Maltrattato dalla moglie:
pugni, uso del cellulare controllato
e non poteva bere nulla dopo le 17

CORRIDONIA - Una 51enne avrebbe mandato il consorte in ospedale quattro volte, lo avrebbe costretto a fare un solo pasto al giorno e a non avere contatti con i figli avuti da una precedente unione. La procura ha chiuso le indagini: contestati maltrattamenti in famiglia e lesioni
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di Gianluca Ginella

Non poteva usare il cellulare senza il suo permesso, lo faceva mangiare solo una volta al giorno, gli vietava di bere dopo le 17 per non doverlo accompagnare in bagno e in quattro occasioni l’avrebbe aggredito facendolo finire in ospedale. Presunti episodi di maltrattamenti in famiglia e di lesioni che vengono contestati ad una donna di 51 anni che vive a Corridonia e di cui sarebbe stato vittima il marito. Fatti che sarebbero avvenuti nel corso di tre anni, a partire dal 2014 e sino al 10 agosto 2017, dopo che l’uomo, un 59enne, aveva avuto un infarto e stava in convalescenza. La procura, che ha chiuso le indagini nei giorni scorsi, parla di aggressioni verbali e fisiche. Si parla di pugni al volto e al corpo anche con un rasoio elettrico e con il soffione della doccia. L’uomo sarebbe finito in ospedale in quattro occasioni: il 21 aprile 2015, il 4 giugno 2016 (prognosi 20 giorni), il 21 gennaio 2017 (prognosi 30 giorni) e il 10 agosto 2017 (prognosi 12 giorni).

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L’avvocato Luciano Pacioni

La donna, inoltre, avrebbe portato il consorte a interrompere i rapporti con i figli avuti da un precedente matrimonio. Lo avrebbe costretto a stare seduto per ore in poltrona, a indossare un pannolone per non accompagnarlo in bagno, a mangiare una sola volta al giorno, a non bere dopo le 17, a usare il cellulare solo con la sua autorizzazione e in sua presenza. Ci sono poi aspetti finanziari: la donna avrebbe indotto il marito a delegarle la gestione dei suoi risparmi e a consegnarle la tessera del bancomat (da cui, secondo gli inquirenti, avrebbe prelevato somme senza esservi autorizzata). Inoltre lo avrebbe indotto a chiedere in prestito ai parenti ingenti somme di denaro che poi sarebbero state usate in via esclusiva da lei per proprie necessità (nel capo di incolpazione si parla di una liposuzione). Tra le contestazioni anche l’esercizio arbitrario delle proprie ragioni. In quest’ultimo caso alla donna viene contestato di aver sostituito la serratura dell’abitazione, quando il rapporto tra lei e il marito era cessato (l’uomo aveva deciso di allontanarsi), impedendo in questo modo al coniuge di tornare nella casa. Chiuse le indagini, ora la donna, assistita dall’avvocato Gerardo Pizzirusso, avrà venti giorni di tempo per presentare memorie difensive o chiedere di essere interrogata e dare la propria versione di ciò che è accaduto. Il marito della donna è tutelato dall’avvocato Luciano Pacioni.



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