Sulla spiaggia con la bimba,
si punge con una siringa

CIVITANOVA - E' successo al Lido della polizia, la donna è andata al pronto soccorso e si è sottoposta ad analisi e all'antitetanica. Lo sfogo: «Ci vogliono più controlli e la spiagge vanno tenute pulite. Se fosse successo a mia figlia o a un altro bimbo?»
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Il lido della polizia

 

Passeggia sulla spiaggia e si punge con l’ago di una siringa. E’ quanto successo a una donna martedì verso le 13,30 al Lido della polizia di Civitanova. «Stavo camminando sulla passerella per raggiungere la riva del mare – racconta la donna, che ha chiesto di rimanere anonima – Appena metto un piede sulla sabbia sento una piccata, a cui non do subito importanza in quanto la sabbia è sempre molto sporca. Ma dato che sentivo dolore guardo il piede e ci trovo l’ago di una siringa infilzato. Subito vengo assalita dal panico: mia figlia di 19 mesi non si è punta prima di me solo perché la sabbia le scottava ed era voluta andare in braccio al padre. Mi reco in preda al panico dal gestore per disinfettarmi, ma loro non hanno nulla e mi dicono di andare all’ospedale. Ovviamente mi sono subito diretta al pronto soccorso». Qui la donna è stata sottoposta ad analisi, che dovrà ripetere per un anno, e ad una iniezione di anticorpi antitetano.  La donna ha trovato solo l’ago nella sabbia e non era del tipo da siringa di insulina, ma più grande. Quindi lo sfogo. «Di notte – continua la donna – ci vogliono più controlli, al lido della polizia lo stabilimento chiude alle 19 e da quel momento la spiaggia diventa terra di nessuno.  Le spiagge vanno tenute pulite, non è più accettabile vedere la sabbia piena di ogni tipo di rifiuto: diventa impossibile accorgersi di un eventuale pericolo.
Infine quello che mi è successo comporta una spesa per la sanità pubblica, ma soprattutto comporta attimi di puro terrore e un lungo periodo di ansia legato al fatto che potrei ritrovarmi infettata da malattie gravi. E se fosse successo a mia figlia o ad un qualsiasi altro bimbo? Ad una donna incinta, ad un malato che non può effettuare le mie stesse terapie?».



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