facebook twitter rss

Rapina in villa, racconto choc:
«Mi urlava “ti ammazzo”,
poi mi ha colpita più volte»

MACERATA - La pediatra Stefania Antonelli ieri sera si è trovata faccia a faccia con i malviventi che hanno messo a segno un furto nella sua casa di via Biagiotti dove vive col marito, il ginecologo Giuseppe Renzi. «Mia figlia e la dottoressa che l'assiste si erano barricate in una camera. Uno dei rapinatori ha rotto il vetro della mia auto, credo con un piede di porco e poi mi ha colpita al braccio. Ha minacciato anche 3 ragazzi che si erano avvicinati per aiutarmi. Ora la città la conoscono in tutto il mondo, ma per cose negative. Siamo terrorizzati per il futuro»
venerdì 9 marzo 2018 - Ore 18:04 - caricamento letture
Print Friendly, PDF & Email

 

In terra i vetri della vettura della pediatra (Foto Falcioni)

 

di Gianluca Ginella

«Mi urlava: “Ti ammazzo, ti ammazzo”, ha rotto il finestrino della mia auto con qualcosa, forse un piede di porco e poi mi ha colpito al braccio. La mia preoccupazione era per mia figlia, sapevo che era barricata in una stanza con la dottoressa che l’assiste. Così non si vive più». Stefania Antonelli, pediatra, è «sotto stress, più oggi che ieri», dopo la rapina messa a segno da due malviventi nella villa di via Biagiotti, a Macerata, dove vive con il marito, il ginecologo Giuseppe Renzi.

L’intervento della polizia ieri sera

La pediatra maceratese, 60 anni, ieri sera è rientrata e si è trovata di fronte i ladri che stavano fuggendo. Una rapina choc quella messa a segno da due malviventi che non si sono fatti scrupolo ad entrare nella villa, nonostante in casa fossero presenti la figlia della coppia, 23 anni, e la dottoressa che l’assiste. I malviventi quando sono entrati hanno frugato in giro per la casa e hanno aperto una cassaforte. «La dottoressa che assiste mia figlia ha sentito i ladri è si è barricata con lei dentro una stanza e mi ha chiamato. Io stavo tornando a casa e ho allertato immediatamente le forze dell’ordine. Quando sono arrivata i ladri erano in auto. All’inizio non ho realizzato fossero loro e involontariamente ho ostruito la fuga – dice Antonelli –. Mi sono venuti addosso con l’auto nel tentativo di spostare la mia, una Mercedes coupé. Non ci sono riusciti e allora è sceso un rapinatore che era di fianco al guidatore». L’uomo che è sceso aveva un passamontagna e in mano teneva qualcosa, un oggetto metallico che ieri sera, alle 20,15, al buio, non era facile distinguere. Forse un piede di porco con cui il malvivente ha sferrato diversi colpi sul vetro dello sportello del conducente. «Ha urlato: “ti ammazzo, ti ammazzo, spostati, ti ammazzo”.

Poi mi ha colpito ripetutamente ad un braccio. Io ho gridato con tutta me stessa, ho urlato come una ossessa, e tre ragazzi che stavano facendo jogging si sono avvicinati e sono stati minacciati anche loro. Poi non ricordo quello che è successo, forse mi si è sfrenata l’auto, comunque si è spostata e loro sono riusciti a fuggire via». In quei momenti il pensiero della pediatra era per la figlia «sapevo che stava in casa barricata ma dopo la telefonata non avevo più avuto notizie e non sapevo come stavano lei e la dottoressa – Mi sono fatta forza perché pensavo a lei». La polizia è arrivata poco dopo che i ladri si erano allontanati a bordo di una Audi A4. «Devo dire che l’intervento della polizia è stato tempestivo, in meno tempo di così non potevano arrivare» dice. I ladri in casa sono entrati dopo essersi arrampicati e hanno rotto un vetro nella camera al piano superiore. «Hanno frugato dappertutto, hanno spostato i mobili, portato via anche oggetti tipo borse, capi di abbigliamento. Non ho idea di quello che hanno preso perché sono stravolta». Antonelli dopo l’aggressione è stata portata al pronto soccorso, la prognosi è di «cinque, sei giorni. Ho un vasto ematoma al braccio e sulla spalla» dice.

La famiglia vive nella villa di via Biagiotti da agosto, «prima stavamo a Corridonia. Anche lì due anni fa avevamo subito un furto, ma è stato diverso perché non eravamo in casa». Questa volta invece i malviventi sono entrati nonostante ci fosse qualcuno «sapevano che in casa c’erano due ragazze, ma se ne sono fregati. Li hanno sentiti avvicinarsi alla porta della stanza dove si erano chiuse, loro stavano in silenzio e i malviventi non hanno provato ad aprire. È il salto di aggressività che preoccupa: hanno agito con persone che stavano in casa. E poi la violenza di quando me li sono trovati davanti» racconta Antonelli. Che a Macerata c’è nata: «Fino a qualche tempo fa per spiegare dove stava Macerata si diceva, ad esempio, che era vicino ad Ancona. Ora la città la conosce tutto il mondo, ma per cose negative. Lo schifo di adesso è improponibile. Siamo anche terrorizzati per quello che sarà. Prima il furto a Corridonia e ora qui a Macerata, non so se questo è vivere». Nella stessa zona, dice una residente, a gennaio erano state colpite altre tre villette. In quel caso però nelle abitazioni non c’era nessuno. Ieri sera sul posto sono intervenute le volanti della polizia, le indagini sulla rapina sono condotte dalla Squadra mobile di Macerata. 

Rapina nella villa del ginecologo, la moglie minacciata dai malviventi Babysitter si nasconde in una stanza

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page




Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons
X