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Morta dopo l’incidente d’auto,
l’amico nei guai per omicidio stradale
L’accusa: «Ha assunto droga e alcol»

RECANATI - Scilla Ricci aveva perso la vita a 42 anni dopo una serata con due amici. Il conducente della vettura ora è imputato davanti al gup. Udienza rinviata per chiamare in causa l'assicurazione
mercoledì 13 giugno 2018 - Ore 20:10 - caricamento letture
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Scilla Ricci

 

di Gianluca Ginella

Era una notte di dicembre di due anni fa quando un Fiat Doblò con a bordo tre persone uscì di strada e finì in un terrapieno a Recanati. In quell’incidente perse la vita Scilla Ricci, 42 anni, di Porto San Giorgio, che era seduta davanti, di fianco al conducente. La donna morì il 21 dicembre, tre giorni dopo l’incidente. Per quei fatti il guidatore, che era un amico della donna, è finito sotto accusa per omicidio stradale. Oggi al tribunale di Macerata si è svolta l’udienza preliminare, un fratello della donna morta si è costituito parte civile.

L’avvocato Massimo Di Bonaventura

L’udienza è stata poi rinviata in seguito alla richiesta di chiamare in causa l’assicurazione. La donna si trovava in auto insieme a due amici nella notte tra il 17 e il 18 dicembre del 2016. La 42enne si trovava davanti, di fianco al guidatore, S. G., un 36enne di Altidona, e sui sedili posteriori c’era un altro loro amico. Intorno alle 3 del mattino del 18 dicembre mentre l’auto stava passando nel comune di Recanati c’era stato l’incidente. L’auto stava percorrendo la provinciale 104 e andava in direzione nord. All’altezza dell’incrocio con la strada comunale Sant’Agostino, in una curva a sinistra, il conducente aveva perso il controllo dell’auto che aveva attraversato la carreggiata, invaso la corsia opposta ed era uscita di strada finendo in un terrapieno. Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Claudio Rastrelli, il conducente, assistito dall’avvocato Massimo Di Bonaventura, aveva bevuto (è risultato avesse un tasso alcolico nel sangue di 0,61 grammi per litro) e che avesse assunto cannabis.

Il legale Stefano Tizi

Ora è imputato per omicidio stradale per la morte di Scilla Ricci e per lesioni stradali per le ferite riportate dal secondo passeggero (che si era fratturato il naso). Nel corso dell’udienza preliminare di questa mattina, che si è svolta davanti al gup Maria Annunziata Nocera del tribunale di Macerata, uno dei fratelli della 42enne si è costituito parte civile, assistito dall’avvocato Stefano Tizi. Inoltre è stata chiesta la chiamata in causa dell’assicurazione per il risarcimento del danno e l’udienza è stata rinviata al 22 gennaio.

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