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Addio a Giovanna Meschini,
sfollata dopo il terremoto

LUTTO - E' morta a 80 anni nella casa di riposo di Gagliole. Aveva dovuto lasciare Pieve Torina dopo le scosse del 2016. Il ricordo della nipote Paola Ortenzi
lunedì 8 Aprile 2019 - Ore 16:51 - caricamento letture
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Giovanna Meschini

 

di Monia Orazi

Una delle cose più tristi del dopo terremoto è che tanti anziani avanti con gli anni, non rivedranno più la loro casa. Un destino che è toccato anche all’ottantenne Giovanna Meschini, nata a Muccia, che ha dovuto lasciare Pieve Torina dopo l’ottobre del 2016, per la devastazione portata dalle scosse all’abitazione dove viveva. Da persona battagliera e tenace, la nonnina non si era lasciata impaurire dalle scosse ed era riuscita a scampare al terremoto. «Alla casa di riposo di Gagliole aveva trovato tanta serenità e gioia, nel condividere le giornate tragiche del terremoto – racconta la nipote Paola Ortenzi – per questo voglio ringraziare di cuore tutti coloro che l’hanno sostenuta in questi momenti difficili della sua vita». La signora Giovanna a Gagliole si è fatta benvolere, ha trascorso le giornate partecipando alla vita della comunità della casa di riposo Alessandro Chierichetti, continuando a lavorare a maglia, uno dei suoi hobby preferiti, cercando di ritrovare una dimensione di normalità e serenità, dopo aver lasciato il posto in cui ha vissuto per tutta la vita. Una malattia che l’ha colpita di recente ha avuto la meglio sul fisico e sugli anni, portandola in cielo.

Così l’ha voluta ricordare la giovane volontaria settempedana Francesca Forconi: «Una settimana fa sono venuta a trovarti e sapevo che sarebbe stata l’ultima volta che ti avrei vista. Nonostante le tue condizioni mi hai riconosciuta, anzi mi avevi riconosciuta prima che entrassi nella stanza, dal rumore dei tacchi. Ti ho voluto bene fin da subito, non so perché fra tanti proprio tu mi hai colpito. Forse perché quel grembiule che indossavi sempre, mi ricordava quello di mia nonna, forse perché con i ferri eri capace di creare qualsiasi cosa, o forse perché mi raccontavi sempre di come sei scampata al terremoto. Non lo so, ma sei da subito entrata nel mio cuore e so che io sono entrata nel tuo. Conserverò e indosserò quando avrò freddo, le scarpette di lana che mi hai fatto, così ogni volta ti penserò e mi riscalderai. Ti mando un bacio, ovunque ora tu sia».

La nipote ringrazia il personale medico con le dottoresse Giovanna Negroni e Gabriella Mazzoli, Anna e il infermieristico, operatori socio sanitari del reparto di medicina dell’ospedale di Camerino per le cure prestate, oltre a tutto il personale della casa di riposo Alessandro Chierichietti di Gagliole, dalla direttrice Laura Taccari, il medico Fulvio Properzi, le infermiere Elisa Bernacchini, Marco Nasnini, Giulia Rossetti, Samantha Boldrini, Franca Sparvoli e Roberta Benedetti, la responsabile dei servizi Emanuela Sciamanna, il consiglio di amministrazione, operatori vari (operatori socio sanitari, animatori, addetti cucina, volontari servizio civile, operatore tecnico), il sacerdote Don Daniele Cogoni.



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