Obbligazioni ad alto rischio ai clienti:
ex direttore di Banca Etruria
finisce sotto accusa per truffa

CREDITO - Una coppia di commercianti di Treia e la madre di lei hanno perso 135mila euro. Hanno acquisito prodotti che però potevano finire in mano solo ad investitori esperti. Il legale: «Hanno fatto compilare loro più volte il questionario per l'idoneità a fare quel tipo di operazioni. Alla fine, senza saperlo, erano esperti di finanza»
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di Gianluca Ginella

Vende obbligazioni ad alto rischio, ex direttore di Banca Etruria finisce sotto accusa per truffa a tre clienti. Il processo si aprirà il prossimo aprile. Secondo l’accusa avrebbe proposto l’acquisto di obbligazioni della banca (recentemente assorbita da Ubi) senza dire che si trattava di una operazione ad alto rischio. Due commerciati di Treia, marito e moglie, e la madre di lei, avevano perso in tutto 135mila euro, la somma investita nell’acquisto delle obbligazioni.

Una coppia di commercianti di Treia e la madre di lei, avevano deciso di investire i loro risparmi in modo sicuro. Da tanti anni erano clienti di Banca Etruria, istituto poi finito in liquidazione e in seguito acquisito da Ubi Banca (il caso è simile a quello di Banca Marche). Ma all’epoca dei fatti, avvenuti tra il novembre del 2014 e il gennaio del 2015, i tre clienti non potevano immaginare ciò che sarebbe accaduto e ciò che stava già accadendo alla banca. L’allora direttore della filiale di Porto Sant’Elpidio, Giuseppe Ventrella, 45 anni, di Sant’Elpidio a Mare, avrebbe proposto ai tre clienti, dice l’accusa, l’acquisto di obbligazioni subordinate della banca tacendo la natura dei titoli e il fatto che si trattava di una speculazione ad alto rischio. Avrebbe invece garantito che avrebbero conservato il denaro investito. Ventrella, continua l’accusa, avrebbe taciuto ai clienti il fatto che si trattava di una operazione che presentava un conflitto di interessi con la banca stessa, «sottoponendo alla loro firma documenti attestanti un profilo di rischio non corrispondente al vero». Per l’uomo un rischio medio, per la moglie medio alto e per la madre della donna alto. In realtà, dice l’accusa, erano persone che non avevano pratica nella gestione di strumenti finanziari. L’ex direttore della filiale avrebbe fatto loro sottoscrivere prospetti informativi sulla natura e i pericoli delle obbligazioni «che però venivano privati della loro reale efficacia informativa per effetto delle rassicurazioni profuse sulla sicurezza dell’investimento».

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L’avvocato Marco Gasparri

Moglie e marito avevano acquistato 82mila euro di titoli, la mamma di lei 53mila euro. I risparmi legati a tanti sacrifici, che si erano volatilizzati. Da qui la decisione di rivolgersi ad un legale, l’avvocato Marco Gasparri, che ha denunciato tutto alla procura di Fermo. Ora le indagini si sono chiuse e il pm Francesca Perlini ha disposto il decreto di citazione a giudizio per Ventrella, che al tribunale di Fermo dovrà rispondere di truffa.

«Parliamo di persone che hanno perso tutti i soldi che avevano investito, hanno avuto fiducia nella banca. Si tratta di prodotti che gli sono stati venduti allo sportello – dice l’avvocato Gasparri –. Si trattava di prodotti a rischio che andavano acquistati da investitori esperti. Venderli allo sportello di una banca è come vendere medicinali senza ricetta in farmacia o armi al supermercato». Il legale spiega anche che ai tre clienti erano stati fatti compilare i questionari necessari a valutare il profilo dell’investitore e l’idoneità ad acquistare certi prodotti finanziari: «Glieli hanno fatti rifare più volte perché non passavano per fare l’acquisto, e così senza saperlo, a forza di mettere crocette, erano diventati esperti di finanza». Sul fronte dei risarcimenti: «Abbiamo presentato l’arbitrato. Vediamo come va e in seguito valuteremo se ricorrere civilmente contro Ubi Banca» dice il legale. Ventrella è assistito dall’avvocato Alessandro Angelozzi.



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