Appello del Conapo al governo:
«Adeguare stipendi e pensioni
ai vigili del fuoco»

PROTESTA – Il sindacato ha indetto 4 ore di sciopero domani. Ma non lo faranno a Macerata e nelle regioni dove c’è lo stato di emergenza maltempo. Il segretario provinciale Cicarilli: «Rischiamo la vita e facciamo un lavoro usurante ma siamo il Corpo meno retribuito e non abbiamo le tutele previdenziali che hanno gli altri»
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Michele Cicarilli

 

Sciopero nazionale dei vigili del fuoco domani, ma c’è l’emergenza maltempo e i pompieri di Macerata non aderiranno. Domani è stato indetto lo sciopero nazionale da parte dei pompieri del sindacato Conapo che incroceranno le braccia (dalle 9,30 alle 13,30). Ma non nella provincia di Macerata e in tutte le regioni nelle quali è stato dichiarato lo stato di emergenza (Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Veneto e province autonome di Trento e Bolzano). Niente sciopero ma i problemi restano. Il sindacato dei vigili del fuoco Conapo dice che i pompieri sono stanchi «di promesse che mai nessun governo mantiene. Si sentono i figli poveri del ministero dell’Interno, bistrattati, mandati a rischiare di morire con stipendi anche di 3-400 euro al mese inferiori rispetto ai poliziotti, senza le tutele pensionistiche degli altri corpi». Il sindacato dice che «la bozza della legge di bilancio ci offende, non rispetta il contratto di governo e anziché diminuire il divario retributivo con gli altri corpi lo aumenta. Questo per noi è uno schiaffo specialmente dopo i quasi quotidiani proclami del vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini e tutti gli impegni che si era preso l’altro vicepremier Luigi Di Maio». Il segretario provinciale di Macerata, Michele Cicarilli, dice: «rischiamo la vita come e più degli appartenenti agli altri Corpi dello Stato e siamo impiegati nel pronto intervento operativo dal giorno dell’assunzione sino al giorno della pensione, un servizio usurante che non ha eguali nello Stato, eppure siamo il Corpo meno retribuito e non abbiamo le tutele previdenziali degli altri corpi, siamo veramente amareggiati dal disinteresse della politica che pare ripetersi anche con questo governo». Cicarili si rivolge anche al premier Conte e a Salvini e Di Maio spiegando che i vigili del fuoco «non chiedono nessun privilegio, solo retribuzioni, pensioni e carriere alla pari dei corpi di polizia. Nel contratto di governo c’è l’impegno a risolvere la questione ma i fatti nella bozza della legge di bilancio non si vedono. Chiediamo modifiche durante l’iter alle camere e ci appelliamo anche ai parlamentari della nostra provincia sperando che presentino emendamenti per rispettare la nostra dignità di servitori dello Stato». Cicarilli aggiunge che «una promessa non mantenuta si trasforma in una presa in giro e i vigili del fuoco non lo meritano, altro che governo del cambiamento: nelle bozze della legge di bilancio non solo non è stato previsto un centesimo per l’adeguamento delle retribuzioni dei vigili del fuoco ai livelli previsti per le forze dell’ordine ma il divario aumenterà poiché sono stati invece stanziati 70 milioni aggiuntivi per le sole forze dell’ordine escludendo i vigili del fuoco». La mobilitazione dei vigili del fuoco del Conapo non si limiterà allo sciopero: «andrà avanti per tutto l’iter della legge di bilancio, sperando che il ministro dell’Interno ci ascolti» dice il Conapo. In conclusione: «la nostra protesta sarà sempre nel pieno rispetto delle loro esigenze e mai strumentale, chiediamo solo parità di trattamento con gli altri corpi e speriamo che i parlamentari della nostra provincia non facciano orecchie da mercante».



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