La carica Garibaldina
riconquista il cuore della città
In arrivo il museo del Risorgimento

MACERATA - Divise antiche alla cerimonia per celebrare i 170 anni della vittoria della Porta di San Pancrazio. La celebrazione si è svolta ai piedi del monumento all'eroe dei Due mondi, una zona dove spesso ci sono stati interventi di contrasto alla droga. L'assessore Ricotta annuncia che il museo dedicato alla storia d'Italia dell'800 sorgerà all'ex teatro delle Terme
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La cerimonia in piazza Garibaldi

 

di Maurizio Verdenelli (foto di Anna Maria Cecchini)

Macerata garibaldina ha ‘riconquistato’ il cuore della città, la piazza nata intorno alla statua del Generale che Le dedicò la vittoria a Porta San Pancrazio, con un grazie speciale inoltre per la sua elezione a deputato nell’assemblea Costituente della Repubblica romana. Il capoluogo ha ripreso dunque attraverso una cerimonia solenne il possesso dell’area ‘in chiaroscuro’, fino a ieri terra pure di spacci.

san-pancrazio-mc-4-e1556636005437-562x650Lo ha fatto con un’ideale carica popolare – il col. Carmelo Capuano ha ricordato forse in parallelo l’eroismo dei Carabinieri a Pastrengo – che ha visto impegnati su questo domestico ‘fronte’  cittadini maceratesi da 17/18  (Edoardo, Riccardo, Marika ed Anastasia) a 98 anni (l’ex artificiere Antonio De Felice) puntualmente indicati nel proprio dal sindaco Romano Carancini. Con lui, il prefetto Iolanda Rolli, l’assessore Narciso Ricotta (defilato il presidente del consiglio comunale, Luciano Pantanetti) l’onorevole Adriano Ciaffi ed eccetto quelle diocesane, tutte le altre autorità – tra le quali le biondissime Sandra Vecchioni, Gilda Coacci, Irene Manzi in blu Savoia. In campo inoltre gonfalone cittadino, labari, gagliardetti e bandiere tricolori. Tra queste, quella dell’Itc ‘Gentili’ presente con i quattro studenti citati e il dirigente scolastico Pierfrancesco Castiglioni. Due di loro: Anastasia (18 anni) e Marika (17) hanno svolto, inappuntabili, il servizio alla corona d’alloro deposta ai piedi della statua di Garibaldi, posizionata tradizionalmente sulla barriera del piccolo giardino nel cui terreno fino all’altroieri i pusher nascondevano la ‘sostanza’.

A sottolineare il risorgimento di piazza Garibaldi la lama rilucente al sole della sciabola del rievocatore signor Umberto, nella divisa di capitano garibaldino, e i fucili con baionetta innestata di due ‘effettivi’ dell’esercito papalino. Un esercito ‘improbabile’, inedito anche per il foltissimo corteo della tradizionale rievocazione mai così sentita allo scoccare oggi del suo 170esimo anniversario. E pure il ricordo del carissimo col. Walter Cortella, una presenza amica e costante ogni 30 aprile, per il quale il col. Capuano ha chiesto un minuto di silenzio.

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Il sindaco Romano Carancini durante la manifestazione

Particolarmente interessante l’allocuzione dello storico Pietro Pistelli che ha rivelato come Garibaldi abbia fugato gli ultimi dubbi sull’impresa dei Mille decidendo di partire (da Quarto, dov’era la villa dell’amico ascolano De Vecchi) con il pensiero a quel 30 aprile, alla fausta ricorrenza della vittoria nel nime di Macerata. E forse approfittando dell’assenza del vescovo, Pistelli – autore del libro ‘Garibaldi e i preti’ – ha ricordato l’avversione del Generale al potere del Vaticano. «Quando la Legione maceratese si acquartierò a Roma del monastero di San Silvestro, abbandonato in fretta dalle suore, i combattenti si trovarono di fronte ad un monte di fasce per bambini e nei comodini ad fitta corrispondenza amorosa da parte di prelati e cardinali indirizzata ad alcune del S. Silvestro». Rivolto, nel nome di Sergio Mattarella, all’unità nazionale il discorso di Carancini con una forte sottolineatura alla presenza dei giovani alla cerimonia che ha rappresentato l’ideale riconsegna alla comunità dell’ex cittadella della droga spezzando uno dei tentacoli più forti di rischio sulle nuove generazioni. Di ‘nuovi maceratesi’ una studentessa cinese a riprendere fotograficamente la cerimonia nell’area tornata in possesso di Unimc e sottratta ai pusher. A dominare la scena lo script, voluto dal rettore Adornato, mutuando Giordano Bruno: Infiniti mondi. E per il 30 aprile a Macerata, per una volta, Giuseppe Garibaldi è stato l’Eroe non solo… di Due Mondi.

Intanto si prepara un altro risorgimento: l’omonimo museo «che nascerà nell’ex teatro delle Terme, contiguo alla Biblioteca comunale» sottolinea Ricotta. Un museo che s’avvale soprattutto dei tanti reperti legati all’epopea garibaldina tenuti chiusi finora in ben capaci casse. Dice Pistelli: «Verificherò la corrispondenza di ciò che sarà esposto con l’inventario degli oggetti già appartenuti al museo dedicato all’Eroe, poi smontato». Ma questa è un’altra storia…

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