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«Mail finita per sbaglio in Brasile:
così è arrivata una donazione inattesa»

BUONA NOTIZIA - Il racconto di Angela Dea Tartarelli che ha ricevuto un pulmino per ‘Il Lume’ di Treia. Un ospedale da campo è stato regalato alla Croce Rossa di San Severino. La cerimonia al Prenestino nella sede della Pro Vida-Centrale delle Decime d’Italia, fondata dal medico Celso Charuri
giovedì 14 giugno 2018 - Ore 10:56 - caricamento letture
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“Il Lume” con il sindaco di Treia Franco Capponi

Il ritratto del dottor Celso Charuri

di Maurizio Verdenelli

Treia e San Severino a Roma per ricevere importanti donazioni. Un pulmino a nove posti per ‘Il Lume’ associazione presieduta da Angela Dea Tartarelli che dal Duemila gestisce un Centro d’ascolto ed un centro antiviolenza; un ospedale da campo (da 250/300 posti) per la Croce Rossa presente con la responsabile settempedana Elena Amici ed un gruppo di volontari in divisa rossa allo Scalo Prenestino dov’è avvenuta lunedì la cerimonia e dove ha sede la Pro Vida, la Centrale delle Decime d’Italia fondata nel 1979 in Brasile dal medico e filosofo Celso Charuri, di madre italiana. Una cerimonia che ha visto donazioni per altri otto enti di volontariato italiani e la presenza di due sindaci, tra questi il treiese Franco Capponi a titolo di primo socio fondatore de ‘Il Lume’, nel Duemila. “Mi disse: se c’è qualcun altro che vuole fare volontariato come te, invitalo in comune e stenderemo l’atto costitutivo di un’associazione. Gli portai in sala consiliare 120 persone, erano anche lungo le scale. Così nacque Il Lume, nel Duemila” ricorda la Tartarelli. La quale ha riscosso un’autentica standing ovation quando ha parlato della realtà treiese, che nel nome di quella che viene comunemente definita la ‘santa dei Montecchiari’ – la venerabile Giuditta da Santa Maria in Selva (la biografia in un libro di Alberto Meriggi) morta nel 1916- ha realizzato cinque appartamenti in una dependance del Monastero delle Suore della Visitazione dove trascorse la sua adolescenza la grande scrittrice romana, Dolores Prato.

Al centro del gruppo: la presidente del ‘Lume’, Angela Dea Tartarelli con il ‘tutor’ di Pro Vida, Carlo Di Giacomo

Angela Dea ha ‘battezzato’ la dependance ristrutturata anche grazie ad un generoso contributo della Fondazione Carima: ‘Casa Giuditta’. “Il primo aiuto? Spiritualmente dalla mistica, che aveva nel corpo le piaghe del Cristo: ogni volta che stavo per abbandonare un’impresa che mi sembrava ed era effettivamente più grande delle nostre minime risorse, sentivo la sua voce dentro di me. Dovevo andare avanti. Contributi poi ricevuto dal sindaco Luigi Santalucia e sopratutto dall’imprenditore Ernesto Raponi e poi da altri ancora -la Lube, dieci anni fa, ci ha donato una cucina che sente ora tutto il peso dell’età. Tuttavia la nostra vera benefattrice è stata la badessa suor Rita Madeo che ci concesse in comodato d’uso i locali che utilizzammo per un Centro d’ascolto rivolto alle donne vittime di violenza” ricorda lei. “Giù la piazza non era vero che diciotto anni fa non c’era nessuno, per dirla con la Prato: da noi venivano giovani madri che la vita aveva travolto E ci siamo organizzati con un centro antiviolenza e poi abbiamo realizzato un analogo centro per uomini maltrattanti e da ultimo per uomini maltrattati. Di questi ne abbiamo due, uno di questi ci ha dichiarato d’essere stato aggredito dalla moglie nel sonno. Avremmo bisogno di nuovi volontari rispetto ai venti in servizio: le esigenze crescono. Così a settembre riapriremo i corsi di preparazione: vi aspettiamo…”è l’appello di Angela Dea che devota alla Madonna di Medjugorje mette Maria, prima di tutto.

I volontari dell’associazione treiese a Roma

“Devo tutto a Lei, anche questo pulmino che pure ci ha donato la Pro Vida. Come per tutti gli altri beni mobili, lo condurrò personalmente nell’ex Jugoslavia, nel Santuario che dista due ore da Spalato, per una speciale benedizione. Lo metterò a disposizione dei bambini, soprattutto, e delle loro mamme in difficoltà sono nei nostri alloggi: gite, momenti di relax e di meditazione all’aria aperta e giochi aperti. E confido davvero che si troverò una soluzione per il futuro considerati i propositi di vendita della Congregazione del Sud che fa capo all’arcivescovo di Napoli, cardinal Sepe. C’è un contenzioso legale, congelato nel frattempo in considerazione della manifestazione formale d’intenti da parte del Comune riguardo al proposito di acquisto del monumentale Monastero, reso letterariamente famoso da Dolores Prato”. A Roma ha preso la parola anche Franco Capponi ricordando come Treia e, più ancora San Severino, facenti parte del ‘cratere sismico’ siano comuni colpiti dal terremoto del Centritalia. E che dunque le donazioni della Centrale delle Decime d’Italia sono state al riguardo provvidenziali a compensare le difficoltà dei vari comuni a far fronte a problematiche che esulano l’ordinaria amministrazione in situazioni tanto drammatiche.


La responsabile del gruppo CRI di San Severino Marche, Elena Amici riceva la donazione da parte di Pro Vida Roma

E’ stata anche e soprattutto, lunedì, di parlare di Pro Vida, ovvero la Centrale delle Decime d’Italia. “Una bellissima sorpresa, dell’associazione non sapevamo nulla –dicono al Lume- su insistenza di un amico treiese ci siamo convinti alla fine ad inviare una mail con le nostre richieste e questa, senza l’indicazione ‘d’Italia’ era arrivata a San Paolo del Brasile, sede mondiale dell’organizzazione realizzata dal dottor Charuri”. Presente da 40 anni in tante altre città brasiliane, in Cile, Bolivia, Argentina, Usa. In Europa: in Spagna, Portogallo ed Italia, da 20 anni: a Roma, Milano, Verona e Latina. Tutto nasce da un’intuizione del medico psichiatra brasiliano e dal capovolgimento dell’assioma secondo cui l’uomo è prodotto dall’ambiente e dalla pratica – ha detto dal palco durante la cerimonia Vincenzo Quaranta- della Legge delle Decime, “conosciuta da più di seimila anni e promulgata da circa duemila da Gesù Cristo. Dare il 10% del frutto del tuo lavoro a chi è nel bisogno”. Il dottor Charuri, per dare attuazione a questo proposito, ha fondato la Centrale Generale delle Decime, il 12 ottobre 1979. In Italia la Centrale è diventata realtà dal 17 dicembre 2006 a Latina per donazioni in Italia e in Europa. L’associazione conduce corsi, nove, nei quali sono analizzati temi in relazione alla sfera mentale, fisica e spirituale. “Tuttavia –afferma una nota di Pro Vida- non bastano le parole, occorre l’azione”.

Il gruppo settempedano di CRI a Roma, nella sede di pro Vida allo ‘scalo Prenestino’

Da qui la filosofia delle donazioni. “La Centrale non sollecita e nemmeno riceve aiuto o sovvenzioni pubbliche o private di qualsiasi tipo. Non sostiene alcun tipo di spesa: tutto il lavoro è volontario e tutte le installazioni, la strumentazione e i materiali sono donati dagli stessi collaboratori. Il 100% di quello che si riceve è destinato alle donazioni. L’analisi di credibilità dell’istituzione, la sua effettiva e riconosciuta attività, le sue reali necessità per assicurare cittadinanza e dignità agli individui e l’impatto che la donazione dei beni richiesti potrà generare nel migliorare e nella qualità dell’assistenza alle persone, viene realizzata durante il processo di donazione”.
E due ispettori di Pro Vida, recatisi da Roma a San Severino  e Treia hanno ampiamente accertato la bontà delle richieste avanzate da CRI e ‘Il Lume’ poi protagoniste con altre otto associazioni italiane della solenne cerimonia di donazione, l’11 giugno scorso, il giorno della nascita di Celso Charuri nel 1940, morto ad appena 49 anni d’età.

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