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Quei buoni che non vanno agli eredi:
risparmiatrice vince causa con le poste

POGGIO SAN VICINO - Il Tribunale civile ha dato ragione ad una donna che era cointestataria insieme alla madre di buoni fruttiferi postali con clausola di pari facoltà di rimborso. «Sentenza dirompente e innovativa»
sabato 22 Dicembre 2018 - Ore 08:31 - caricamento letture
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Buoni postali

 

Buoni postali svincolati dalla successione, sono quelli che hanno la clausola di pari facoltà di rimborso, e a dirlo è una recente sentenza del tribunale civile di Macerata, pioniera nel settore. Poste Italiane ha dovuto versare il dovuto ad una risparmiatrice. La causa, che riguardava una risparmiatrice di Poggio San Vicino, era nata nel 2015 con il decreto ingiuntivo avanzato per quel tipo di buoni postali che aveva acquistato insieme alla madre, poi scomparsa. Il giudice aveva disposto la liquidazione del 50% e l’altra metà doveva andare anche ad altri eredi. Già su questo Poste italiane aveva fatto opposizione e la pratica era finita al Tribunale Civile di Macerata. La risparmiatrice è stata assistita dall’avvocato Fabio Tiranti, con cui ha collaborato Giorgia Canella, esperta nel settore e funzionaria di Unimc.

L’avvocato Andrea Tiranti

Il giudice Viviana Fazzini ha accolto la richiesta della risparmiatrice, che riteneva che i buoni postali non dovessero rientrare, per la metà in possesso alla madre, nella linea di successione perché si tratta di buoni fruttiferi dotati di clausola di pari facoltà di rimborso e dunque vanno distinti dai normali buoni postali. Il legale ha presentato a sostegno della tesi una memoria difensiva che ricostruiva l’evoluzione normativa della disciplina. Il 12 novembre il giudice ha dato ragione alla risparmiatrice e disposto il pagamento di quanto maturato (nel complesso di parla di circa 20mila euro). «In tutto il territorio nazionale sono state emesse tre sole sentenze di merito» spiega Giorgia Canella. Il comportamento delle Poste, «a parte arbitrario, mira a disincentivare il rimborso perché se una persona si trova a dover aprire la successione magari preferisce rinunciare – spiega Canella –. Con questa sentenza invece il rimborso del buono fruttifero che ha la clausola di pari facoltà di rimborso spetta solo a chi è menzionato. Il comportamento delle Poste gioca sulla disincentivazione delle persone. Parliamo di tesoretti importanti per questi buoni postali. La sentenza del tribunale di Macerata è innovativa e dirompente nel settore del risparmio».



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