Presi pendolari del furto:
specializzati in colpi nelle aziende

ARRESTI - Otto persone sono finite in manette nel corso di una operazione dei carabinieri di Osimo. Venivano dalla Puglia e colpivano nel Maceratese e Anconetano. Azioni criminali compiute anche a Treia e Sarnano. VIDEO
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Operazione Gargano

 

di Maria Paola Cancellieri e Gianluca Ginella

Banda di pendolari del furto in manette. Otto persone sono state arrestate (la nona è ricercata) grazie ad una indagine dei carabinieri della Compagnia di Osimo partita da agosto scorso e che si è poi intensificata in novembre. I malviventi sono stati bloccati nelle prime ore di mercoledì (ma la notizia si è appresa oggi) con un carico di 500 pneumatici rubati a Jesi e caricati su di un tir. La banda ha agito anche nel Maceratese: almeno due i colpi, l’ultimo a Treia, dove alla ditta Filottrani hanno rubato una 20ina di stufe per un valore di 48mila euro (leggi l’articolo). Un altro colpo è invece stato messo a segno alla Laminox di Sarnano, dove erano state rubate circa 250 stufe per un bottino che supera i 200mila euro (leggi l’articolo). Tutti originari del Foggiano gli arrestati, il capo viveva però a Loreto. I malviventi sono sospettati di vari furti in aziende di stoccaggio di merce. I loro obiettivi erano nelle province di Macerata e Ancona, ritenute dai malviventi terreni fertili per i furti. Sono stati presi grazie alle indagini dei carabinieri della Compagnia di Osimo, comandata dal capitano Raffaele Conforti e del Nucleo operativo radiomobile, diretto dal luogotenente Luciano Almiento.
Fa un gran freddo la sera di martedì. Ma per i carabinieri della Compagnia di Osimo quella potrebbe non essere una notte qualunque. Da tempo hanno avviato indagini su una serie di furti avvenuti nell’Anconetano e nel Maceratese. Hanno ricostruito modi e tempi con cui i colpi vengono messi a segno.

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La conferenza stampa ad Osimo. Da sinistra: il luogotenente Luciano Almiento e il capitano Raffaele Conforti


L’OPERAZIONE –
E la notte di martedì, 11 gennaio, è una data che hanno cerchiato in rosso perché compatibile con le tempistiche dei criminali che colpiscono i depositi delle aziende. E così hanno predisposto pattuglie che monitorano sia i caselli autostradali, vie di fuga dei criminali, sia le zone industriali. Poi alle 22,30 la svolta. Il presunto basista della banda, Giuseppe Console, 62 anni, foggiano residente a Loreto, è al casello di Ancona Nord. Un dettaglio chiave. Quella notte la banda agirà. In un parcheggio i carabinieri individuano inoltre le auto di due foggiani, già noti quali autori di furti. I carabinieri iniziano a predisporre la rete. Manca solo di comprendere quale azienda colpiranno. All’1 di notte un tir giunge al casello autostradale di Osimo. Motrice e rimorchio sono stati rubati a San Severo di Foggia. Inizia un pedinamento fino ad un deposito di pneumatici nella zona industriale di Jesi. Allo stesso tempo pattuglie dei carabinieri monitorano i caselli dell’A14 e la statale Adriatica. A supportare i militari della Compagnia di Osimo ci sono anche i colleghi delle compagnie di Ancona e di Jesi. Sono le 2 di notte quando il tir esce dal deposito, sopra sono stati caricati 500 pneumatici, per un valore di 250mila euro. Oltre al tir dal deposito esce anche una station wagon con a bordo 6 persone. Il tir raggiunge l’A14 insieme all’auto staffetta della banda. La station wagon invece raggiunge un parcheggio dove erano in sosta le auto individuate in precedenza dai carabinieri. I militari pedinano tutti i mezzi. Il tir lo bloccano all’altezza del casello di Osimo dopo un breve inseguimento. A bordo ci sono due uomini. Uno di loro fugge nelle campagne e riesce a dileguarsi. Ma è stato identificato e i carabinieri sono sulle sue tracce. L’altro uomo viene arrestato. Una dopo l’altra vengono fermate le altre auto e i malviventi arrestati. Uno di loro, dopo aver spintonato un carabiniere, tenta la fuga ma viene preso.

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Le otto persone arrestate dai carabinieri di Osimo. In alto, da sinistra: Giuseppe Console, Antonio Di Canio, Gaetano Di Canio, Michele Di Canio. Sotto, da sinistra: Michele Arcangelo Soccio, Pasquale Sarrocco, Giorgio La Gatta, Michele Di Canio

GLI ARRESTATI – In manette sono finiti il presunto basista, Giuseppe Console, 62, Antonio Di Canio, 46, operaio foggiano, Gaetano Di Canio, 48, foggiano, bracciante agricolo, Michele Di Canio, 42, foggiano, bracciante agricolo, Michele Di Canio, 23 anni, foggiano, disoccupato, Giorgio La Gatta, 32, foggiano, disoccupato, Pasquale Sarrocco, 26, residente a Castelnuovo della Daunia, disoccupato, Michele Arcangelo Soccio, 40, disoccupato. Gli otto foggiani, secondo la ricostruzione degli inquirenti, fanno parte di una banda ben organizzata, dove i ruoli sono definiti. Il basista individua le ditte dove colpire, il capo ha il compito riunire i partecipanti e di organizzare la trasferta; la manovalanza ha il compito di caricare la merce sui bilici. C’è anche un uomo che si occupa di fare da palo e di fare la staffetta ai tir. Tutti gli arrestati sono in carcere ad Ancona e Pesaro.

I FURTI –
I carabinieri stanno ora cercando i ricettatori e di addebitare agli arrestati altri furti che potrebbero aver commesso nei mesi scorsi. Per quanto riguarda la provincia di Macerata, al sodalizio è già stato attribuito il colpo commesso pochi giorni fa a Treia dove dalla ditta “Filottrani” erano state asportate circa 20 stufe a pellet per un ingente valore commerciale. Per i carabinieri la banda ha sicuramente messo a segno i furti di stufe avvenuti a Sarnano, Castignano e Ripatransone. Nella disponibilità del basista è stata trovata un’agenda in cui erano segnate le città con abbinata la tipologia di merce esistente nelle ditte. Per esempio, è indicata Osimo per rame e pannelli fotovoltaici, Filottrano e Civitanova per l’abbigliamento, Porto Sant’Elpidio e il Fermano per le scarpe, L’Ascolano per il pesce. Gli inquirenti stanno cercando di appurare il ruolo del basista. «Stiamo cercando di verificare se nello svolgimento del suo lavoro è venuto in contatto con le aziende dell’entroterra dove trasportava la merce – spiega il luogotenente Almiento – molte aziende si trovano in località particolari, tipo l’azienda di Chiesanuova di Treia, non è così immediato trovarla se non la si conosce. Possiamo ipotizzare che la tipologia annotata accanto alle aziende fosse collegata anche la modalità utilizzata per rubare la merce. A Sarnano hanno utilizzato due autoarticolati per caricare la merce, a Treia invece hanno prelevato un camioncino ma il valore della merce sottratta era inferiore, ammonta a 48mila euro».

WhatsApp-Image-2017-01-13-at-11.26.12-400x225LA GENESI DELL’OPERAZIONE – Tutto è iniziato nella notte tra il 29 ed il 30 agosto 2016. Durante un controllo del Nucleo radiomobile dei carabinieri, a Osimo Stazione, ferma un suv con targa romena, l’auto risulta essere stata rubata un anno prima a San Marco in Lamis. Quella notte era stato perpetrato un furto in un appartamento e un altro nella ditta Adicavi di Osimo Stazione. I passeggeri del suv riescono a fuggire. Abbandonano nell’auto dei documenti in realtà tutti falsi meno uno che riporta a un pregiudicato della provincia di Foggia. Una persona che è stata arrestata dai carabinieri di Chiaravalle due mesi fa in occasione di un furto. Da quella notte di agosto scattano le indagini e l’attività di monitoraggio dei tabulati telefonici. Le utenze però venivano spesso cambiate. A novembre 2016 vengono consumati dei furti di rame in località San Biagio di Osimo e Osimo Stazione. Il modo di agire e la cadenza settimanale dei furti permettono agli investigatori di capire che a colpire è una banda specializzata composta da numerose persone, agli ordini di un capo che coordina tutto il sodalizio. Il tutto però eseguito sempre e sicuramente con la presenza di un complice che conosce le aziende da depredare e sicuro che una volta all’interno vi era la presenza della merce da rubare. Una banda che colpisce sempre in punti vicini ai caselli autostradali. L’attività d’indagine viene estesa in tutta la provincia di Ancona e non solo, prendendo in considerazione le zone industriali vicine ai caselli dell’A14. Gli investigatori monitorano le riprese delle telecamere ai caselli autostradali, controllano centinaia e centinaia di veicoli. Questo li portato a individuare dei tir e delle auto usate da foggiani, alcuni già noti per furti in capannoni industriali. Questa attività è stata supportata da controlli capillari sul territorio delle pattuglie della Compagnia di Osimo, effettuati con specifiche direttive. Proprio questa attività, svolta soprattutto ai caselli autostradali e nelle zone industriali ha permesso ai carabinieri di dare subito l’input giusto alle indagini individuando alcuni foggiani collegati con un loro conterraneo residente in Val Musone. I carabinieri hanno intensificato i controlli e individuato le probabili date in cui potevano colpire. Tra queste proprio la notte tra martedì e mercoledì scorsi.

(Servizio aggiornato alle 14,25)



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