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Vittime delle foibe,
la proposta di Carancini:
«Un monumento per ricordare»

MACERATA - Il sindaco proporrà in Consiglio di istituire un luogo per ricordare quella tragedia. Questa mattina ha deposto una corona d'alloro: «Le istituzioni non smettano di scavare sulle storie di donne, uomini e bambini assassinati e violentati barbaramente»
sabato 9 Febbraio 2019 - Ore 15:56 - caricamento letture
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Romano Carancini e Salvatore Angieri

 

«Ricordare è la cura indispensabile per l’armonia delle nostre comunità e per il futuro di pace dei nostri figli. Il 10 febbraio di ogni anno è una giornata ideale per interrogare le nostre coscienze su una delle pagine più tristi e, purtroppo, anche più accantonate che l’Italia ha vissuto» così il sindaco di Macerata, Romano Carancini che questa mattina ha deposto una corona per le vittime delle Foibe. La cerimonia si è svolta in via Vittime delle Foibe. L’idea del primo cittadino è di dedicare a Macerata un monumento per quei fatti. Il sindaco questa mattina ha ricordato i drammi che si sono consumati tra il 1943 e il 1946.

E ha richiamato «la necessità che le istituzioni non smettano di scavare sulle storie di donne, uomini e bambini assassinati e violentati barbaramente. Dobbiamo conoscere perché tutto ciò non accada più – continua Carancini –, ma dobbiamo conoscere anche per meglio comprendere il tempo attuale e per poter realmente prenderci cura del presente e del futuro dei nostri ragazzi. La storia dell’esodo forzato degli italiani per una condizione di guerra e di violenza ci trasmette, oggi più che mai, un preciso insegnamento: come avvenne allora, l’accoglienza umana di tanti disperati costretti ingiustamente a emigrare, non può essere condizionata dal colore della pelle. Chi fugge dalla violenza e dalla morte deve sempre trovare le braccia aperte delle comunità che vivono libere.  Infine con lo spirito di un ricordo che si fa memoria, insegnamento e futuro di pace, proporrò al Consiglio Comunale che anche Macerata possa avere un luogo dedicato, un monumento che volga il suo sguardo alle terre nord-orientali e dinnanzi al quale tutti ricordino i valori della vita, del rispetto tra le persone, dell’accoglienza verso l’altro». Le iniziative per il Giorno del Ricordo proseguiranno lunedì (11 febbraio), alle 17, alla biblioteca Mozzi-Borgetti con un incontro aperto alla  cittadinanza e la proiezione del film – documentario “L’esodo giuliano-dalmata nei cinegiornali del tempo” prodotto dall’Istituto Piemontese per la storia della Resistenza-Istoreto. Alla proiezione seguirà l’intervento di Paolo Coppari, presidente dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Macerata, accompagnato dalle letture tratte da “I testimoni muti” di Diego Zandel eseguite dalla compagnia teatrale Oreste Calabresi. Il 22 febbraio all’Iis Garibaldi i ragazzi si confronteranno con Flavio Febbraro, docente di storia Istituto Piemontese per la storia della Resistenza-Istoreto e Mirko Grasso, docente di storia Iis Garibaldi di Macerata sul tema “Wikipedia, la palestra della storia pubblica: l’esempio dei confini orientali italiani e dell’esodo giuliano-dalmata”. Ultimo appuntamento il 25 febbraio al liceo Scientifico “Galileo Galilei”, gli studenti incontreranno Marco Moroni, già docente di storia economica all’Università politecnica delle Marche e responsabile Centro studi Acli Marche e con lui parleranno di “Esodi e migrazioni forzate nell’Europa del Novecento”.

 



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