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Il notaio Conti in parrocchia:
«Fare testamento allunga la vita»

MACERATA - Il professionista di Tolentino ha spiegato come fare per prevenire le liti tra fratelli e coniugi in occasione della divisione dei beni durante un incontro nella parrocchia di Santa Madre di Dio
mercoledì 22 Maggio 2019 - Ore 14:35 - caricamento letture
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L’incontro con Carlo Conti

In molti ieri sera hanno partecipato all’incontro col notaio tolentinate Carlo Conti nel salone della parrocchia Santa Madre di Dio a Macerata, con una notevole partecipazione di persone interessate a comprendere come fare per prevenire le liti tra fratelli e coniugi in occasione della divisione dei beni.
Il relatore si è soffermato sulla imprescindibile necessità di “fare testamento”, superando qualche scaramantica resistenza, anche perché – ha detto scherzosamente – la sua esperienza dice che “fare testamento” allunga la vita.
Il relatore ha insistito su come, in presenza di un testamento, i motivi di discussione diminuiscono notevolmente. Non costa niente, lo si può consegnare al notaio di fiducia, che lo conserva per prassi gratuitamente e lo si può cambiare quante volte si vuole.
E’ bene non dimenticare di tutelare il coniuge superstite, prevedendo per lui quanto meno l’usufrutto della casa e la disponibilità degli arredi, nonchè i risparmi sul conto.
Altra circostanza da valutare, secondo Conti, se convenga assegnare, quindi donare prima un immobile ai figli o attendere la successione. In proposito Carlo Conti ha riferito di una proposta di legge al vaglio del Parlamento che farebbe scendere la soglia di esenzione della tassazione sulla successione dall’attuale valore di 1 milione di euro per figlio a 100mila euro, nel qual caso un gran numero di successioni subirebbero la tassazione.
Tantissime le domande del pubblico e al termine Carlo Conti si è intrattenuto con chi ha voluto esporgli la concreta personale situazione.
Soddisfatto dell’incontro l’attivissimo Don Carlos, che realizza un suo obiettivo: la parrocchia quale punto di riferimento per tutto il quartiere, anche per gli abitanti che non partecipano alle funzioni religiose.



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