Addio al maceratese doc Euro Saltari,
l’amico fraterno di Silvio Spaccesi

LUTTO - Aveva 93 anni, animatore di tante iniziative in città. Il funerale oggi alle 16,30 nella chiesa dell'Immacolata. Il ricordo di Maurizio Verdenelli
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Euro Saltari

 

Cordoglio a Macerata per la scomparsa ieri a seguito di una breve malattia di Euro Saltari, 93 anni portati fino all’ultimo con disinvoltura e lucidità. Un maceratese “doc”, molto conosciuto ed apprezzato da decenni, ex funzionario dell’ispettorato provinciale del ministero dell’Agricoltura ed esperto internazionale della razza bovina Marchigiana, noto soprattutto per l’impegno associazionistico di lunghissima data nella città, ad esempio nell’ambito dell’organizzazione della Raci, dei corsi annuali dell’Università della terza età, piuttosto che in spettacoli teatrali che videro protagonista il suo compagno di scuola ed amico fraterno di sempre Silvio Spaccesi. Lascia la moglie Rosalba Campanaro, i figli Daniela e Francesco, il genero Nunzio, la sorella Maria e i nipoti a cui era molto affenzionato. Il funerale si svolgerà oggi alle 16,30 alla chiesa dell’Immacolata in corso Cavour.

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IL RICORDO

di Maurizio Verdenelli

«Devo tutto a lui, gli devo anche questo successo tra la mia ‘gente’. Ecco, Euro, il pane di Francesco, il pane del grande affetto che ci lega da oltre 60 anni». Dalla platea stracolma dello Sferisterio si alzò allora lui, in un uragano di applausi, mentre l’amico di sempre, con cui aveva diviso la scuola dei ‘Salesiani’ (con loro Carlo Carelli, Pietro ‘Briscoletta’ Baldoni) si alzava un po’ imbarazzato per salire sul palco lungo 90 metri incontro a quell’istrione geniale in palandrana duecentesca. Un lungo abbraccio con Silvio/Bernardone, una stretta infinita a siglare un patto d’amicizia di cui era garante, da sempre, la ‘loro’ Macerata. Tra Euro Saltari e Silvio Spaccesi, che non aveva mai dimenticato la sua città, una vita insieme da sempre, neppure ‘spezzata’ o meglio semplicemente ‘intervallata’ dalla carriera romana dell’attore/doppiatore di cui la Rai ha trasmesso di recente il bel ‘Café Express’ con Nino Manfredi. La scena trionfale dello Sferisterio è tratta da una fine estate del ’90, conclusa la stagione lirica. Fu allora che venne permesso a ‘Forza venite gente’, il celebre musical ‘francescano’ di Spaccesi di esordire in arena dopo il successo ad Assisi davanti al santuario del Poverello.

Mi ricordava Saltari: «Silvio tremava tutto, aveva piovuto fino ad allora mettendo, sentiva molto il ritorno in città ma sapeva perfettamente, sin troppo bene, lo spirito snob dei suoi beneamati maceratesi. Temeva un fiasco al di là delle luci non troppo potenti (i fili troppo corti con le dimensioni dell’arena) nonostante gli sforzi di Cristophe Barabanis che alla fine tuttavia riuscirono a sostituirsi all’impianto elettrico del teatro che non era stato concesso. Ma alla fine, come disse Silvio, il dio degli emigranti, il suo, gli era venuto in soccorso. E lui, in abiti di scena, non ce la faceva a dare un’occhiata su platea e palchi per osservare l’affluenza del pubblico. Allora mi affacciai io. C’era tantissima gente: sold out. Quasi glielo gridai. E Silvio pianse. Ci abbracciammo tra le lacrime. Macerata, l’algida, la freddissima Macerata ‘nostra’ aveva risposto».

«Con Silvio ci sentivamo quasi tutti i giorni: carriera, affetti personali, figli: parlavamo per ore. Sul piano artistico talvolta gli dicevo: ‘Non eccedere nell’istrionismo’ ma lui dava tutto, un cuore grande. Che un po’ si spezzò quando ci fu la promessa di una scuola, di un Actor’s studio a Macerata, sul filone comico-brillante. Sembrò a lungo cosa fatta, poi più nulla. Un grande dispiacere anche per me».
Dopo la morte di Spaccesi (leggi l’articolo) si era creata, tre anni fa, promossa da Mauro Perugini, un’associazione ‘Amici di Silvio Spaccesi’, presieduta naturalmente dall’amico n.1 dell’attore: Euro Saltari, insieme con il figlio Fabio e la nipote Michela Macellari. Il Comune promise una targa ‘celebrativa’, il sottoscritto un libro su Silvio (con tutte le foto dell’interminabile album di Saltari) ed altre iniziative ancora. Non se ne fece nulla! Saltari non usciva più da casa da diversi mesi e così se n’è andato nel silenzio -un po’ imbarazzato di noi tutti, perdonaci Euro- e nel ricordo di quella sera del 90 (ne seguì un’altra nel ’91, ancora allo Sferisterio) nello splendore di quell’abbraccio infinito di due ‘antichi, carissimi’ amici della Macerata d’una volta, tutta cuore e slanci.

Silvio Spaccesi sarà sepolto nella sua ‘Macerata granne’



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