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Consegnata dopo 87 anni
la bandiera del conte Gravina

CASTELRAIMONDO - E' stato l'ultimo conte del castello di Lanciano, la sua vedova aveva lasciato la bandiera al padre di Roberto Iacovoni che ora l'ha riportata al Comune
domenica 17 Marzo 2019 - Ore 09:53 - caricamento letture
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La consegna della bandiera

 

di Monia Orazi

Manfredi Gravina, a Castelraimondo, è il nome della scuola materna storica, alla memoria dell’ultimo conte del castello di Lanciano, abitato sino al 1977 dalla sua vedova, la principessa Maria Sofia Giustiniani Bandini, ultima erede della famiglia. Oggi dopo ottantasette anni, è tornata nella cittadina la bandiera tricolore sabauda, che avvolse il feretro del conte, ucciso da un “morbo fatale” il 19 settembre del 1932 a Danzica, a soli 49 anni. A consegnarlo nelle mani del sindaco di Castelraimondo Renzo Marinelli, presenti alcuni assessori e consiglieri di maggioranza ed opposizione, è stato Roberto Iacovoni, figlio del medico che seguiva a Roma i collaboratori della principessa Maria Sofia. Sono intervenuti alla consegna anche l’avvocato Amleto Paolo Veste che ha fatto da anello di congiunzione tra il medico e l’amministrazione comunale, altri che hanno fatto da tramite, Ettore Orsomando presidente della fondazione Masogiba, Fabio Montesi presidente della Pro Loco ed appassionato di storia locale. A nome dell’amministrazione il sindaco Marinelli ha ringraziato Iacovoni, per la scelta di donare il prezioso cimelio, che sarà esposto all’interno del museo dedicato alla principessa, all’interno del castello, gravemente danneggiato dal terremoto, quando saranno completati i lavori di riparazione dai danni del terremoto. A consegnare nelle mani del padre di Iacovoni la bandiera era stata la stessa principessa Maria Sofia, in segno di riconoscenza, durante un suo soggiorno a Roma. Alla sua morte, visto l’importante ruolo diplomatico ricorperto come governatore di Danzica per conto della Società delle Nazioni, “antenata” dell’Onu, che il conte Manfredi Gravina esercitava dal 1929, la bandiera sabauda che sventolava fuori dal palazzo del Governatore, fu messa ad avvolgere il feretro, sia per i funerali di Stato che per quelli privati che l’illustre diplomatico ebbe a Danzica. Qualche anno dopo la consorte, riuscì a riportare il feretro in Italia, con un lungo viaggio dal cimitero di Danzica dove fu sepolto. Tutt’oggi riposa accanto a lei nel parco dell’amato castello di Lanciano, che fu donato per volontà della principessa alla curia di Camerino, amministrato dalla fondazione Masogiba. La bandiera, conservata religiosamente per decenni, oggi è tornata a Castelraimondo, tornerà a far parte del corredo di questa illustre famiglia, testimoniando un pezzo di storia italiano, dell’epoca da loro vissuta.

 



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