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Aggredì e tirò l’acido alla ex,
nuove contestazioni: stalking e violenza
E spunta un altro accoltellamento

CIVITANOVA - Chiusa l'indagine bis su Sheval Ramadani. Tra le nuove imputazioni anche la minaccia con una pistola e un fendente inferto alla fidanzata nel 2017
venerdì 5 Luglio 2019 - Ore 19:49 - caricamento letture
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Sheval Ramadani

Gettò l’acido e accoltellò la fidanzata, ora il macedone Sheval Ramadani, 33 anni, deve rispondere anche di stalking, violenza sessuale, lesioni. Nel 2017 avrebbe già accoltellato la fidanzata che avrebbe anche minacciato con una pistola. Una indagine bis della procura per cui si sono chiuse le indagini. Ramadani lo scorso 24 aprile era stato condannato a 8 anni al tribunale di Macerata per il tentato omicidio della fidanzata Alina Emilia Pavel.

Alina Pavel aggredita con tre coltellate e l’acido dall’ex fidanzato in una intervista a Quarto grado

Era il 17 novembre del 2018 quando l’uomo, in un raptus di gelosia, tirò l’acido al volto della giovane, per poi inseguirla fin dentro ad un ristorante di Civitanova, il Tonno e Salmone, dove la accoltellò (la giovane venne salvata dall’intervento del titolare). La ragazza, 31enne romena, riportò una prognosi di 60 giorni e perse anche 4 decimi di vista da un occhio a causa dell’acido tiratole da Ramadani. Le nuove contestazioni in realtà riguardano episodi pregressi, avvenuti sempre a Civitanova. A Ramadani viene contestato lo stalking perché non accettando la fine del rapporto con la ragazza si spinse a minacciarla di morte, dice la procura, le ruppe il cellulare, arrivò a mandarle messaggi su Whatsapp in cui, in un caso, si mostrava in foto con una cinghia al collo. L’episodio più grave una coltellata al seno destro (era il primo ottobre 2017), inferta alla ragazza da Ramadani con un coltello da cucina. La giovane riportò lesioni guaribili in 20 giorni. L’uomo avrebbe poi costretto la ragazza a non rivelare che l’aveva accoltellata. E ancora avrebbe minacciato la ragazza (questo nel marzo 2018) con una piccola pistola, dicendole che l’avrebbe ammazzata. Ultima contestazione quella di aver costretto la donna a subire atti sessuali (presunti episodi che sarebbero avvenuti dal 2017 al novembre 2018).

(Gian. Gin.)



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