Il sacerdote dell’accoglienza:
«Società esclude gli ultimi,
si toglie anche la dignità»

MACERATA - Don Virginio Colmegna ha partecipato ad Incontri d'autunno. E' uno dei più conosciuti preti di strada. Tanti i politici presenti per affrontare proprio il tema dell'accogliere. «Mai essere contro ma sempre per e con gli altri»
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Don Virginio Colmegna

 

di Maurizio Verdenelli (foto di Fabio Falcioni)

L’anti Salvini in tonaca (o meglio in pullover) al circolo Aldo Moro. Lui, don Virginio Colmegna, uno dei più noti ‘preti di strada’ – ha ricordato Angelo Sciapichetti – braccio destro del cardinal Martini che lo volle alla presidenza della Casa della Carità è uno dei massimi teorizzatori della ‘globalizzazione dell’indifferenza’ nella Milano più multietnica della storia moderna. La Casa ospita ogni notte 140 ‘sprovveduti’, come con lungimiranza li definiva Martini, e dal 2002 ha visto passare persone da 92 nazioni diverse. «E di 18 credi religiosi» aggiunge Maria Grazia Guida, vice sindaco della giunta Pisapia (2011-2016). «Una mattina alle 7 dopo il voto, mi arriva da Giuliano Pisapia sul cellulare uno sms: complimenti, sei il nostro vicesindaco» ricorda lei, per dieci anni direttrice della Casa della Carità ed ora presidente dell’associazione omonima.

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Romano Mari

L’anti Salvini (‘de facto’, lui evita costantemente di farne il nome anche se almeno una volta sola ‘gli scappa’) ha coniato anche quello che potrebbe definirsi un logo, in calce alla ragione sociale della Fondazione voluta prima del congedo dell’arcivescovo di Milano: Prima le persone. «Già – spiega don Virginio – mai ‘contro’ ma sempre e comunque ‘per’ e ‘con’. Lo slogan Prima gli italiani e via elencando è tesa ‘ad escludendum’. Io sono con papa Francesco (Cfr ‘Laudato sie’)». L’Auditorium del ‘Claudiani’ non ribolle come nei precedenti Incontri d’Autunno. L’età media è piuttosto alta: «L’Italia è un paese che invecchia» dice don Colmegna. Anche e soprattutto Macerata. «Basta guardarsi in faccia» significativamente aggiunge.

L’uomo dell’accoglienza nell’ex Milano da bere, premio Ambrogino d’oro e lo scorso anno premiato a Strasburgo come Cittadino Europeo, non accenna al caso (mondiale) di Macerata. Di Pamela (giovedì prossimo la famiglia sarà al parlamento UE) parla invece seppure senza nominarla, nel suo intervento il presidente del circolo Aldo Moro, Piergiorgio Gualtieri:  «A Porto Potenza padre e figlio hanno ammazzato sulla spiaggia una giovane rumena: l’hanno trovata con la bocca piena di sabbia. Orrore, sdegno ma mediaticamente è durata poco. A Macerata un nigeriano è stato l’assassino di una ragazza italiana: orrore, sdegno certo ma pure una… campagna elettorale di un anno e mezzo».

IncontiDAutunnno_DonColmegna_FF-14-650x434Gelo in sala con Pier Giorgio a fare repentina ammenda, a conclusione: «Forse ho fatto un po’ di confusione…». In precedenza l’assessore Narciso Ricotta – visto parlare a lungo con Romano Mari suo principale competitor alla candidatura di sindaco – aveva chiarito: «Macerata è città accogliente, dove volontariato, associazioni, Caritas, comune e parrocchie sono in prima linea su questo fronte». Fronte arroventato: non a caso il cardinal Martini affidando al ‘prete di strada’ la Casa della Carità alle soglie della Grande Immigrazione, gli aveva detto: «Sia un luogo d’inquietudini ed attraversato dai dubbi». Tuttavia per aver attraversato persone e luoghi nei quali nessuno s’avvicinava («Quando ne uscivo, uomini in divisa quasi mi ammonivano: Attenzione alle cellule dormienti») Florindo Mancinelli perse la corsa a sindaco di Monte San Giusto. Lo ha raccontato ieri sera: «Da presidente del Consiglio scolastico dei genitori avevo contattato le famiglie islamiche perché eleggessero un rappresentante. Mi fecero sapere che ne avrebbero discusso con i ‘confratelli’. Ed alla fine dialogo e quel voto elettivo prima negato. Una vittoria? Certo, e poco importa se Monte San Giusto non mi elesse primo cittadino…».

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Angelo Sciapichetti

Non in sintonia con il leit motiv della serata, Giovanni: «Sono un invalido sul lavoro. E dico che prima di dare lavoro nei cantieri agli immigrati, occorre addestrarli non come ora per un malcompreso senso dell’integrazione. Nel Maceratese sono almeno un centinaio, gli ex migranti vittime di infortuni». A dar ragione a Giovanni, lo stesso don Colmegna e l’ex vicesindaca che ha avuto da Pisapia, per 5 anni, la delega alle Politiche educative. «Da gestire c’erano ottantamila bambini, altissima già la percentuale di non italiani. Una battaglia importante per fare di loro cittadini perfettamente integrati e consapevoli».

Don Colmegna ha lanciato l’allarme: «Recuperare un pensiero capace di vincere è la vera sfida altrimenti rischiamo di restare prigionieri di algoritmi. Ne ho parlato nella mitica aula 12, quella del Movimento Studentesco, alla Statale di Milano. Questa società non riconosce nulla agli ultimi cui è stata tolta pure la dignità della povertà. Appartengo ad una famiglia modestissima: abitavamo in una casa di ringhiera senza servizi. Ma sui pavimenti mia madre dava la cera e si andava con le pattine». E come va la Casa della Carità? «I nostri ospiti sono i primi testimonial, come il senegalese Dudù che nel quartiere e nella metropoli parla di noi». Farà il presepe, don Virginio a Natale? «Certo! E nelle stanze c’è bene in vista sempre il Crocefisso».

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Narciso Ricotta

Alle 23 le luci si spengono nell’auditorium in attesa, venerdì, dell’ex ministro delle Finanze Padoan, introdotto da Pietro Marcolini, “il governatore maceratese mancato”. Si parla anche del no, a sorpresa, di Mogol a mandare in onda in tv l’Incontro di domenica scorsa. Al centro del caso, forse, qualche dichiarazione ‘forte’ di maestro Giulio come presidente Siae a telecamera accesa? «No, lui non autorizza di solito» taglia corto Sciapichetti, in prima fila come assessore regionale al Conte-Day a Camerino. Che impressioni? «Una prudente ed attenta tempra politica che mi ha ricordato quella di leader popolari del passato, anche marchigiani. Intanto restiamo convinti che in sede di conversione saranno accettate le modifiche al DL Sisma che il premier ha sollecitato anche a Camerino».

Il tema, comunque, del post don Colmegna resta naturalmente l’accoglienza a Macerata. «Ma questa citta è in definitiva razzista?» chiedo ad Adriano Ciaffi. «Macchè! Come può esserlo? Il nostro patrono è l’ospitaliere San Giuliano» risponde l’ex deputato, poi con un sorriso: «E’ una battuta…». Di Natale e presepi parla l’avvocato Ricotta rassicurando il poeta Maurizio Angeletti: «Il presepe monumentale di tuo padre Elio è in un posto sicuro. A Natale verrà esposto probabilmente insieme con un altro presepe nell’ex Upim. La tradizione è salva anche nel nome di Ovidio Monaco che lo volle salvaguardare a Castelsantangelo, diventando lo scorso anno il ‘presepe della Ricostruzione’». Peccato che in merito, tutto sia rimasto finora in un semplice e teoretico allestimento natalizio, tra muschio, pupi e lucette. Da smontare appena passate le Feste.

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Maria Grazia Guida

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Adriano Ciaffi

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Narciso Ricotta

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Maria Grazia Guida, Don Virginio Colmegna, Narciso Ricotta, Angelo Sciapichetti



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