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«Il calvario dell’endometriosi:
grazie al dottor Pelagalli
sono uscita da un incubo»

MACERATA - Susanna Concas, 33 anni, racconta la sua esperienza e il ritorno alla normalità dopo l'intervento chirurgico nel reparto di Ginecologia dell'ospedale cittadino
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Susanna Concas

La scoperta dell’endometriosi, anni e anni di sofferenza senza trovare una soluzione, poi l’incontro con il dottor Mauro Pelagalli, primario del reparto di Ostetricia a Macerata e il ritorno alla normalità. Susanna Concas è sarda ma solo a Macerata ha trovato una risposta al suo problema e ora racconta il lunghissimo iter che ha dovuto affrontare perchè possa servire anche ad altre donne. 

«Mi chiamo Susanna ho 33 anni. Il mio calvario inizia a 15 anni in Sardegna.Anni in cui una ragazza dovrebbe pensare solo a essere spensierata in mezzo ai vari libri di scuola, con i suoi compagni, i suoi amici. Invece no, iniziano i dolori addominali, che dapprima si presentano una volta al mese per arrivare col tempo ad essere più regolari. Le prime ecografie, la prima diagnosi di “sospetta endometriosi”,  cisti ovariche che continuavano a crescere senza spiegazioni. Le prime cure ormonali che trasformavano il mio corpo ogni giorno di più, senza capire se davvero mi avrebbero risolto magicamente il problema. Passano gli anni, quando a 21 durante un controllo di routine una cisti era arrivata a 5 cm. Il primo intervento. Ma i dolori continuano per anni, fino a quando a 29 anni mi trovo nuovamente in sala operatoria, e li arriva la diagnosi un po’ incerta di endometriosi, ma senza una soluzione. Il calvario continua così che pochi mesi dopo arrivo a un terzo intervento, anche lì senza soluzione.

Dopo numerose cure ormonali e mesi di menopausa artificiale (con tutte le sue terribili conseguenze emotive) , il mio stato di salute non migliora, emorragie, dolori lancinanti.. Ormai il pronto soccorso era casa mia, flebo di forti antidolorifici per avere un po’ di sollievo, in quanto quelli che prendevo per via orale non avevano più alcun effetto.

Mauro Pelagalli

Iniziano “viaggi della speranza” in mezza Italia, medici, visite, ho cambiato 6 ginecologi per sentirmi dire «signora lei non ha niente, il dolore è tutto nella sua testa” (in quanto nelle ecografie non si vedeva l endometriosi) perché l endometriosi è insidiosa, spesso c è ma non si fa vedere, infatti la chiamano la malattia invisibile». L’incontro con il dottor Pelagalli è avvenuto all’inizio di quest’anno quando un’amica ha parlato a Susanna di lui, regalandole una speranza.

«E la soluzione arriva proprio lì – continua Susanna – in un tiepido pomeriggio di aprile nel suo studio di San Severino. Racconto al dottor Pelagalli tutte le mie vicende e il mio dolore invalidante di cui nessuno riesce a spiegarmi la motivazione e nessuno mi crede. Trovo un medico di cuore, umano, che mi fa sentire a mio agio e trasmette sicurezza, la stessa sicurezza con cui nel giro di pochi minuti gli permette di capire e fare una diagnosi certa: endometriosi profonda infiltrante. Finalmente il mio dolore ha un nome. La sua esperienza gli ha permesso di capire subito perché stavo in quella condizione. Scoppio a piangere. Finalmente qualcuno ha capito. Mi tranquillizza, spiegandomi che farà un eradicazione totale di tutti i focolai, mi mette subito in lista d’ attesa per l’ intervento nel suo reparto di ginecologia all’ospedale di Macerata. Il 20 giugno entro in sala operatoria, vedo il dottor Pelagalli con il suo camice verde, con il suo viso rassicurante che lo contraddistingue in mezzo a tutti. Mi sorride e mi saluta con un cenno della mano, come per rassicurarmi.. Ed io felice e rassicurata di essere finalmente nelle mani di chi sa cosa fare ed uscire finalmente da un tunnel. Ricordo un particolare al mio risveglio dall’ anestesia, la mano di un infermiera che ha stretto forte la mia e me la accarezzava per incoraggiarmi. Non so chi fosse, ma nel reparto del dott pelagalli, ho trovato umanità, amore e interesse, mi hanno fatto sentire non come un semplice numero ma come una persona da accudire amorevolmente, e con ciò voglio ringraziare tutti loro incluse le infermiere. La fine di un incubo».

Sono passati 4 mesi e Susanna oggi vuole ringraziare il primario. «Ho ricominciato a sorridere ho ricominciato ad avere una vita normale senza più il dolore interno e soprattutto emotivo che l endometriosi provoca, solo chi ne soffre può capire. Ad oggi posso finalmente dire di avere di nuovo una vita, di essere tornata a sorridere e tutto questo grazie alla sua competenza. L’unico rimpianto, non averlo conosciuto anni fa. Per quanto mi riguarda, avendo girato in lungo e in largo, è un punto di riferimento valido e unico per tutte la regione per la sua esperienza.Un appello con il cuore tutte le donne che soffrono di endometriosi, o se ancora non hanno una diagnosi, se avete dolore cronico e sintomi simili, non esitate. Non aspettate che passi tutto da solo perché l endometriosi è insidiosa. Il reparto guidato dal dottor Pelagalli per l’endometriosi, rappresenta un punto di riferimento unico».

 



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