Addio a Benito Bartoloni,
salvò 3 bambine da un incendio

MACERATA - Molto conosciuto in centro storico dove passava ogni giorno, si è spento a 77 anni. Nel 2005 compì un gesto eroico che lo riscattò dopo che, giovanissimo, venne arrestato per l'omicidio della figlia della moglie
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Benito Bartoloni

 

Salvò tre bambine dall’incendio dell’appartamento in cui vivevano in viale Trieste a Macerata. Era il 2005. Quarant’anni prima, Benito Bartoloni, fu arrestato per l’omicidio della figlia della moglie. La sua è stata una storia di riscatto. Bartoloni è morto questa mattina. Aveva 77 anni. 

Molti maceratesi però lo ricordano per averlo incontrato in centro storico o al bar Mercurio dove passava molto del suo tempo fino a qualche mese fa, prima della malattia. Ex muratore, in pensione ormai da tempo, nel 2005 era diventato per Macerata e per l’Italia intera simbolo di riscatto. Il 10 ottobre del 2005 salvò tre bambine polacche – lasciate momentaneamente sole dalla mamma – dalle fiamme di un appartamento di viale Trieste. “Un eroe per caso”, titolarono i giornali. «Quel gesto mi è servito tantissimo  – raccontò allora – e ho potuto riscattarmi anche agli occhi di mio figlio». Quella di Benito era diventata una vita più tranquilla. «Quel gesto, il successivo ricevimento in Comune e i complimenti della gente dopo avermi visto in televisione e sui giornali mi hanno fornito una gioia indescrivibile» aveva detto. 

Un episodio che lo portò  in tv, nella trasmissione Rai  “Piazza Grande”, dove raccontò a Giancarlo Magalli, la storia che lo aveva visto eroe per caso. Il riscatto è quello da un arresto per omicidio. Il 15 gennaio 1966, quando sul pavimento di un appartamento di via Crispi venne ritrovato il corpo senza vita di Graziella, una ragazzina di appena 17 anni. Era la figlia che sua moglie, di dieci anni più grande, aveva avuto prima che Benito la sposasse. L’uomo si costituì e fu spedito al manicomio giudiziario di Montelupo Fiorentino dove scontò una pena di nove anni. «Le diedi un manrovescio e la colpii al collo. I giornali scrissero che l’avevo strangolata con il filo del ferro da stiro. Ma non andò così: Graziella cadde e il filo le andò sul collo, per questo inizialmente tutti pensarono che l’avessi strangolata». Scontata la pena, la vita diede a Benito la possibilità di riscattarsi e lui non se l’è lasciata sfuggire. Tre bambine sono ancora vive grazie a lui. Alle ultime elezioni amministrative del 2015 si era anche candidato con i Comunisti Italiani che sostenevano il candidato sindaco Michele Lattanzi. Ancora da stabilire i funerali.

(m. z.)



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