Uccise una ragazza con un ombrello:
Doina Matei libera dopo 12 anni

LA ROMENA, oggi 33enne, ha finito di pagare il suo debito con la giustizia dopo l'assassinio nel 2007 di Vanessa Russo nella metro di Roma. Fu arrestata a Tolentino dopo tre giorni di fuga
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Doina Matei al momento dell’arresto nel 2007 con i carabinieri di Tolentino

 

Doina Matei, 33 anni, è libera. La romena, condannata in via definitiva nel 2010 a 16 anni per omicidio preterintenzionale ha finito di pagare i suoi debiti con la giustizia. Ieri il magistrato di sorveglianza del Tribunale di Venezia ha firmato l’atto con cui ha certificato il fine pena. Una conclusione anticipata di quattro anni, ottenuta grazie alla buona condotta: 45 giorni di sconto ogni sei mesi dall’ingresso in carcere. 

Era il 26 aprile del 2007 quando Vanessa Russo, studentessa universitaria di 23 anni, venne colpita all’occhio con la punta di un ombrello mentre, tra la folla, usciva da un convoglio della metropolitana della linea B alla stazione Termini di Roma. Una lite con altre due ragazze, finita in un brutale assassinio. Le condizioni della 23enne apparvero subito gravi: venne portata al Policlinico Umberto I in codice rosso e ricoverata in prognosi riservata. La giovane morì dopo un giorno di agonia. Intanto partì la caccia alle assassine, due donne dell’Est, riprese dalle telecamere della metro mentre si allontanavano subito dopo l’aggressione, cercando di non farsi notare. La procura di Roma aprì un’inchiesta per omicidio e gli agenti della Squadra mobile passarono al setaccio campi nomadi, piazzali di partenza degli autobus per l’Est a Ponte Mammolo e la stazione Tiburtina. Vennero diffuse le fotografie delle due fuggitive e la Questura istituì un numero verde per raccogliere segnalazioni. A tre giorni dall’omicidio si chiuse il cerchio. Era la sera del 29 aprile quando Doina Matei, 22 anni, fino ad allora prostituta e l’altra ragazza che era con lei al momento dell’aggressione vennero rintracciate e bloccate a Tolentino dai carabinieri del capitano Eugenio Stangarone. Matei venne condannata a 16 in abbreviato, pena poi confermata in Cassazione nel 2010. 

In questi anni trascorsi in carcere la romena ha cercato in tutti i modi di tagliare con il passato e già nel 2016 ha cominciato a reinserirsi nella società. Ha trovato lavoro come dirigente in un’attività legata al mondo della ristorazione. Ed è mamma di due figli, uno da poco maggiorenne, l’altro ancora un adolescente che frequenta le scuole medie. La giovane che nel 2007 si prostituiva sulla Tiburtina per sbarcare il lunario sembra non esistere più.

La Cassazione conferma: 16 anni di carcere per Doina Matei

 



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