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Busta paga pesante,
Morgoni interroga il ministro:
«No al recupero delle imposte»

SISMA - Il senatore Pd chiede al titolare del dicastero dell'Economia cosa prevede di fare per evitare che lavoratori e pensionati del cratere possano trovarsi a dover rimborsare le ritenute fiscali: «Sarebbe una mannaia, si intervenga prevedendo le stesse agevolazioni già concesse nel 1997 e 2009»
giovedì 14 dicembre 2017 - Ore 12:41 - caricamento letture
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Mario Morgoni

 

«A seguito dell’evento sismico che ha colpito le Marche, i lavoratori dipendenti e i pensionati residenti nel cratere hanno ricevuto la facoltà di percepire rispettivamente lo stipendio ed il trattamento pensionistico lordi, senza subire le ritenute fiscali. Oggi si paventa l’ipotesi che tali soggetti siano tenuti a restituire le imposte sospese, eventualità che li porrebbe in enorme difficoltà laddove la riscossione del pregresso avverrebbe in concomitanza al riavvio dell’ordinario regime di tassazione». E’ quanto si legge in una interrogazione presentata dal senatore dem Mario Morgoni al ministro Padoan, a cui il parlamentare marchigiano chiede quali iniziative si intenda adottare a tutela dei pensionati e dei lavoratori dipendenti residenti nei luoghi terremotati, che abbiano beneficiato della sospensione delle ritenute, al fine di scongiurare l’avvio di azioni di recupero delle imposte che «oltre a porsi in violazione della legge e dei precetti costituzionali, arrecherebbero gravissimo pregiudizio ad ampie fasce di popolazione che a tutt’oggi vivono una situazione emergenziale. – Si intervenga dunque, scrive Morgoni al ministro dell’Economia – prevedendo per queste persone le medesime agevolazioni fiscali già concesse in occasione degli eventi del 1997 e del 2009».

«Ho presentato questa interrogazione urgente al governo – spiega il senatore –  su un tema di grande preoccupazione per i lavoratori dipendenti e pensionati residenti nelle zone terremotate che , dopo aver beneficiato della cosiddetta busta paga pesante e cioè dell’ intero  salario lordo fino alla fine di quest’anno , dal 2018 non avendo più questo beneficio saranno altresì costretti a rimborsare le somme percepite grazie a quel provvedimento. E se anche la legge di bilancio confermasse la previsione di un rimborso in 24 mesi a decorrere da maggio 2018 si tratterebbe comunque di una mannaia destinata a colpire duramente lavoratori e pensionati in presenza di una situazione di grave difficoltà destinata a durare ancora lungo tempo. Ritengo doveroso ringraziare Andrea Bugamelli – conclude Morgoni –  per il contributo fornito a questa iniziativa parlamentare con la puntuale analisi degli aspetti giuridici e dell’evoluzione normativa piuttosto complessa della materia».

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