Piano sosta, stroncatura di Marchiori
«Costi aumentati e nessun beneficio:
un fallimento totale»

MACERATA - Il consigliere di Forza Italia punta il dito contro l'amministrazione per le scelte in materia di parcheggi dopo l'acquisizione del ParkSì. Ecco i numeri
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Andrea Marchiori

 

«Alla luce di una complessiva analisi dei dati, si può affermare che l’intera operazione di rivisitazione del piano generale della sosta è stata fallimentare, non ha portato benefici né economici né di migliore vivibilità ed ha comportato per una maggiore spesa per tutti gli utenti». Sono le parole di Andrea Marchiori, consigliere d’opposizione di Forza Italia, che boccia senza appello il nuovo piano sosta varato dalla giunta Carancini a Macerata dopo l’acquisizione del ParkSì. L’esponente azzurro è arrivato a queste conclusioni dalla lettura dei dati acquisiti dopo aver presentato un’interrogazione in cui chiedeva chiarimenti «in merito alla disciplina della sosta delle autovetture, ai proventi conseguiti ed alle spese sostenute a seguito dell’acquisizione della gestione ParkSì».

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Il ParkSì

I PARCHEGGI DELL’APM SU STRADA –  Zona A (centro storico e aree attorno alle mura cittadine) 246 posti auto, di cui 13 per disabili (pari al 5%) con tariffa oraria di 1,20 e di 2,00 euro per piazza V. Veneto; Zona B (C.so Cavour e vie limitrofe) 331  posti auto, di cui 13 per disabili (pari al 4%) con tariffa oraria da 1,20 euro a 0,70 centesimi; Zona D (C.so Cairoli e vie limitrofe) 359 posti auto. di cui 13 per disabili (pari al 3,5%) con tariffa oraria da 1,20 a 1 euro; Zona H (zona Ospedale) 141 posti auto, di cui  4 per disabili (pari al 3%) con tariffa oraria di 0,70 centesimi; Zona L (zona Inps) 206 posti auto, di cui 9 per disabili (pari al 4,5%) con tariffa oraria di 0,70 centesimi; Zona M (zona Tribunale e rione Marche) 412, di cui 5 per disabili (pari al 1%) con tariffa oraria di 0,70 centesimi. Complessivamente si tratta di 1.695 posti auto, di cui 57 per disabili (pari al 3,4%).

PARCHEGGI IN STRUTTURA –  Centro storico: 395 posti auto, di cui 10 per disabili (pari al 1%); Sferisterio: 438 posti, di cui 8 per disabili (pari al 2%); Garibaldi: 362 posti, di cui 5 per disabili (pari al 1,5%); Tribunale: 155 posti di cui 5 per disabili (pari al 3%). Tutti con tariffa oraria di 0,70 centesimi. Sono in tutto 1.365 posti di cui 28 per disabili (pari al 2%). Ai citati posti per disabili si aggiungono quelli non gestiti da Apm, rispettivamente:  40 in zona A, 26 in zona B, 21 in zona D,  6 in zona H, 15 in zona L,  17 in zona M. All’Apm sono pertanto assegnati ben 2.975 stalli adibiti alla sosta con tariffa oraria compresa tra  0,70 centesimi/ora e 2 euro/ora.

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Le telecamere per l’accesso nella Ztl

CENTRO STORICO – «Il numero di posti auto in zona A riservato ai residenti è di 290, obiettivamente insufficiente a soddisfare la domanda – spiega Marchiori – per di più se negli stalli residenti possono sostare anche altre autovetture autorizzate: quelle che accedono per 30 minuti al costo di 3 euro; quelle dei medici di famiglia per la durata massima di 90 minuti; quelle degli artigiani, imprese edili e rappresentanti di commercio per la durata massima di 90 minuti». Il numero dei posti riservato al carico/scarico è di 9 (1 in via Gramsci, 2 in piazza Oberdan, 1 in C.so Repubblica, 2 in piazza Annessione, 1 in via Illuminati, 1 in piazza Mazzini, 1 in via Lauri). Nella fascia oraria 6-11 il carico/scarico è consentito anche in spazi non delimitati per massimo un’ora. «Anche in questo ambito – aggiunge il consigliere – gli spazi sono pochi rispetto alle necessità». Il ricavo complessivo incassato dal Comune per gli accessi autorizzati di 30 minuti a tariffa  3 euro è stato per il 2017 di  37.973 euro con una media mensile di 3.000 euro circa, corrispondente a circa 40 accessi giornalieri. Nei primi quattro mesi del 2018 gli accessi sono scesi sensibilmente con un ricavo medio mensile di  2.500 euro. «Tale misura strategica appare del tutto irragionevole – il pensiero di Marchiori – sia perché gli accessi sono pochi, il costo elevato ed il tempo di sosta breve con un introito modesto che compensa al massimo la spesa di monitoraggio». Il numero dei permessi per accesso carico/scarico nel 2017 è stato complessivamente di 69 per le ditte artigiane (tariffa 100 euro) e di 70 per trasporto merci (tariffa 120 euro) conseguito per abbonamenti annuali per fornitori carico/scarico è di circa 2.500 euro al mese. «In questo ambito –  fa notare –  risulta poco comprensibile l’aumento sensibile del costo che, in definitiva, viene indirettamente scaricato sui commercianti stessi». Il ricavo conseguito da Apm per la sosta sugli stalli di piazza V. Veneto nel periodo maggio 2017 – aprile 2018 è stato di 19.620 euro. «Detta area, che è stata “regalata” ad Apm nel riordino del piano complessivo della sosta, sebbene con una tariffa assai elevata (2 euro/ora) consente un ricavo modesto che giustificherebbe la trasformazione in area a disco orario per sosta veloce». Relativamente ai permessi residenti zona A, nel periodo maggio 2016 – aprile 2017 ne sono stati rilasciati 641 permessi; nel corrispondente periodo 2017 – 2018 ne sono stati rilasciati 363 (584 + 251 zona A e park (ovvero con possibilità di sostare fuori dalle mura). I ricavi percepiti dal Comune per il 2017/2018, in virtù dell’aumento applicato, sono stati di 39.654 euro rispetto ai 35.663 euro del 2016/2017. «In sostanza, l’aggravio del costo attribuito ai residenti ha portato un inutile maggior guadagno di soli 4.000 euro – continua ancora Marchiori – e, quindi, appare del tutto irragionevole, ma lo è soprattutto se si considera che a fronte di  635 permessi i posti riservati sono come detto 290 per di più ad utilizzo promiscuo».

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Il parcheggio Garibaldi

ZONE LIMITROFE AL CENTRO –  I posti auto adibiti alla sosta a disco orario sono i seguenti. Zona nord-ovest (corso Cavour,  via Martiri Libertà, via Roma, piazza Pizzarello): 234 nessuno dei quali in zona Cavour – Pizzarello ed in prossimità del centro storico.
Zona sud-ovest (Viale Trieste – Tribunale): 338 in zone ad alta densità abitativa e con immobili per lo più privi di garage.  Zona est (Don Bosco, Santa Lucia, corso Cairoli, e parcheggio Sferisterio): 127 assolutamente insufficienti per i soli residenti e, quindi, non fruibili per un consono accesso alle zone commerciali della città. «In generale – spiega il consigliere – i posti auto a disco orario ripartiti a favore delle zone A-M sono complessivamente 446 ma pochi di questi possono realmente ritenersi funzionali alle zone commerciali principali ed al centro storico cosicché non svolgono la loro naturale funzione di favorire il commercio, l’accesso agli uffici pubblici e privati, la vivibilità, ma, anzi, nella maggior parte dei casi vanno a mortificare ulteriormente quelle zone ad alta densità abitativa, i cui appartamenti sono privi di garage e dove i residenti, sebbene titolari di permesso, faticano a trovare parcheggi durante le ore diurne. A contrario, tutte le aree di sosta nelle zone nevralgiche sono a tariffa, peraltro di importo sensibilmente aumentato a seguito della “rivoluzione del piano della sosta”».

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I RICAVI DELL’APM IN STRUTTURA –  Dal mese di maggio 2017 ad aprile 2018 sono stati rilasciati 1.662 abbonamenti al portatore mensili (al costo di 18 euro),  462 trimestrali (al costo di 50 euro), 317 semestrali (al costo di 90 euro) e  611 annuali (al costo di 162 euro), nonché  775 abbonamenti mensili con indicazione della targa (al costo di 18 euro),  143 trimestrali (al costo di 50 euro), 69 semestrali (al costo di 90 euro) e 150 annuali (al costo di 162 euro). «Il numero complessivo degli abbonamenti per auto in un anno – commenta Marchiori – corrisponde in modo approssimativo a 1.300; se si considera che il numero complessivo degli stalli nei parcheggi in struttura è di 1.350 si comprende bene come mai è diventato quasi impossibile trovare parcheggio dopo le ore 9,30 ed il parcheggio Centro Storico – ex ParkSi dis sempre pieno alla mattina. Il parcheggio in struttura costa meno di quello a tariffa su strada e l’abbonamento annuale riduce il costo a circa 50 centesimi al giorno. E’ chiaro ci sia stata una induzione innaturale a far occupare i posti nella struttura ex ParkSì per dimostrare il successo dell’acquisizione, senza, però, che vi siano stati maggiori benefici per il centro storico. Anzi, il fatto che gli stalli siano per lo più occupati dagli abbonati dimostra che la struttura è utilizzata come rimessaggio piuttosto che come sosta agevole per accedere al centro». Il ricavo complessivamente conseguito dagli abbonamenti in struttura nel periodo maggio 2017-aprile 2018 è stato di  232.138 euro. Il numero degli abbonamenti su strada è di appena 14 su base annua ed il ricavo conseguito è di soli 11.200 euro, irrisorio rispetto a quelli in struttura. Il ricavo complessivo conseguito da Apm per l’intera gestione degli stalli è stato nel periodo maggio 2016 – aprile 2017 di 849.908 euro; mentre nel periodo maggio 2017 – aprile 2018 è stato di  994.312 euro. «Da ciò – aggiunge Marchiori – si deduce che i ricavi conseguiti sono i medesimi dell’anno precedente (quando non vi era la struttura del ParkSì) e che il modesto incremento di 144.404 euro, peraltro interamente assorbito dal maggior costo per i dipendenti impiegati, è dovuto al solo aumento delle tariffe ad ulteriore conferma che il numero degli utenti è il medesimo e che, pertanto, vi è stato solo un trasferimento di autovetture da uno stallo (su strada) all’altro (in struttura)». Il costo sostenuto (totale emolumenti lordi) da Apm per i tre dipendenti assunti a seguito del perfezionamento dell’accordo di acquisizione della gestione dell’ex ParkSi è di 114.190 euro. Il costo complessivo sostenuto dal Comune e da Apm dall’epoca di acquisizione della gestione del ParkSì sia nella struttura che nel percorso pedonale e nel piazzale antistante i giardini Diaz è stato di  575.875 euro, interamente sostenuto da Apm.  «Il gestore Apm ha poi anticipato al Comune – conclude Marchiori la somma di 1.550.000 euro quale canone di concessione per il periodo 2016-2040 che il Comune ha impiegato per pagare a Saba Italia Spa il costo di acquisizione della gestione della struttura ParkSì. Oltre al fatto che, obiettivamente, non vi sono stati benefici economici derivanti dall’operazione ma, anzi, costi non recuperabili, è evidente che per i prossimi 22 anni il Comune e, quindi, le prossime amministrazioni, non potranno beneficiare del canone di concessione rinunciando così ad un impiego delle significative risorse in favore dei cittadini».



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