Attivo il piano di videosorveglianza,
50 telecamere in più a Macerata

SICUREZZA - Gli occhi elettronici all'avanguardia posizionati nei punti strategici di passaggio della città permettono di intercettare in tempo reale eventuali targhe già segnalate alle forze dell'ordine. L'investimento, interamente comunale, è di 170mila euro. L'assessore Iesari: «Un esempio di innovazione tecnologica applicata a un servizio pubblico»
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Da sinistra Mario Iesari, Romano Carancini e Gabriele Di Giuseppe

 

di Federica Nardi

Cinquanta telecamere in più a Macerata, 170mila euro di investimento di fondi comunali per una tecnologia all’avanguardia che al momento hanno – in tutta Italia – solo Macerata, Reggio Emilia e Trieste. Presentato questa mattina il nuovo step del piano di sicurezza del territorio comunale. A spiegare il funzionamento degli occhi elettronici posizionati in città e nelle frazioni il sindaco Romano Carancini insieme all’assessore alla Sicurezza Mario Iesari e dirigente della Squadra volante della Questura di Macerata Gabriele Di Giuseppe.

IMG_3891-325x217Sono 34 le telecamere a lettura targhe collegate al centro nazionale, installate su tutti i principali assi viari d’entrata alla città e alle frazioni e 26 le telecamere di contesto posizionate in diversi punti del centro urbano. Dal punto di vista tecnologico e infrastrutturale il sistema si basa sull’installazione in tutte le principali vie di accesso e assi viari del territorio comunale di 34 telecamere con caratteristiche particolari in grado di generare non solo il flusso di immagini ma anche di trasformare i numeri delle targhe in file digitali che vengono trasferiti ad un server posizionato nella Questura di Macerata e da qui indirizzati al database del sistema “Targhe e transiti”, dal quale si riceverà indietro, se necessario, il messaggio di allarme che segnala il passaggio di un auto con targa segnalata. Tutto questo in tempo reale. Da questo momento scatterà quindi il coordinamento e l’azione delle forze di polizia.

Il sistema potrà essere utilizzato anche per attivare allarmi basati su “black list” locali mentre le immagini potranno essere destinate al lavoro tradizionale di polizia investigativa in conseguenza di reati già avvenuti. Il funzionamento dell’intero sistema è sottoposto al rispetto delle normative sulla Privacy e al regolamento comunale recentemente aggiornato. A queste norme saranno sottoposte anche le nuove videocamere di contesto che vanno a rafforzare quantitativamente e qualitativamente la rete esistente (sono tutte digitali a differenza delle precedenti) per completare il risultato complessivo di tutto il progetto che innalza significativamente il presidio della sicurezza urbana sul territorio comunale.

IMG_3902-325x217«È stata un’opera complessa – spiega Di Giuseppe -, che ha visto un impegno notevole da parte di polizia, carabinieri e assessore. Un vero e proprio “compagno d’armi” nella realizzazione di questo sistema che mi auguro migliori le condizioni della comunità in cui operiamo». Il prossimo passo prima della piena operatività sarà il protocollo di intesa in Prefettura. Il sindaco ci tiene a specificare che «sicurezza e qualità della vita sono un punto fondamentale del nostro programma. La videosorveglianza permette la prevenzione ancora prima della repressione. Inoltre – aggiunge Carancini – rifiutiamo l’equivalenza tra immigrazione e delinquenza. Questo progetto è stato complesso perché è stato un vero approfondimento sui temi della sicurezza in città, costruito mattone per mattone insieme alle forze dell’ordine. Presto avremo altre undici telecamere grazie al patto per la sicurezza firmato in Prefettura, che andranno a rafforzare i controlli in alcune aree come il parco di Fontescodella». Carancini ha anche epsresso «solidarietà al questore Antonio Pignataro», per le scritte apparse sui muri di Macerata e Civitanova. Le telecamere che leggono la targa saranno utili soprattutto per la prevenzione dei furti. «I furti in appartamento sono i più impattanti per la percezione pubblica – spiega Iesari -, di norma questi furti sono realizzati da bande che si muovono nel territorio usando questo tipo di auto rubate o già segnalate. Per questo il sistema di videosorveglianza è fondamentale. Un esempio di innovazione tecnologica applicata a un servizio pubblico».

(Servizio aggiornato alle 15,38)



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