuo finanziamento della Fondazione Cariverona.

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Agostino Basile e Alessandro Maccioni

Un modo nuovo di fare assistenza territoriale consentendo agli ospedali di liberare posti letto e all’utente di poter disporre a casa di tutta l’assistenza necessaria per sé e il supporto per i propri familiari che si ritrovano a dover gestire in condizioni diverse un malato cronico. Il progetto è stato presentato questa mattina nella sede del Paolo Ricci dal presidente Agostino Basile, dal direttore dell’Area Vasta 3 Alessandro Maccioni, dal direttore del distretto Gianni Turchetti, dal direttore Paolo Ricci Patrizia Zallocco e dalla dottoressa Elita Di Stefano direttore medico della struttura. In sostanza il paziente over 70 che esce dall’ospedale dopo un ricovero e che necessita di piani di assistenza individuali per riabilitazione con fisioterapica, fisiatria e assistenza verrà inserito all’interno del progetto, gratuito e senza complicazioni burocratiche già dal giorno successivo alle dimissioni. Lo scopo è azzerare i tempi di attesa della presa in carico dei pazienti dimessi dopo un intervento acuto. Un’equipe multidisciplinare composta da fisioterapista, logopedista, terapista occupazionale, assistente sociale, Oss e altri saranno a disposizione per il paziente e per i familiari che lo assistono per costruire un piano riabilitativo in ambiente domestico: «è una sinergia resa possibile da più attori, la Fondazione Cariverona anzitutto che ha finanziato per 100mila euro il progetto e che uniti ai 40mila messi a disposizione dal Paolo Ricci ha consentito la costruzione del progetto fornendo una risposta ad un bisogno – ha detto Agostino Basile presidente del Cda del Paolo Ricci – un modo che alleggerire il sistema sanitario e offrire assistenza non solo al malato, ma a tutta la famiglia».

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Alessandro Maccioni, Patrizia Zallocco e Gianni Turchetti

Un progetto che è stato abbracciato in pieno dal direttore dell’Area vasta 3, Alessandro Maccioni: «il problema della sanità oggi non sono gli ospedali, ma la rete territoriale e ci troviamo di fronte al malato cronico che ha bisogno di risposte diverse da quelle del reparto ospedaliero una volta terminata la fase di acuzia». «E’ un intervento che crea un collegamento snello e tempestivo dalle dimissioni. Spesso il ritorno a casa è un momento critico di disorientamento per la famiglia costretta a prendere familiarità con una nuova gestione degli spazi e del familiare, ma anche con la burocrazia che dà accesso alle cure – ha aggiunto la dottoressa Di Stefano – In questo modo abbiamo creato un raccordo funzionale tra ospedale e territorio. Da quando i medici ospedalieri comunicano le dimissioni il personale prende in carico la richiesta e dal giorno successivo alla dimissione c’è già l’operatore pronto per la terapia». Al momento sono 25 gli utenti presi in carico e il progetto durerà fino a giugno 2020.



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