Taglio sulle slot, gli operatori:
«A rischio 20 posti di lavoro
Pronti a impugnare l’ordinanza»

MACERATA - Dal 20 aprile saranno ridotti gli orari per giocare. Oggi si è svolto un incontro tra Astro-Confindustria Marche e gli assessori Iesari e Casoni. Il vicepresidente dell'associazione di settore, Paolo Gioacchini: «Non è così che si tutela la salute dei giocatori»
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Divieti per il gioco d’azzardo, gli operatori: «20 persone rischiano di perdere il lavoro». L’ordinanza del sindaco di Macerata – che prevede dal 20 aprile lo spegnimento degli apparecchi e il divieto di esercizio delle agenzie di scommesse e delle sale da gioco nelle fasce orarie 7-10 e 15-20 (leggi l’articolo) – preoccupa gli operatori del gioco lecito, che prevedono gravi difficoltà economiche per esercenti e aziende e l’apertura di nuovi spazi al gioco illegale. E’ quanto ha illustrato questa mattina Paolo Gioacchini, vicepresidente e responsabile Marche di Astro-Confindustria, agli assessori del comune di Macerata Mario Iesari e Paola Casoni.

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Il sindaco di Macerata, Romano Carancini

«Gli amministratori hanno dichiarato ferma la volontà di mantenere l’ordinanza ma allo stesso tempo – ha spiegato Gioacchini – hanno chiesto all’associazione di produrre un documento che evidenzi i possibili effetti del provvedimento in merito alle difficoltà di continuare a fare impresa e alla sicura apertura di spazi all’offerta di gioco illegale. Il nostro auspicio è che questo documento possa essere preso seriamente in considerazione nell’incontro che l’amministrazione di Macerata organizzerà con i Comuni dell’ambito territoriale sociale 15: Corridonia, Mogliano, Montecassiano, Petriolo, Pollenza, Treia e Urbisaglia con i quali si intende arrivare a predisporre un’ordinanza congiunta. In particolare, il provvedimento lascia praticamente meno di tre ore di attività agli esercizi commerciali che effettuano la pausa pranzo e impedisce assolutamente di proseguire l’attività alle sale gioco e alle agenzie di scommesse che dovendo chiudere nelle fasce orarie indicate. Solo in queste ultime attività – ha sottolineato il responsabile – stimiamo almeno 20 persone a rischio di perdita di lavoro».

«Abbiamo mostrato agli assessori – ha proseguito Gioacchini – foto e documentazione di quanto è già avvenuto in altri territori dove sono stati adottati provvedimenti sul gioco di carattere proibizionista: dove le slot sono state espulse, sono stati installati totem telematici completamente fuori dal controllo pubblico. E’ chiaro che in questo modo non si può tutelare la salute dei giocatori, che è una delle ragioni per cui il sindaco ha emanato l’ordinanza». E qualora le richieste degli operatori non venissero accolte nemmeno in sede di Ambito territoriale, Gioacchini conclude sostenendo che «per tutelare le nostre aziende e i rispettivi lavoratori non ci rimarrà che impugnare l’ordinanza del sindaco Carancini».

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