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Pino storico tagliato:
«Ha resistito alle bombe,
si poteva salvare»

CIVITANOVA - L'albero si trovava di fronte all'ex Cecchetti. Amedeo Regini di Cittàverde: «Deperito a causa di un mix di eventi legati anche ad attività poco rispettose dell’ambiente. Urgente adottare il regolamento comunale del verde pubblico e privato»
venerdì 12 Aprile 2019 - Ore 19:28 - caricamento letture
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Ciò che resta del pino tagliato

 

«Quel pino è storico, che ha resistito alla guerra, alle bombe. Il grande pino aveva visto generazioni di operai entrare e uscire nella fabbrica Cecchetti, aveva assistito alle lotte dei lavoratori e purtroppo alle repressioni di quelle lotte agli scioperi contro la chiusura della Sgi e alla sua chiusura». Ma ora, quel pino, a Civitanova, non c’è più. A segnalarlo Amedeo Regini di Cittàverde, che lancia anche un appello all’amministrazione: «Il nostro patrimonio arboreo, in particolare quello protetto, va censito e monitorato. Se si fosse fatta una vera politica di tutela con molta probabilità ci sarebbe stato il tempo utile per curare il danno, riparare».

Il pino prima di essere tagliato

Ma così non è stato. «Purtroppo – spiega Regini -, quando c’è stato l’allarme era troppo tardi. Le cause che hanno portato all’abbattimento del grande pino sono molteplici e il botanico che ha redatto la perizia alcune cause le ha individuate: probabilmente lavori stradali (e in quel sito ve ne sono stati di importanti) che potrebbero aver danneggiato le radici, potature non accurate, eccetera. Questi danni hanno indebolito il pino e favorito l’aggressione di parassiti. Insomma un mix di eventi legati anche a delle attività umane poco rispettose dell’ambiente hanno portato al deperimento del pino e all’impossibilità di rivitalizzarlo. Questo evento – prosegue Regini -, riporta in primo piano l’urgenza da parte della amministrazione comunale di adottare il regolamento comunale del verde pubblico e privato più volte sollecitato a partire dal 2014 dagli ambientalisti. Assieme a questo c’è l’urgenza di effettuare un censimento puntuale del patrimonio arboreo pubblico. Ora il sito del pino è vuoto e allora perché al posto del pino tagliato non installare un’opera artistica che ricordi la fabbrica ex Cecchetti e i lavoratori? Una istallazione che celebri la memoria là dove è stato il fulcro produttivo, sociale e della crescita di Civitanova. Non c’è futuro senza memoria – conclude Regini -. In via Cecchetti restano quattro grandi pini, due in area privata e due pubblici dentro l’area Palazzo Civitas. Curateli».



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