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«Il pozzo dell’orrore a Porto Recanati
è solo la punta dell’iceberg,
a Macerata servono rinforzi»

L'INTERVENTO - Il sindaco di Cingoli Filippo Saltamartini sul problema sicurezza: «Quella che fu un'isola felice rischia per questa sottovalutazione del rischio di diventare come una delle regioni a maggior tasso criminale. on si può consentire che qui non manderanno nessun agente tra i prossimi trasferimenti»
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Il sindaco Filippo Saltarmatini

 

«Quella che fu un’isola felice rischia per questa “sottovalutazione del rischio” di diventare come una delle regioni a maggior tasso criminale». Sono le parole del sindaco di Cingoli Filippo Saltamartini, che lancia l’allarme sul problema sicurezza nel nostro territorio. «Sul tavolo del ministro dell’Interno – continua il primo cittadino – ogni giorno arrivano centinaia di dispacci di fatti delittuosi. Si va dai fatti più gravi della criminalità mafiosa a quelli del terrorismo islamico. Quando dalla nostra regione giunge qualche rapporto, da sempre, questo è messo sotto ai fascicoli scottanti.  La ragione è semplice: le poche risorse esistenti a livello nazionale in agenti e carabinieri, magistrati, personale di segreteria e risorse strumentali, sono destinati alle emergenze di altre regioni. Le questure e i commissariati da Pesaro ad Ascoli vedono l’organico ridotto alla metà e in intere province, la sera e di notte, quando aumenta il “rischio”, l’insicurezza è affidata a una o al massimo due pattuglie, quando non devono redigere atti di indagine da convalidare (sequestri, perquisizioni, arresti). Senza prevenzione e nessun contrasto le infiltrazioni criminali aumenteranno. Anche da noi. E se il procuratore della Corte d’Appello parla di infiltrazioni mafiose c’è da credergli».

La questura di Macerata

Saltamartini parla quindi della scarsità di uomini messi a disposizione per le Marche in generale e per Macerata in particolare e si dichiara pronto alla mobilitazione. «A noi marchigiani non deve importare nulla se le statistiche della criminalità ci pongono agli ultimi posti per delittuosità posta in essere da cittadini italiani – aggiunge -. Noi dobbiamo pretendere il livello di sicurezza della nostra regione, del nostro livello sociale, del nostro sistema di valori e non di quelli di regioni con mafia, ‘ndrangheta e camorra. A questo si aggiunga che la regione Marche è assente con le politiche della polizia amministrativa e locale (ha fatto un legge per rendere eguali le divise e i colori delle auto della polizia locale). Gli sforzi encomiabili dei pochi carabinieri e poliziotti resteranno lettera morta senza un’inversione di tendenza. Forse le ossa degli orrori di Porto Recanati sono solo la punta di un iceberg a lungo nascosto che è emerso con la morte di Pamela a Macerata. Negli anni ’60 la Lombardia era una regione con livelli bassissimi di delittuosità. Senza prevenzione, dieci anni dopo divenne la regione delle bande Vallanzasca e delle infiltrazioni di mafia e ‘ndrangheta. Vogliamo ripetere questa storia ? Sicurezza è libertà: vale quanto il reddito di cittadinanza o la riforma Fornero se vogliamo che i nostri figli rimangano nella nostra bella regione.  Non si può consentire che a Macerata non manderanno nessun agente tra i prossimi trasferimenti del personale. Dobbiamo studiare delle iniziative insieme». 

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