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Indagine sull’imprenditore Mattucci,
sequestrata l’azienda
che gestisce il Cuore Adriatico

CIVITANOVA - Operazione della Guardia di finanza legata ad indagini che prendono in esame una truffa ai danni dello Stato. Sigilli a beni per un valore di circa 16 milioni di euro tra cui tre lussuose ville in Abruzzo. Il centro commerciale resta aperto, non sono coinvolti nell'inchiesta i negozi che vi operano
venerdì 8 Febbraio 2019 - Ore 12:52 - caricamento letture
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Il Cuore Adriatico questa mattina

di Gianluca Ginella

Sequestri all’imprenditore Mauro Mattucci: sigilli anche all’azienda che gestisce il Cuore Adriatico di Civitanova. Il centro commerciale resta aperto e anche l’azienda sequestrata continuerà a lavorare con un amministratore giudiziario che dovrà essere nominato. In totale sono stati sequestrati beni (tra immobili, partecipazioni societarie e complessi aziendali) per un valore di 16 milioni di euro. A disporre i sequestri il tribunale di Chieti su richiesta della procura di Chieti avanzata in seguito ad una indagine della Guardia di finanza di Pescara che aveva accertato la presunta provenienza illecita di cospicue ricchezze accumulate dall’imprenditore di Montesilvano tra il 2005 e il 2015. Il nome dell’imprenditore abruzzese era comparso a Civitanova nel 2007 quando con la Civita Park, realtà formata da più attività imprenditoriali, si era occupato realizzare il centro commerciale poi chiamato Cuore Adriatico, la nuova fiera e il palazzetto (la proprietà di queste ultime è passato poi al Comune dopo la realizzazione e non rientrano in alcun modo nell’indagine).

Mauro Mattucci

Nel 2015 Mattucci era finito in manette nell’ambito di due operazioni, una detta Banc-Matt, l’altra Viribus Unitis, che avevano accertato presunte truffe allo Stato per oltre 100 milioni di euro. Un arresto che a Civitanova aveva scatenato una bufera anche perché coinvolgeva uno dei nomi all’epoca più in vista appunto perché protagonista della realizzazione delle più grandi opere cittadine degli ultimi anni. Le indagini della Finanza sono continuate sino a sfociare nel provvedimento del tribunale di Chieti che ha dato il via a sequestri come misura di prevenzione patrimoniale finalizzata alla confisca dei beni. Indagini complesse, certosine, svolte sia dalle Fiamme gialle di Pescara che dai colleghi di Chieti che hanno analizzato flussi finanziari e investimenti operati e che hanno consentito di ricostruire in capo a Mattucci, non solo la disponibilità di beni mobili, immobili e di società intestate fittiziamente a familiari o terze persone, ma anche, dicono gli inquirenti, di qualificare l’elevato spessore del profilo criminale che è stato caratterizzato, sin dagli anni ‘80, da diverse condanne, alcune anche in via definitiva, e da procedimenti penali ancora pendenti, per reati che vanno dall’associazione per delinquere, all’estorsione, alla bancarotta fraudolenta, agli illeciti ambientali. Inoltre le indagini hanno accertato anche che Mattucci sarebbe stato a capo di un presunto sodalizio che compiva reati in materia tributaria con lo scopo principale di frodare l’Erario. Attività illecite, sostiene la Finanza, che avrebbero consentito a Mattucci di accumulare una fortuna che veniva reinvestita nell’acquisto di quote societarie, attività commerciali, immobili tutti finiti sotto sequestro oggi. Decisiva è stata l’analisi dei flussi finanziari e delle architetture societarie che ha consentito agli investigatori di accertare che le aziende che erogavano i proventi erano detenute direttamente o indirettamente da Mattucci e che le stesse evadevano costantemente l’obbligazione tributaria con lo Stato attraverso false fatturazioni e indebite compensazioni con crediti Iva fittizi. Nel complesso a sono stati sequestrati 17 immobili che si trovano a Montesilvano, tra cui tre lussuose ville, con piscina coperta, palestra, e vasche idromassaggio: lì vivono Mattucci e i figli. Altri sequestri riguardano uffici e sedi amministrative delle società del gruppo di famiglia, 18 partecipazioni societarie, 14 complessi aziendali che si trovano in Abruzzo, Marche, Lazio e in Belgio, a Charleroi. Sequestrata anche l’azienda che gestisce lo stabilimento balneare Tortuga, e quella che gestisce il centro commerciale Cuore Adriatico di Civitanova. Il centro commerciale rimane aperto e i negozi che vi operano non sono coinvolti nell’indagine. Inoltre l’attività dell’azienda che ha in gestione il Cuore Adriatico continuerà ad operare con un amministratore giudiziario.

 



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