Ambientalisti contro l’intervalliva:
«Costi alti e falda termale a rischio»

OPERA - L'alleanza delle associazioni sottolinea criticità su tracciato e soldi spesi per la bretella Tolentino-San Severino e propone un modello alternativo: «La ferrovia Fabriano–Civitanova, su cui una quindicina di anni fa, la Provincia aveva commissionato alla ditta Sintagma uno studio di fattibilità per la sua trasformazione in metropolitana di superficie a trazione elettrica»
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Le terme di Santa Lucia

 

«Il nuovo tracciato prevede la realizzazione di un tunnel che passerà sotto il quartiere “Buozzi” di Tolentino, quindi molto vicino alle fondazioni di alcune abitazioni, con il pericolo che potrebbero risentire delle inevitabili sollecitazioni del terreno. Ma ad essere interessata dal tunnel sarà anche la collina di Santa Lucia, dove ci sono le famose terme, ed in questo caso l’opera stradale potrebbe anche andare ad incidere negativamente sulla falda acquifera di Santa Lucia, pregiudicando per sempre la fonte termale». E’ questo l’allarme lanciato dall’alleanza delle associazioni ambientaliste che si oppongono all’intervalliva tra Tolentino e San Severino, finanziata in questi giorni con 100 milioni di euro. Nel mirino anche i costi: «Lo stesso tracciato aveva nel 2015 un costo di soli 50 milioni. Nel 2019 ogni chilometro ci costerà circa 14 milioni di euro – dicono -. Anche quest’opera, come la più famosa “Pedemontana” da Fabriano a Muccia, i cui lavori sono bloccati da oltre un anno a causa della crisi finanziaria della impresa Astaldi, viene spacciata come “strategica” per la ricostruzione e per la rinascita economica dei nostri centri terremotati. Si tratta chiaramente della solita “favoletta”, ovvero di far credere che una strada, in questo caso addirittura una semplice “bretella”, sia in grado da sola di portare sviluppo e benessere alle comunità che mette in collegamento solo facendo accorciare di qualche minuto la sua percorrenza. Un’idea di “sviluppo” obsoleta, che forse poteva andare bene 40/50 anni fa, quando l’economia della nostra Regione andava a gonfie vele grazie al manifatturiero, ma che oggi, dopo la devastante crisi del “modello marchigiano”, con la delocalizzazione e lo smantellamento di gran parte del nostro tessuto industriale ed artigianale, rischia di essere la classica “cattedrale nel deserto”, cioè un’opera inutile». Le associazioni sottolineano che «l’alternativa a questa inutile bretella esiste da oltre 100 anni, ed è la ferrovia Fabriano–Civitanova, su cui una quindicina di anni fa, la Provincia aveva commissionato alla ditta Sintagma uno studio di fattibilità per la sua trasformazione in metropolitana di superficie a trazione elettrica, con corse concentrate nelle ore di apertura e di chiusura degli uffici, delle fabbriche e delle scuole, proprio per agevolare gli spostamenti dei lavoratori e degli studenti e che prevedeva anche la realizzazione di mini stazioni in prossimità dei luoghi di lavoro e di studio. Ma di questa opera di elettrificazione che risulta finanziata per 39 milioni di euro ancora non si vede nulla, a differenza della nuova strada. Questo è il “modello” di sviluppo che proponiamo come alleanza delle associazioni ambientaliste senza nulla togliere, ovviamente, ad eventuali interventi per porre in sicurezza il tracciato attuale della intervalliva. Tutto ciò – concludono -, senza la necessità di stravolgere e devastare il paesaggio, cementificare il territorio agricolo, traforare le nostre belle colline per costruire strade o bretelle inutili che finirebbero poi per portare a paesi fantasma, ancora distrutti dal terremoto e in gran parte desertificati della popolazione». Le associazioni dell’alleanza sono le sezioni regionali di Fai, Italia Nostra, Lac, Lav, Lipu, Lupus in fabula, Pro Natura, Forum paesaggio e Wwf.

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