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Gianluca, studente modello
che amava la bici e il softair
«Un ragazzo impagabile»

I RICORDI - Il 22enne ha perso la vita ieri in un incidente stradale a Passo di Treia. Gian Paolo Abosinetti, presidente del “Pitbull softair club”: «Lo chiamavamo “scarso” perché era il più piccolo di noi, stava sempre al gioco e aveva uno splendido sorriso. Domani al funerale indosseremo tutti la divisa ufficiale». Un ex compagno di scuola rivolge un pensiero alla ragazza che lo ha investito: «Mantieni vivo il ricordo di lui, fallo per la nostra comunità»
lunedì 13 Maggio 2019 - Ore 22:03 - caricamento letture
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Gianluca Alessandrini

 

 

di Giacomo Gardini

Gianluca aveva molti hobby ma una sola passione: il futuro. Nato e cresciuto in piccolo comune di provincia (Treia), aveva gettato il cuore oltre l’ostacolo per rincorrere i suoi sogni. Una valigia carica di altruismo e riserbo, le sue armi migliori, e un biglietto di sola andata verso L’Aquila. Gianluca si era iscritto alla facoltà di Fisioterapia, per seguire le orme della mamma, professionista stimata. Un ragazzo semplice, genuino come il suo amore per lo studio, come la sua generosità o il suo sorriso così contagioso. Avrebbe compiuto 22 anni tra due giorni (15 maggio) ma nonostante fosse così giovane aveva le buone maniere ormai tipiche di un’epoca lontana. Passo di Treia lo ricorda così. Non si tratta di chiacchiere da bar o frasi di rito, ma di parole sincere, condivise da tutti. Una comunità ferita, che si stringe intorno al dolore della famiglia del ragazzo, morto ieri nella sua Passo di Treia, travolto da un’auto mentre camminava con un amico. Pochi, gli amici, ma scelti con cura: questo era Gianluca. Uno scolaro modello che, a differenza di gran parte dei suoi coetanei, preferiva lo studio al resto. Il softair e il ciclismo, così spendeva il suo tempo libero.

La Volkswagen T Roc che ha investito il 22enne

Sebbene fosse un universitario fuori sede, la casa base era il suo paesino di origine, dove faceva ritorno nel weekend. Appena qualche giorno di riposo dallo studio, per ricaricare le energie. I piccoli piaceri di una chiacchierata sincera, un caffè veloce al “Bar Roma” e l’amore di sua madre. Sì, perché Gianluca era figlio unico, e ancora piccino aveva affrontato con la mamma il dolore della separazione dei suoi genitori. Ma nulla era mai riuscito a privarlo della gioia di vivere, né della sua disposizione a spendersi per gli altri. «Un ragazzo impagabile», lo descrive Gian Paolo Abosinetti, presidente del “Pitbull Softair Club” di San Severino, dove Gianluca aveva militato dai 15 ai 18 anni. «Di qualunque cosa si trattasse, era sempre disposto a dare una mano, dal verniciare il cancelletto di casa fino a cucinare insieme a me». Abosinetti conosce la famiglia di Gianluca da anni ormai, e lo ha sempre trattato come un figlio aggiunto, coinvolgendolo in ogni tipo di attività. «Era un “secchione” – scherza il presidente del club di softair -. Ho dovuto sudare per farlo entrare nel team. Lo abbiamo soprannominato “Scarso”, perché era il più piccolo del gruppo e aveva ancora tanto da imparare. Gianluca stava sempre al gioco, indossando il suo splendido sorriso».

I funerali sono stati fissati per domani, alle 15,30, nella chiesa della Natività di Maria a Passo di Treia. I Pitbull indosseranno la loro divisa ufficiale, mentre durante il match di domenica legheranno una fascia nera al braccio, in ricordo di Gianluca. Il premio della competizione sarà dedicato a lui. «Era il cucciolo della famiglia», conclude commosso Abosinetti. I suoi coetanei, e persino chi da tempo aveva perso i contatti con lui, sono sconvolti da quanto accaduto. «In un’anonima domenica di maggio, qualcosa ci ha fatti tornare coi piedi a terra – scrive su Facebook Leonardo Piermattei, ex compagno di classe di Gianluca -. A 22 anni non si pensa di certo alla tappa finale della nostra vita, eppure a volte il caso, in maniera ingrata, colpisce persone la cui unica colpa è stata quella di essere nel posto sbagliato al momento sbagliato». Ricordi vividi, che oggi sembrano lontanissimi: «Gianluca era un ragazzo semplice, spesso introverso, che ha dato una grande lezione a tutti noi: ogni attimo di spensieratezza, persino una semplice passeggiata, va goduto fino in fondo. Giovani e invincibili, ma comunque fragili» ha scritto ancora l’amico, che ha voluto rivolgere un pensiero anche alla 23enne che ha investito Gianluca: «Continua a vivere e mantieni intatto il ricordo di Gianluca: fallo per la nostra comunità, in onore della sua timidezza e della sua semplicità».

 

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