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Nuovo retail park, l’appello di Mobili:
«Ripensiamo la programmazione»

CIVITANOVA - Il bilancio dell'ex sindaco sull'incontro in merito alla nuova area commerciale. «Proseguire sul solco di logiche di commercio morte e sepolte non ha alcun senso. Valorizziamo il centro, vero cuore delle città»
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L’ex sindaco Massimo Mobili

 

«Investire in centri commerciali non ha alcun senso, oggi. Le scelte vanno ponderate sulla base dei trend di commercio attuali». All’indomani della tavola rotonda con i commercianti del centro, per discutere sulla prospettiva di un nuovo retail park a Civitanova, secondo l’ex sindaco Massimo Mobili la programmazione andrebbe ripensata. «Sono rimasto stupito – ammette – dalla partecipazione degli operatori del centro, oltre 30. Un’affluenza che testimonia quanto il problema sia sentito per le vie del cuore cittadino. Ci siamo confrontati, abbiamo analizzato la situazione attuale e sono scaturite alcune proposte. Una cosa è certa: l’incremento del commercio nelle zone periferiche non va affatto bene. La programmazione urbanistica di Civitanova – prosegue – che risale ormai a diversi anni fa, sovrastima l’aspetto commerciale, soprattutto alla luce delle nuove tecnologie. Penso, ad esempio, all’introduzione dell’e-commerce. Le prospettive di qualche anno fa, quando ancora si ragionava in termini di rilancio attraverso la costruzione di centri commerciali, sono profondamente cambiate al giorno d’oggi». Mobili parla della «paura dei commercianti» e di un terribile scenario, nel caso in cui non si ragioni d’intesa: «le serrande abbassate in centro vanno a danneggiare l’equilibrio economico della città intera». «I centri commerciali che gravitano intorno a Civitanova – sostiene l’ex sindaco – rappresentano una linea di sbarramento nei confronti della nostra città. Infatti, la viabilità tra le zone esterne e quelle centrale è già incredibilmente congestionata. Se il vaso è pieno, anche una sola goccia può farlo traboccare. Il rischio qual è? Che le persone vengano al retail park, facciano acquisti e se ne vadano, senza passare per il centro. Una prospettiva preoccupante». «Dobbiamo riflettere in maniera concreta sugli interventi – conclude Mobili – Penso all’albergo all’uscita della superstrada, che aveva una sua logica ben precisa. Stando così le cose, una metà sarà trasformata in retail park: di 12mila metri quadrati, 6300 saranno trasformati in zona commerciale. Se andiamo a fare delle varianti urbanistiche per incrementare il commercio nelle zone periferiche, già saturo, danneggiamo irrimediabilmente Civitanova. Ripensiamo la programmazione, insieme: è l’unico modo per mantenere intatto l’equilibrio economico della nostra città».

(Gia. Gar.)

 

Nuovo retail park: «La stessa attenzione sia rivolta alle attività del centro»



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