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«Senza casa e senza doccia,
crisi idrica infinita»
A breve appalto per un bypass dal Fargno

SAN GINESIO - I commercianti sulla crisi dell'acqua nel comune. Da chi ha una pizzeria dentro un container e non può iniziare a impastare prima delle 8 a chi ha un forno e riesce a lavorare grazie ad un serbatoio. Intanto il consigliere Paletti annuncia che partirà un progetto della società Tennacola
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di Francesca Marsili

«A causa del razionamento idrico l’acqua al mattino ci viene restituita verso le otto, così iniziamo a impastare verso quell’ora invece che alle sei. Da settimane il nostro lavoro subisce notevoli disagi. La sera abbiamo lo stesso problema, alle 20 l’acqua smette di scorrere dai rubinetti e non riusciamo a lavare le teglie fino al mattino successivo».

Luciano Caponi nella sua pizzeria

Così Pia, moglie di Luciano Caponi che è titolare di un’attività che vende pizza al taglio a San Ginesio. Nella cittadina da diversi giorni c’è un problema di mancanza di acqua al centro e in alcuni quartieri a causa delle sorgenti del Fargno che sono all’asciutto. Una crisi che riguarda tutto il centro storico, le frazioni di Santa Maria, Vallimestre ed altre zone vicine. Problema che riguarda circa 400 famiglie coinvolte, oltre a tutte le pochissime attività rimaste nel centro storico dopo il sisma del 2016. Da settimane il Comune attinge acqua anche dal pozzo di emergenza che si trova nel territorio di Bolognola e negli ultimi giorni sono entrate in funzione autobotti per iniettare acqua direttamente nel serbatoio comunale. Dopo il sisma Caponi e il marito hanno la pizzeria dentro un container. L’attuale situazione di disagio generata dalla mancanza d’acqua va a sommarsi ai danni legati al sisma. «Abbiamo perso la casa – continua Caponi -, abitiamo in una sae e quando io e mio marito torniamo a casa, non possiamo neppure farci una doccia perché anche lì abbiamo lo stesso problema di mancanza di acqua. Possiamo augurarci che piova al più presto e termini questa emergenza».

Fulvio Del Monte

«Se non mi fossi dotato di un serbatoio per la mia attività, non sarei riuscito a preparare il pane e quindi ad alzare la serranda del mio negozio. La ciclica carenza di acqua a San Ginesio è un problema che va avanti oramai da troppi anni. Spero che questa amministrazione riesca a risolvere il problema» dice Fulvio Del Monte titolare del forno “L’Arte Bianca” nel centro storico di San Ginesio. Walter Garbuglia del bar “Le Logge” si è oramai da anni dotato di un’autoclave per sopperire alle ore in cui l’acqua non viene erogata e commenta: «Spero che questa ennesima emergenza faccia capire l’importanza di questo bene prezioso e ci insegni a non sprecare».  Il consigliere del comune di San Ginesio con delega al servizio idrico, Francesco Paletti, da giorni sta lavorando per cercare di arginare il problema.

Walter Garbuglia

«Proprio oggi Daniele Piatti, presidente dell’azienda Tennacola, che distributrice acqua nel nostro comune – dice Paletti -, mi ha garantito che a breve verranno sbrigate le pratiche per l’appalto dei lavori che permetteranno la costruzione di un bypass dalla condotta del Fargno a quella che eroga acqua al territorio di Sarnano per un impegno economico di oltre 750mila euro. Quello della mancanza di acqua è un problema vecchissimo che crea disagi ad una comunità intera già provata dal sisma. Spero davvero che si riesca una volta per tutte a mettere la parola fine alla mancanza d’acqua nel nostro Comune».

 

 

Crisi dell’acqua a San Ginesio: «La situazione continua a peggiorare, chiederemo aiuto alla Protezione civile»

 

Forno de Arte bianca

La pizzeria dei coniugi Caponi



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