“Scrivere sui muri:
normalità o vandalismo?”

MACERATA - Conferenza sul tema, ricostruendo il percorso storico a partire dai graffiti del palazzo ducale di Urbino, in programma giovedì alle 17 alla Mozzi Borgetti e organizzata dal Centro Studi Storici Maceratesi
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La sala Castiglioni della Mozzi Borgetti

 

“Scrivere sui muri : Normalità o vandalismo? Un percorso storico a partire dai graffiti del Palazzo Ducale di Urbino (sec. XV-XXI)”. Questo il titolo della conferenza, organizzata dal Centro Studi Storici Maceratesi, in programma giovedì alle 17 nella sala Castiglioni della bibilioteca Mozzi Borgetti, relatrice la professoressa Raffella Sarti dell’università di Urbino. Argomento nuovo e avvincente. Scrivere sui muri oggi spesso è considerato un atto di vandalismo e di maleducazione. Ma è stato sempre così? Per rispondere a questa domanda la professoressa Sarti analizzerà, con immagini, i graffiti che a centinaia sono presenti sui muri, sulle colonne e sugli stipiti del Palazzo Ducale di Urbino. La relatrice offrirà al pubblico presente la possibilità di compiere un percorso alla scoperta di un patrimonio ricchissimo di scritte e disegni che spaziano su un arco di cinque secoli e mezzo: dalla metà del XV secolo, quindi da quando il palazzo nella sua forma attuale iniziò ad essere costruito, fino ai giorni nostri. Graffiti in gran parte incisi con oggetti appuntiti, ma anche tracciati a carboncino, sanguigna e matita.  Gli studiosi spesso differenziano le iscrizioni dai graffiti, sostenendo che le iscrizioni sono scritte ufficiali, mentre i graffiti sarebbero scritte trasgressive, fatte senza il permesso del proprietario dei muri, o contro la sua volontà.

Alberto-Meriggi

Alberto Meriggi

Nel caso dei graffiti del Palazzo Ducale di Urbino, questa distinzione è molto problematica. Anche i membri della famiglia ducale probabilmente scrissero sui muri, e la stessa cosa fecero i rappresentanti del papa dopo che, nel 1631, il Ducato urbinate venne integrato nello Stato pontificio. Il caso urbinate permette pertanto di illustrare la varietà di persone – diversissime per estrazione sociale, cultura, età, genere, nazionalità, ecc. – che sui muri scrivevano, dai duchi ai servitori, dai carcerati agli ecclesiastici, dalle guardie svizzere agli studenti. Nel contempo il caso urbinate contribuisce a mostrare l’ampia varietà di scritte e disegni che, per secoli, era possibile vedere sui muri, varietà diversa, per molti aspetti, da quella visibile oggi.  Che cosa si scriveva dunque sui muri? Dalle scritte amorose alle brevi cronache, dalle notazioni meteorologiche agli improperi, dagli evviva al principe alle contestazioni. I disegni a volte rappresentavano uomini, donne, animali, piante, edifici, giochi e simboli. Scritte e disegni sui muri del palazzo urbinate erano numerosissimi: quelli sopravvissuti fino ad oggi ci aprono una insospettata finestra su frammenti di vita quotidiana di secoli ormai lontani.
Introdurrà il professor Alberto Meriggi, presidente del Centro Studi Storici Maceratesi. Nell’occasione i soci del Centro Studi potranno ritirare l’ultimo volume pubblicato e regolarizzare la posizione associativa.



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