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Ussita, stazione sciistica
«I soldi sono disponibili da anni
Perché la ricostruzione è ferma?»

LETTERA APERTA dell'associazione ProFrontignano, per chiedere conto al Comune e ad altri enti dei ritardi sulla tabella di marcia
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Lo skilift Jacci di Bicco

 

«Di fronte agli inspiegabili ritardi, nella comunità c’è fortissima preoccupazione in merito ai tempi che potrebbero essere necessari per poter tornare nuovamente a fruire del comprensorio sciistico nella sua interezza». Sono parole del consiglio direttivo dell’associazione ProFrontignano che ha inviato una lettera aperta al comune di Ussita e agli enti coinvolti per chiedere conto del ritardo sui lavori di ricostruzione della stazione sciistica. L’associazione parte dai documenti disponibili: il finanziamento da 8 milioni messo a disposizione dalla Regione già nel 2017, che va ad aggiungersi a quello da 490mila euro pronto dal 21 luglio 2016  per la realizzazione di tre piste di collegamento tra i due settori della stazione (Saliere e Canalone), «opera di grande importanza ed attesa da decenni. Tutti gli interventi sopra citati sono imputati all’anno 2019 nel piano pluriennale delle opere pubbliche del Comune di Ussita – spiega l’associazione – ma ad oggi nessun cantiere risulta aperto.  Solamente uno di quindici interventi in programma è in fase avanzata di progettazione esecutiva (rifunzionalizzazione degli impianti del settore Saliere), altri tre interventi (accessori al primo) sono alla fase di studio di pre-fattibilità, mentre per i rimanenti undici interventi sembra non esser stata avviata alcuna procedura». Da qui la lettera aperta. «Dai comunicati del Comune di Ussita emerge che oggi si stia lavorando principalmente alla rifunzionalizzazione degli impianti del settore cosiddetto “delle Saliere” – continua l’associazione – mentre nessuna ipotesi è stata mai avanzata pubblicamente in merito alle sorti o tempistiche di riavvio degli impianti del settore “del Canalone”, quest’ultimo certamente importante grazie alla sua altitudine, e unanimemente riconosciuto come l’elemento che distingue Frontignano da tutte gli altri centri sciistici della regione. Comprendiamo la complessità della progettazione della ricostruzione del settore “del Canalone”, dovuta a maggiore obsolescenza infrastrutturale, ci auguriamo perciò che un tavolo su questo tema sia stato già aperto. Non comprendiamo però perché, a distanza di oltre due anni dalla data nella quale i fondi furono messi a disposizione, non siano state avviate nemmeno le fasi preliminari alla partenza della progettazione esecutiva per la rifunzionalizzazione del settore “del Canalone”, che è parte di assoluto rilievo nella stazione turistica di Frontignano. Invitiamo i responsabili della ricostruzione della stazione turistica di Frontignano, e gli altri soggetti coinvolti, a sedersi urgentemente ad un tavolo, con reale volontà di convergenza verso un obiettivo condiviso: porre le basi per l’avvio della progettazione esecutiva relativa alla rifunzionalizzazione del settore “del Canalone”».

 



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