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Autisti Apm verso lo sciopero,
sindacati dal prefetto

MACERATA - Continua lo stato di agitazione iniziato il 31 gennaio, i rappresentanti dei lavoratori hanno abbondato le trattative con l'azienda su organico, sicurezza dei percorsi e turni di servizio. Zizzi, segretario regionale Ugl: «Comportamento irriguardoso nei nostri confronti»
martedì 13 marzo 2018 - Ore 18:07 - caricamento letture
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Il terminal dei bus ai giardini Diaz

 

Autisti dell’Apm verso lo sciopero, continua lo stato di agitazione. A denunciare la situazione in cui si troverebbero i lavoratori della partecipata del comune di Macerata, il segretario regionale dell’Ugl Salvatore Zizzi. Per dimostrare quanto stia diventando pesante il clima in azienda, il sindacalista cita tra le altre cose il licenziamento volontario di due autisti assunti a tempo indeterminato e il procedimento disciplinare a cui sono stati sottoposti altri due autisti solo per aver risposto alle domande di un giornalista sul nuovo terminal dei bus ai Giardini Diaz. «Penso che questo atteggiamento inquisitorio non faccia bene ai lavoratori e quindi all’azienda», sottolinea Zizzi.

Salvatore Zizzi, segretario regionale Ugl

Lo stato d’agitazione era già stato dichiarato il 31 gennaio, oltre dalla Ugl, anche da Cgil e Cisl, che lamentavano problematiche inerenti l’organico, la sicurezza del percorso, i turni di servizio. «A seguito dello stato di agitazione – spiega Zizzi – abbiamo avuto ulteriori tre incontri dai quali poca cosa si è voluto attuare. Ieri dopo due ore di trattativa l’Ugl ha dovuto abbandonare il tavolo in quanto il comportamento dei vertici aziendali, che non hanno accettato nessuna proposta migliorativa e in più con fare poco corretto non ci hanno informato sulle migliorie che si erano impegnati a portare avanti, arrivando addirittura a far slittare di una settimana l’incontro previsto per la stesura dei nuovi turni di servizio. Nulla ci è stato consegnato e quindi abbiamo ritenuto che l’incontro fosse un’ulteriore perdita di tempo e un’offesa a chi rappresenta i lavoratori». Per l’Ugl, l’assessore comunale alla mobilità Iesari ha dimostrato disponibilità ad intervenire su quanto di sua competenza, «ma – aggiunge Zizzi – dobbiamo registrare invece una chiusura da parte del direttore Cudini. Le carenze di organico, insufficiente a far svolgere nella normalità il servizio, la mancanza di certificazione da parte del Comune della idoneità del percorso, senza la quale eventuali danni vengono addebitati all’autista, e dell’attuazione dell’articolo 34 del contratto nazionale, hanno fatto sì che prima l’Ugl poi anche le altre sigle abbandonassero le trattative. Il comportamento irriguardoso nei nostri confronti – continua il sindacalista – lo rimarcheremo al prefetto, al quale per effetto di legge ora passa la competenza».

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