Giro di spaccio da 80mila euro,
due giovani tornano liberi

IL TRIBUNALE del Riesame ha revocato i domiciliari e disposto l'obbligo di firma per Ahmed Sahiri e Adil Barradi, arrestati dai carabinieri di Tolentino. L'avvocato Stefano Nascimbeni: «Siamo soddisfatti, il quadro indiziario è stato ricondotto a un maggior equilibrio»
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L’avvocato Stefano Nascimbeni

 

Accusati di aver spacciato marijuana, hashish e cocaina per un giro d’affari di circa 80mila euro: tornano in libertà i due ragazzi finiti al centro di un’indagine dei carabinieri della Compagnia di Tolentino. Il Tribunale del riesame di Ancona ha infatti revocato gli arresti domiciliari per Ahmed Sahiri, 25 anni difeso dall’avvocato Stefano Nascimbeni e Adil Barradi, 23 anni, difeso dal legale Cristiano Elisei. Per loro è stato disposto l’obbligo di firma. Misura contro cui la procura potrebbe fare ricorso in Cassazione. Per i due, entrambi di origine marocchina residenti a Macerata, il gip aveva emesso due ordinanze di custodia cautelare dopo l’indagine dei militari di Tolentino partita a marzo e nata dalle segnalazioni di famiglie, scuole e in alcuni casi servizi sociali. Secondo quanto ricostruito dal Nucleo operativo, diretto dal tenente Giuseppe Losito, l’attività di spaccio dei due andava avanti dal 2013. Avrebbero venduto droga in grandi quantità soprattutto a minorenni della provincia, in particolare di Tolentino e Macerata: più di 10 chili di marijuana, circa 2,5 chili di hashish e alcune dosi di cocaina.

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L’avvocato Cristiano Elisei

Secondo gli inquirenti, alcune transazioni sarebbero avvenute anche in cambio di prestazioni sessuali, spesso con il consenso del compagno della ragazza in questione, oppure grazie a oro rubato in casa dagli acquirenti. Da qui l’arresto e i domiciliari. Al successivo interrogatorio di garanzia davanti al gip, i due si erano avvalsi della facoltà di non rispondere e così la misura cautelare era stata confermata. Per questo i rispettivi legali si erano rivolti al Tribunale del riesame, dove a sostegno della tesi difensiva hanno prodotto documenti (buste paga e contratti d’affitto) che dimostrerebbero come i due in realtà non vivano di spaccio, ma siano mantenuti dai genitori. E il Riesame alla fine ha accolto la richiesta di scarcerazione. «Esprimiamo piena soddisfazione per la decisione – commenta l’avvocato Stefano Nascimbeni – perché il quadro indiziario è stato ricondotto a un maggior equilibrio». Ora si attende l’avviso di conclusione delle indagini.

 

 

Giro di spaccio per oltre 80mila euro, due giovani in manette Pagamenti anche con prestazioni sessuali

 



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