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Intitolazione a Coltorti, Costamagna:
«Sbagliato non coinvolgere la città
Si adotti un protocollo»

CIVITANOVA - L'ex presidente del consiglio comunale è critico sul fatto che un'area verde sia stata dedicata al medico tenendo tutti all'oscuro. Yuri Rosati del Pd affonda il coltello nella piaga: «Ciarapica si prende meriti non suoi, era pure assente alla commissione toponomastica che nel 2016 decise di intitolare l'area»
mercoledì 9 Gennaio 2019 - Ore 18:01 - caricamento letture
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Ivo Costamagna

 

«La forma è sostanza, le intitolazioni abbiano un protocollo e si coinvolgano i cittadini». Sull’intitolazione dello spazio verde a Mario Coltorti interviene anche l’ex presidente del consiglio comunale Ivo Costamagna che ricorda come lo stesso Ciarapica, che nel 2016 faceva parte della commissione toponomastica votò all’unanimità per l’intitolazione al professore civitanovese. «Non si può e non si deve litigare su Mario Coltorti – dice Costamagna – chi ha avuto il privilegio di conoscerlo sa bene che tanto sarebbe bastato perché Mario rinunciasse ad ogni riconoscimento. Questo vale per lui ma anche per tutti gli altri concittadini illustri a cui, con l’intitolazione di una via, si intendeva dare un riconoscimento che li valorizzasse come la migliore, nei loro vari settori, espressione dell’intera comunità civitanovese che hanno contribuito a far conoscere a livello nazionale ed internazionale. Con questo spirito si è mossa la commissione Toponomastica che presiedevo e che, nella scorsa legislatura, fece la proposta dei loro nominativi. Non si può dire che Ciarapica abbia in qualche modo sminuito la portata ed il valore dell’opera di Mario Coltorti perché egli sostenne con convinzione, così come tutti gli altri componenti della Commissione, la proposta del suo nominativo, ma la valorizzazione di quelle illustri figure non può non passare attraverso delle cerimonie che siano ufficiali, istituzionali ed aperte a tutti i cittadini». Ha suscitato infatti indignazione l’intitolazione dello spazio pubblico a Coltorti avvenuto all’oscuro di tutti, opposizione, cittadinanza e perfino organi di stampa e media. Alle critiche del Pd che chiedeva a Ciarapica il perchè di una cerimonia passata in sordina, il sindaco ha risposto che poteva pensarci la giunta Corvatta ad intitolare qualcosa a Coltorti. Come effettivamente fece. Un doppio scivolone per il sindaco che dopo aver “dimenticato” di emettere una nota sull’intitolazione omette che il nome di Coltorti uscì proprio in quella commissione toponomastica presieduta da Costamagna. Ed è proprio l’ex presidente del consiglio che suggerisce al sindaco di adottare, per le prossime intitolazioni, un protocollo: «mai come in occasioni la forma diventa sostanza, e, ripeto, debbono essere coinvolti i cittadini che, tra l’altro, hanno, in tanti, conosciuto, apprezzato ed amato i personaggi di cui si sta discutendo. Si completi con i tre nominativi mancanti di Tosino Torresi, Sergio Di Pietro e Umberto Modigliani che nel 2016 non furono inseriti per ritardi burocratici e si recuperi un’occasione pubblica anche per la cerimonia per Mario Coltorti e si stabiliscano le modalità operative per l’organizzazione di quelli che debbono diventare dei veri e propri eventi nella sua sede naturale e cioè la Commissione Toponomastica dove sono presenti sia la maggioranza che la minoranza richiedendo loro di trovare soluzioni unanimi».

Non lascia cadere la vicenda nel dimenticatoio neanche Yuri Rosati che ricorda proprio come a quella commissione Ciarapica fosse assente: «alla riunione, cui fa cenno Costamagna, della commissione toponomastica che si tenne il 5 novembre 2015 per discutere anche l’intitolazione a Coltorti, erano presenti Costamagna, Giorgio Morresi, Belinda Emili e Sergio Marzetti. Ciarapica era assente, come quasi sempre. Eppure si è voluto prendere i meriti di una iniziativa voluta da una commissione a cui non ha partecipato, votata da una giunta precedente alla sua, e ha tagliato fuori i consiglieri a lui invisi ma soprattutto i cittadini non facendo sapere a nessuno dell’iniziativa nè un comunicato nè un post una mail nulla di nulla e questo Mario Coltorti non lo meritava. Per censurare questo torto fatto ai civitanovesi e alla memoria stessa di Coltorti e di tutto quello che ha rappresentato, il Pd è intervenuto: per ripristinare la verità amministrativa, e la correttezza etica e politica nell’azione pubblica».



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