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Incontri d’Autunno,
sold out per padre Maggi:
«L’accoglienza è un valore sacro»

MACERATA - Oltre 150 persone per l'ultimo appuntamento organizzato dal circolo Aldo Moro con l'ex 'frate eretico' di Montefano. Migranti, giovani, religione i temi trattati: «Nella Bibbia gli stranieri portano ricchezza, basta pensare ai Re Magi.»
giovedì 6 Dicembre 2018 - Ore 09:44 - caricamento letture
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Angelo Sciapichetti, Alberto Maggi e Massimiliano Colombi

 

di Maurizio Verdenelli

Era ampiamente annunciato, dato il precedente dello scorso anno e per la fama ormai acquisita a livello nazionale dall’ex ‘frate eretico’ di Montefano (diventato a causa sua un polo di riferimento per moltissimi fedeli italiani) e grande successo è stato attorno a padre Alberto Maggi, teologo, biblista, autore di saggi balzati rapidamente ai primi posti delle classifiche librarie dopo ‘Chi non muore si rivede’, che ha chiuso da superstar l’ultimo appuntamento degli Incontri d’autunno, organizzati dal circolo di cultura politica Aldo Moro: un calendario questa volta ancora più pieno zeppo di nomi di grosso richiamo.

Padre Alberto Maggi, dell’ordine dei Servi di Maria, nell’hit parade dell’affluenza ha battuto e messo in fila molti big della politica e del giornalismo, a cominciare da Graziano Delrio, continuando con l’ex conduttore del Tg1, Davide Sassoli (vicepresidente dell’Europarlamento), Marco Bentivogli, segretario nazionale Fim- Cisl e via elencando. Tuttavia se l’ex ministro a Infrastrutture e Trasporti dei governi Renzi e Gentiloni aveva il pieno al ‘Claudiani’, padre Maggi, presentato dal sociologo Massimiliano Colombi, ha fatto sold out: calcolate da Piergiorgio Gualtieri, presidente del circolo, oltre centocinquanta persone, con circa venti addirittura al di là dell’ingresso dell’auditorium dell’albergo di via Ulissi a Macerata. Per Gualtieri e l’assessore regionale Angelo Sciapichetti con delega alla Protezione civile (dominus organizzativo degli otto eventi in ‘cartellone’ dal 19 ottobre a ieri sera) un meritato successo, con nessuna défaillance e/o assente (ingiustificato) tra i relatori annunciati. Due soltanto, ma forti, i dubbi sullo scenario: pochissimi (un eufemismo smisurato) giovani agli affollati incontri su temi di grandissima attualità e la mancanza della ‘questione Macerata’ sul ‘piatto’ degli argomenti proposti. Peccato, davvero.

Alberto Maggi

Padre Maggi, ieri (dalle 18 fino a qualche minuto prima di cena) ha presentato il suo ultimo volume in ordine di tempo “Di questi tempi – un inno alla vita per riscoprire la gioia di ogni giorno” (2018): raccolta di articoli per il “Libraio.it”. di cui lui è tra i più illustri collaboratori. Nella sua analitica introduzione, Colombi, i due autentici best seller (si diceva) scritti dal biblista di Montefano: “Chi non muore si rivede – Il mio viaggio di fede e allegria tra il dolore e la vita”(2013) e ” L’ultima beatitudine – La morte come pienezza di vita” (2017), che precedono ‘Di questi tempi’. «Tre libri terapeutici che bonificano il linguaggio», ha detto il sociologo, che si è detto particolarmente colpito dai lavori di padre Maggi (“Ah che fantasia il Padre Eterno”). Un autore sorridente eppure implacabile nei giudizi: «Nel mio libro-raccolta di quest’anno -ha detto- tante le tematiche trattate, un unico denominatore: la serenità. ‘Di questi tempi’ è nella vulgata come un’espressione negativa quasi ad indicare, forse senza neppure renderci conto, che non esista un tempo migliore». Da qui, un eloquente tuffo nella storia (magistra vitae) per cercare le citazioni del passato: «Anche di …quei tempi, gli uomini si lamentavano». «E gli argomenti più in voga erano gli stessi di ora: politica, chiesa, famiglia ed i giovani, svogliati e poco rispettosi verso gli adulti».

Ancora: «I giovani hanno la voglia di rinnovamento e fanno bene» ha detto il teologo che ha preso poi come riferimento la Creazione. «L’opera di Dio ha bisogno della nostra continua collaborazione. Ognuno di noi è il capolavoro della Creazione, per questo, come dice anche il Profeta Isaia, bisogna andare avanti e lasciare indietro il passato». Un altro tema affrontato durante la serata e particolarmente caro a padre Maggi è stata l’affermazione “prima noi”. «Una frase ormai popolarissima che va contro lo straniero -ha dichiarato, Maggi, teologicamente corretto – ed invece l’accoglienza è un valore sacro per la nostra religione. Nella Bibbia gli stranieri portano ricchezza, basta pensare ai Re Magi. Nei Vangeli questi sono figure positive». La citazione finale (con passaggi critici nei confronti della massoneria) è stata riferito alla Paola del Cristo: «Ero straniero e mi avete accolto. Venite Benedetti dal Padre mio» .

Nel fuoco di fila di domande ed interventi finali, l’ultimo ospite degli Incontri d’Autunno ha avuto modo di toccare altri tasti ‘infuocati’: come la fine del mondo (che rappresenta, ha detto, la caduta di un’epoca), la povertà dei valori, la condivisione ed il silenzio della Chiesa che era stato appena sfiorato in precedenza dal direttore de ‘La Famiglia Cristiana’, don Antonio Rizzolo su ‘provocazione’ del collega Vincenzo Varagona (Tg3 Marche): «Il silenzio rappresenta un crimine per Gesù e se le Chiese resteranno vuote sarà per legittima difesa». L’attenzione del religioso si è poi spostata verso coloro che non condividono i loro beni, ma al contrario li accumulano, per poi lasciarli ai figli. «L’eredità è una forma sottile di vendetta, una rovina per l’esistenza», ha affermato il frate che fu in odor di eresia prima di salire ai laici altari degli autori più amati dal pubblico. L’ultima stoccata? Eccola: «Tutti possiamo essere signori ma ricchi nessuno».

 

 



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