Unarma, Michele Pasqualicchio
nominato segretario nazionale

SINDACATO DEI CARABINIERI - Il militare vive in provincia da circa 30 anni e attualmente è in servizio a Macerata
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Da sinistra: Antonio Nicolosi, segretario generale, Ernesto Pallotta (presidente onorario) e Michele Pasqualicchio (segretario nazionale)

 

Dopo una battaglia di 26 anni, si è costituito il sindacato dei carabinieri Unarma. Il segretario nazionale è un maceratese d’adozione, Michele Pasqualicchio, militare in servizio a Macerata. Originario di San Ferdinando di Puglia (provincia di Foggia), sposato, padre di tre figli, in Unarma in passato è stato delegato del consiglio intermedio di rappresentanza di Roma e segretario del Consiglio di Base di rappresentanza Marche. Dal 1990 vive nel Maceratese, a Pollenza, dove ha lavorato per circa 30 anni. Sin da subito ha sposato la causa della difesa dei diritti dei lavoratori in divisa, in un’epoca nella quale parlare di diritti nel mondo militare era un vero e proprio tabù, battendosi per il rispetto delle regole contrattuali e delle norme regolamentari del comparto, senza mai perdere di vista l’identità militare orgogliosamente rivestita.

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Michele Pasqualicchio

Da 1993 ha aderito al movimento Unarma che allora voleva essere una semplice associazione culturale che altro non pretendeva di essere se non un contenitore di idee da condividere in un leale e trasparente confronto tra lavoratori dello stesso comparto. L’associazione, allora, fondata dal brigadiere Ernesto Pallotta, era cresciuta rapidamente in termini di numero di iscritti, quasi 6mila adesioni, sino al 1997 quando il comando generale dell’Arma aveva emanato una seri di disposizioni con le quali invitava ed intimava gli iscritti a recedere dall’iscrizione poiché l’associazione si palesava quale attività sindacale non autorizzata e pertanto gli iscritti militari rischiavano sanzioni disciplinari e penali. Ernesto Pallotta e la sua squadra di cui faceva parte Michele Pasqualicchio, non si erano persi d’animo e avevano fatto ricorso al Tar del Lazio per l’annullamento delle disposizioni del Comando, chiedendo nel merito l’abrogazione o in subordine la modifica dell’articolo 8 della Legge 382 del 1978 che di fatto recitava “I militari non possono esercitare il diritto di sciopero, costituire associazioni professionali a carattere sindacale, aderire ad altre associazioni sindacali”.

unarma-2-650x342 Il Tar però aveva deciso in favore dell’Arma e definito l’associazione culturale Unarma una vera e propria associazione sindacale e pertanto vietata e preclusa alle iscrizioni dei militari. Da qui il ricorso al Consiglio di stato che ha ribaltato la decisione del Tar dando ragione all’associazione Unarma mettendo altresì in discussione l’articolo 8 della disciplina militare sollevando seri dubbi circa la costituzionalità della noma e per competenza investe della questione la Corte Costituzionale. Ci sono voluti 26 anni per vedere riconosciute le legittime aspettative di un gruppo di persone che non hanno masi smesso di credere nella possibilità di una forma pluralistica – democratica di rappresentanza sindacale anche per i lavoratori in divisa e che orgogliosamente porta le stellette militari, convinti che se migliorare le condizioni lavorative del soldato, non mina certamente l’integrità e la funzionalità della Forza armata di appartenenza anzi, la migliora e la rafforza. In provincia di Macerata Unarma è rappresentata dal segretario provinciale Roberto Pedica, e dai segretari di sezione Filippo Mancini, Gianluca Domeniconi e Francesco Cimarrusti.

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