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Alma, doccia fredda per i 64 lavoratori:
«Gli stipendi non possono essere pagati»

MONTECOSARO - La società aveva fatto richiesta di concordato preventivo congelando il saldo delle retribuzioni di marzo e aprile. Ora il tribunale di Macerata fa sapere che non possono essere pagate neanche quelle correnti, cioè maggio. Cgil e Cisl andranno dal giudice per chiedere vengano sbloccati
martedì 12 giugno 2018 - Ore 16:53 - caricamento letture
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Lo stabilimento della Manas

 

Altra doccia fredda per i 64 lavoratori della Alma spa di Montecosaro: lo scorso 2 maggio, la società aveva fatto richiesta di concordato preventivo congelando il saldo dello stipendio di marzo 2018 e l’intera retribuzione di aprile. Ora il tribunale di Macerata fa sapere che non possono essere pagate neanche le retribuzioni correnti cioè maggio 2018 (dal 3 al 31 maggio). Domani mattina, una delegazione sindacale composta da Vincenzo D’Alessandro della Filctem-Cgil di Macerata, da David Ballini della Femca-Cisl Marche, dalla Rsu aziendale e da alcuni loro colleghi, si recherà dal giudice delegato Tiziana Tinessa per sbloccare il pagamento delle retribuzioni correnti ovvero quelle maturate dopo la presentazione del concordato preventivo. Dopo la fusione tra Alfiere e Manas e la nascita di Alma nel 2014, la storica società (che detiene i marchi di Manas, Lea Foscati e Khriò) ha alternato infatti alti e bassi con il ricorso nell’ultimo periodo alla cassa integrazione. Un processo che ha cercato di prolungare la vita dell’azienda fino al 2 maggio appunto, quando è stata inoltrata la richiesta di concordato al tribunale. Le organizzazioni sindacali, consegneranno al giudice un’istanza alla quale sono allegate le firme di tutti i lavoratori che ad oggi vantano circa 3 mensilità non pagate; saranno rappresentate le notevoli difficoltà che stanno vivendo le famiglie degli stessi lavoratori che sono incappate nella crisi di quest’azienda che decreterà, a breve, purtroppo la perdita del posto di lavoro, ma nell’immediato l’impossibilità di far fronte agli impegni di spesa (mutui, bollette e scadenze varie ) e di sussistenza alimentare. D’Alessandro e Ballini, faranno richiesta al giudice di autorizzare il liquidatore al pagamento della retribuzione corrente anche perché trattasi di credito privilegiato.

Primo maggio amaro alla Alma, si va verso il concordato preventivo

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