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Morte di Azka Riaz,
rinviato a giudizio il padre:
processo in Corte d’assise

IN AULA - L'uomo è accusato di omicidio preterintenzionale, violenza sessuale, maltrattamenti in famiglia. Oggi si è svolta l'udienza davanti al Gup del tribunale di Macerata. Processo al via il 22 maggio
martedì 12 Febbraio 2019 - Ore 19:09 - caricamento letture
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Muhammad Riaz questa mattina al tribunale di Macerata per l’udienza di convalida dell’arresto

 

Morte di Azka Riaz, rinviato a giudizio il padre. Il processo si svolgerà in corte d’assise al tribunale di Macerata. Dopo l’udienza preliminare che si è svolta questa mattina davanti al giudice Claudio Bonifazi, il padre della 19enne morta il 24 febbraio del 2018 lungo la provinciale 485 a Trodica di Morrovalle, investita da un’auto, il processo si aprirà il 22 maggio. Imputato Muhammad Riaz, il padre di Azka, che deve rispondere di accuse pesantissime.

Azka Riaz

Tra le contestazioni c’è quella di aver causato la morte della figlia e anche quella di aver messo incinta la ragazza abusando di lei sessualmente per poi costringerla tre volte ad abortire. L’accusa gli contesta omicidio preterintenzionale, violenza sessuale, maltrattamenti in famiglia (in questo caso sia verso la 19enne morta sia verso gli altri tre figli). Per quanto riguarda la morte della 19enne, secondo l’accusa prima che la ragazza venisse investita da un’auto, il padre l’avrebbe picchiata per poi lasciarla a terra priva di sensi. Il padre di Azka ha sempre respinto le accuse e la tesi della difesa (l’uomo è assistito dall’avvocato Francesco Giorgio Laganà) è che visto che l’auto si era rotta il padre l’aveva fatta scendere per cercare di far ripartire la vettura. L’auto era ripartita e il padre fatti alcuni metri aveva poi girato per tornare a prendere la figlia. In quel momento la ragazza era stata investita. L’accusa parla anche di maltrattamenti in famiglia verso lei e gli altri tre figli: in particolare, anche dopo aver abusato di alcol, avrebbe detto loro frasi come «vi odio, non vi posso vedere», li avrebbe anche picchiati ripetutamente pure usando bastoni o mazze da cricket. I fatti contestati, ad eccezione dell’episodio della morte della 19enne, sarebbero avvenuti tra il 2014 e il 2017. Oggi si sono costituiti parte civile i tre figli minori, affidati ad una tutrice, assistiti dall’avvocato Paolo Carnevali, e la madre della 19enne, tutelata dall’avvocato Maurizio Nardozza.

(Gian. Gin.)

(Foto di Fabio Falcioni)

L’avvocato Paolo Carnevali

L’avvocato Francesco Giorgio Laganà



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