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I maestri Casoni e Pallotta
vincono il premio Tandoi

MACERATA - Il Rotary ha assegnato il riconoscimento ai due artigiani nel corso dell'ultima conviviale
sabato 15 Giugno 2019 - Ore 09:18 - caricamento letture
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La premiazione

 

Premio Tandoi 2019, il Rotary Club di Macerata ha insignito due maestri artigiani locali nel corso dell’ultima conviviale. Si tratta dell’orologiaio Rossano Casoni e del cavalier Giuseppe Pallotta, tipografo, stampatore e illustre rappresentante dell’Unione Tipografica Operaia che in questi giorni festeggia il Centenario. Il riconoscimento, che viene assegnato ogni due anni, in alternanza con il Premio Marchesini, in occasione della Festa dei Mestieri, viene promosso fin dall’Anno Rotariano 1995/1996, ideato dall’allora presidente Americo Sbriccoli per valorizzare quegli artigiani del territorio che nella loro attività quotidiana si sono distinti per dedizione, competenza, qualità umane e per l’attaccamento ai valori del mestiere, della professione o dell’arte che cercano di tramandare alle giovani generazioni affinché possano raccoglierne il testimone.

«A proposito di quest’ultimo importante aspetto – ha sottolineato Stefano Quarchioni, qui alla sua penultima conviviale come presidente del Club – il mio pensiero corre al motto del presidente internazionale Barry Rassin, “Siate di ispirazione”, stesso pensiero che fu anche dell’indimenticato socio rotariano Cataldo Tandoi, alla cui memoria è dedicato il premio affinché gli artigiani possano essere di ispirazione per le future generazioni». La serata ha inoltre registrato l’intervento dell’amministratore della Orim Spa e socio rotariano Alfredo Mancini sull’attuale tema dell’economia circolare, base di un nuovo modello di business capace di coniugare innovazione e sostenibilità puntando sulle energie rinnovabili, sul riuso delle materie prime e sulla valorizzazione dei rifiuti.  «Grandi aziende come l’Eni, che fino ad oggi ha consumato enormi quantità di materiali fossili, ha deciso di cambiare radicalmente la sua attività, perché è ormai certo che il responsabile dei cambiamenti climatici è la Co2», ha affermato Mancini. «Abbiamo consumato e stiamo consumando troppo – ha continuato –, e non riusciremo più a modificare la situazione se non cominciamo subito a muoverci in senso opposto rispetto a come abbiamo fatto finora: un importante passo, ad esempio, sarebbe rimboscare un territorio con una estensione pari a circa sessanta volte l’Italia».



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