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L’operazione alla prostata
diventa un calvario,
Asur condannata: 700mila euro a 58enne

MALASANITA' - Un uomo che vive a Civitanova aveva subito l'intervento all'ospedale di Macerata e aveva riportato dei gravi danni. Nei giorni scorsi è arrivata la sentenza del tribunale civile
venerdì 14 Giugno 2019 - Ore 19:55 - caricamento letture
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di Gianluca Ginella

Calvario dopo l’operazione alla prostata, Asur condannata a risarcire oltre 500mila euro a cui si aggiungono i 150mila euro che erano stati versati dall’assicurazione: nel complesso 700mila euro. La decisione è stata presa nei giorni scorsi dal tribunale civile di Macerata. A fare ricorso una famiglia che vive a Civitanova dopo una operazione in cui un uomo, all’epoca dei fatti 45enne (oggi ne ha 58), subì un intervento alla prostata all’ospedale di Macerata. Era il 2006. L’uomo, un magazziniere originario di Montecassiano, la moglie e la figlia si sono rivolti al Tribunale di Macerata nel 2013, data della prima udienza di citazione, per chiedere il risarcimento dei danni in seguito all’intervento chirurgico che era stato eseguito al reparto di Urologia dell’ospedale di Macerata. Il problema da curare era una ipertrofia prostatica benigna.

L’avvocato Maurizio Vallasciani

Ma l’intervento causò gravi danni permanenti «per quella che poi si è rivelata in sede di sentenza una malapractice sanitaria» dicono i legali Maurizio Vallasciani e Paolo Bacalini, che assistono la famiglia. L’uomo dopo l’operazione aveva iniziato ad avere alcuni problemi all’organo genitale ed erano stati necessari altri interventi per cercare di limitare le conseguenze. Tra le circostanze emerse la mancanza di terapia farmacologica preventiva che forse avrebbe evitato l’intervento e il fatto che non fossero state fornite informazioni sufficienti a comprendere i pericoli dell’intervento. Sia il 58enne che la sua famiglia «a seguito della grave invalidità subivano da tale situazione dei pregiudizi difficilmente immaginabili sia nella vita intrafamiliare sia in quella sociale» dicono i legali. Il Tribunale «dopo un accurata istruttoria ed in particolare ad una consulenza medica riteneva integrata la imperizia condotta medica e conseguentemente venivano precisate una invalidità superiore a 55 punti con incidenza anche nella capacità lavorativa dell’attore» aggiungono i legali. L’Asur è stata condannata al risarcimento del danno subito, ed oltre ai 150mila euro che erano stati a suo tempo versati da parte dell’assicurazione, il giudice ha deciso che debbano venire pagati al 58enne ulteriori 500mila euro, e oltre 30mila euro per la moglie e la figlia. Nel complesso: 700mila euro. L’Asur negli ultimi tempi sta trattando i risarcimenti senza una copertura assicurativa e questo comporta giudizi civili con dei tempi piuttosto lunghi e costosi.



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