Lacrime e addii al Natural village:
“Andarsene è peggio del sisma”

POTENZA PICENA - Questa mattina si è completato il trasferimento delle persone terremotate. La direzione: "Si era creato un microcosmo". L'assessore regionale Pieroni: "Non c'è stato nessun caos"
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«Andare via è peggio del terremoto». Al Natural village di Porto Potenza questa mattina gli ultimi sfollati rimasti hanno preparato le loro cose per lasciare il camping, vista la scadenza del contratto per ospitarli nella struttura. Di circa duecento persone ospiti, ne sono rimasti 70-80, comprese 23 famiglie con bambini che possono restare sino alla fine della scuola. Alcuni si trovavano al Natural village da novembre. Una comunità che si è nuovamente disgregata e ospiti e dipendenti si sono salutati in lacrime questa mattina, dopo che già ieri alcuni degli ultimi rimasti si erano organizzati per partire (leggi l’articolo). Alcuni di loro hanno detto che questo ennesimo spostamento, per alcuni è la terza volta, è stato «peggio del terremoto, perché si è nuovamente smembrata una comunità». Tra chi è partito in queste ultime settimane verso strutture dell’entroterra, chi è andato a Porto San Giorgio, e chi ha deciso di cercare casa per conto proprio, il Natural Village si è svuotato degli sfollati senza che vi siano state le manifestazioni di protesta che erano state annunciate. «Per certi aspetti si è rotto una sorta di cordone ombelicale nato in questi mesi tra ospiti all’interno di questi piccolo microcosmo. Per questo le lacrime si potevano vedere non solo sul volto degli ospiti ma anche degli stessi dipendenti della struttura» dice la direzione del villaggio in una nota. All’interno della struttura «sono rimaste 23 famiglie ospitate direttamente dal Natural Village sulla base di un accordo diretto finalizzato a permettere ai loro figli di concludere l’anno scolastico: in gran parte alle scuole elementari e in minore percentuale per affrontare gli esami di terza media e di maturità» dice la direzione. Sul trasferimento degli sfollati interviene l’assessore regionale Moreno Pieroni: «Non c’è stato nessun caos, soprattutto negli ultimi 15 giorni – sottolinea -. Tutti sapevano dove sarebbero stati trasferiti secondo le loro esigenze». L’assessore spiega che «Tutti hanno avuto la collocazione. I servizi della Regione hanno cercato di venire incontro a tutte le esigenze dei cittadini. Ognuno di loro ha avuto un colloquio personalizzato per conoscere le esigenze (lavoro, scuola, famiglia, disabili) e le intenzioni».

(foto di Federico De Marco)

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