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La Biblioteca statale
riapre le porte del sapere:
«Un giorno a caratteri d’oro»

MACERATA - La struttura in via Garibaldi era stata dichiarata parzialmente inagibile nel novembre 2016, in seguito alle violente scosse di terremoto. Oggi pomeriggio la riapertura ufficiale, con un incontro-dibattito sul sisma. Il rettore Francesco Adornato: «Luoghi come questo sono esseri viventi, con tanto da offrire»
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La sala della Biblioteca statale di Macerata, oggi riaperta al pubblico, ha ospitato un convegno dedicato al sisma

 

di Giacomo Gardini (foto di Fabio Falcioni)

«Biblioteche come questa permettono alle nostre anime di respirare». A tre anni dal sisma, la Biblioteca statale di Macerata riapre finalmente i suoi spazi al pubblico e il rettore Unimc Francesco Adornato esulta di gioia.

Il rettore Unimc Francesco Adornato e il sindaco Romano Carancini

«Gli antichi romani erano soliti accogliere giornate illustri con un’espressione: “Dies aureo signanda lapillo“, un giorno da sottolineare a caratteri d’oro. Quale occasione migliore per rinnovarla?». Dopo una lunga attesa, infatti, Macerata riabbraccia una delle sue principali sedi del sapere, riappropriandosi delle sale di consultazione e di lettura all’interno dell’ex monastero di Santa Chiara, in via Garibaldi. Questo pomeriggio, alla presenza delle autorità e di altrettanti studiosi, la riapertura ufficiale, sancita da un incontro-dibattito sul tema del sisma. «Il terremoto – spiega in apertura Adornato – ha segnato periodicamente la vita delle popolazioni umbro-marchigiane e, con loro, la faglia della memoria del futuro. L’unico antidoto alla rovina sta nel ripartire dal territorio e dall’uomo, attraverso un’architettura quanto mai vicina al suo sentire. Gli stessi luoghi, come questa biblioteca, un vero e proprio incanto, sono soggetti viventi, che hanno così tanto da offrirci. Risorse imprescindibili e collanti per la coesione sociale di una comunità. Il nostro ateneo, e con lui tutta Macerata, oggi festeggia».

L’architetto Pierluigi Salvati

La Statale, nel novembre 2016, in seguito a sopralluoghi tecnici, era stata dichiarata parzialmente inagibile, privando la collettività maceratese di uno spazio di primaria importanza per la sua vita culturale. «Abbiamo agito – racconta l’architetto Pierluigi Salvati, funzionario Sabap Marche – con una serie di interventi mirati verso le criticità più impellenti. Grazie ai lavori di messa in sicurezza effettuati in estate, è stata installata una rete lungo la copertura della sala, per evitare che possano verificarsi pericolosi distacchi». Maria Luisa Palmucci, direttrice della biblioteca, ha portato i suoi saluti ai tantissimi presenti in sala, parlando di «un momento di incredibile orgoglio e soddisfazione, per aver restituito alla città uno dei suoi beni più preziosi». E a far le veci di Macerata e della sua amministrazione è stato proprio il sindaco Romano Carancini, in «un inno di gioia e di speranza».

Il sindaco Romano Carancini

«La Statale – dice il primo cittadino – è un luogo connaturato alla valenza culturale e sociale della nostra città. L’insoddisfazione degli ultimi tre anni e la percezione di non riuscire a svoltare nella ricostruzione possono trovare una risposta nella speranza. Fra pochi giorni riaprono le scuole, con l’inaugurazione del campus scolastico alle ex Casermette: un altro segnale forte. Il disfattismo e lo scetticismo non sono altro che ostacoli lungo il cammino che ci aspetta». Prima dell’inizio del convegno “Alcuni momenti marchigiani fra due terremoti”, organizzato proprio per l’occasione, a prendere la parola è stata Marta Mazza, soprintendente della Sabap Marche, entusiasta di aver contribuito in maniera sostanziale alla riapertura. «La risposta – spiega – alla propensione alla rinascita di un territorio sta in una tutela sempre maggiore dei suoi luoghi fondanti. E’ fondamentale, oggi più che mai, trasformare questa spinta in una progettualità ben definita, per “restaurare” l’identità territoriale».

La rete installata lungo la copertura della sala

Il via quindi al dibattito, impreziosito dai massimi esperti del settore, per una panoramica sugli elementi tecnici e procedurali della ricostruzione e sugli interventi di miglioramento sismico effettuati su alcuni monumenti danneggiati dal sisma del 1997 e da quello del 2016. Tra i relatori, l’architetto Roberto Borgognoni, funzionario regionale, Alberto Cherubini, presidente del Comitato Tecnico Scientifico per la ricostruzione del 1997, Vittorio Lanciani, presidente dell’Ordine degli architetti di Macerata, e Massimo Mariani, presidente del Centro studi Sisto Mastrodicasa. Al termine degli interventi, è toccato a Paolo Iannelli, soprintendente speciale per le aree colpite dal sisma del 2016, trarre le conclusioni del dibattito.

 

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