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Palloncini bianchi in cielo,
l’addio di Morrovalle al suo assessore:
«La tua vita un esempio»

UNA FOLLA nella chiesa di San Francesco per il funerale di Giorgio Baldassarri, morto a 36 anni per una malattia. Il dolore della moglie Francesca, dei genitori, del sindaco e di una città intera. Lascia due figlie. Il papà Mario: «Penso che io e Gisa non abbiamo sbagliato niente con lui, voi che siete qui così numerosi lo dimostrate»
venerdì 8 Febbraio 2019 - Ore 19:12 - caricamento letture
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di Laura Boccanera (foto Federico De Marco)

C’è una carrozzina che segue un feretro a Morrovalle. E’ l’immagine più straziante del funerale di Giorgio Baldassarri, assessore allo sport e papà di Bianca e Adele. Dietro alla bara, in corteo, fuori dalla chiesa di San Francesco è proprio la carrozzina della piccola Adele, di appena due mesi, a seguire il carro funebre che porta il papà al cimitero. A fianco c’è Francesca, la moglie, con l’altra bimba di 3 anni, il papà e la mamma di Giorgio, Gisa e Mario e i suoceri, i cognati.

Giorgio Baldassarri

Tante lacrime, una comunità affranta, ma anche la dignità e la forza di due famiglie unite come non mai. La chiesa non è bastata a raccogliere gli amici e parenti di Giorgio Baldassarri, morto a 36 anni a seguito di una malattia che non gli ha lasciato scampo. Prima della cerimonia funebre, amici, colleghi, il sindaco Stefano Montemarani, hanno salutato Giorgio ricordando le sue tante qualità. «Ciao caro amico, è dura prestarti la voce perché sei sempre stato tu la nostra voce – ha detto un amico – e il tuo ricordo ora va mantenuto vivo. Ti ringraziamo per il dono della tua amicizia e per l’esempio di vita che ci ha dato, affrontando la malattia con dignità, senza mai lamentarsi. Ti ricorderemo così con la tua calma, il tuo sorriso, il tuo altruismo». Una filosofia di vita, quella di Giorgio, raccontata anche da un cartellone che è stato esposto davanti al feretro, ancora aperto all’interno del Convento che ha ospitato anche la veglia. C’è scritta una frase che era solito dire: “come va Giò?” “Tutto sommato ce la caviamo”.

Il papà di Giorgio Baldassarri, Mario

Un adagio che rappresentava quell’ottimismo e quella semplicità che contraddistingueva l’assessore, sempre disponibile, amante di Morrovalle, della sua gente, della sua piazza, delle radici che significavano famiglia, tradizioni e consuetudini. «Sai qual è il primo ricordo che ho di te? – ha ricordato un altro amico – Arco di Morro, due bambini, uno mangiava il gelato, l’altro lo guardava, allora il bambino con il gelato entra dentro dal gelataio e ne prende un altro. Tu fin da piccolo non potevi star bene se non stava bene anche chi ti era accanto. Questa generosità ti ha sempre contraddistinto. Avevi una leggerezza e un sorriso beffardo che quasi ti invidiavo. E sai qual è l’ultimo ricordo che ho di te? Ci siamo incontrati e abbracciati e ho sentito che il bambino del gelato c’era ancora, te l’eri cavata, come dicevi sempre». Un funerale diverso da tutti gli altri, quasi un rituale familiare allargato: straziante e dolcissima l’immagine della moglie Francesca che tiene in braccio la piccina di 2 mesi e con l’altra mano accarezza la mano di Giorgio, circondata dai suoceri e dai genitori, tutti raccolti per un’ultima volta attorno alla bara, mentre dal coro si intona il ritornello di un canto che dice “Soffierà, soffierà il vento forte della vita”. Quella della sua piccina che Giorgio, seppur per pochissimi giorni è riuscito a conoscere.

Il sindaco Stefano Montemarani

Addolorato e profondamente commosso il sindaco Stefano Montemarani. «Questi sono i giorni più tristi del mio mandato – ha detto rivolto alla platea di fedeli – e mi è molto difficile parlare perché la morte di Giorgio ci ha sconvolti e angosciati. Questo è il tempo del lutto e del dolore, ma come non ricordare che Giorgio aveva carattere solare che portava gioia e sorrisi. L’ho conosciuto 8 anni fa, ha sempre svolto i suoi incarichi con passione in un tempo in cui pochi si interessano alla vita pubblica. Politica nel senso più vero e nobile, come servizio alla comunità. Il suo amore per il centro storico traspariva nelle sue parole. Ho avuto al mio fianco una persona leale e generosa, buona, avrebbe voluto accogliere ogni richiesta che veniva dai cittadini. E qualche volta l’ho anche ripreso bonariamente per questo suo aspetto, ma anche dopo discussioni animate e confronti aspri, tutto tornava come prima, gli erano sconosciuti risentimento e rancore. Non ho parole di conforto per i familiari, ma in questi mesi, negli ultimi giorni e oggi a queste esequie con la chiesa gremita la nostra comunità ha mostrato il suo grande affetto per Giorgio. Spero che per i familiari sia un timido raggio di sole nella notte, lieve balsamo per il dolore. Rendo grazie del dono di aver avuto Giorgio e faccio una tenera carezza a Bianca e Adele la più preziosa eredità che lui ci lascia». Alla fine il papà ha voluto ringraziare tutti i presenti: «Penso che io e Gisa non abbiamo sbagliato niente con Giorgio, voi che siete qui così numerosi lo dimostrate». Fuori dalla chiesa, al termine dell’omelia, tanti palloncini bianchi hanno accolto l’uscita del feretro accompagnato in corteo fino al cimitero cittadino.

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