Pronto soccorso, due travi da tagliare:
slitta la fine dei lavori

MACERATA - Durante la sistemazione del reparto è emersa la necessità dell'intervento. Prima di procedere, servirà la perizia di un ingegnere. L'importo a base d’asta è di 60mila euro. A San Severino il sindaco denuncia la carenza di personale
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L'ala nuova del Pronto soccorso di Macerata

L’ala nuova del Pronto soccorso di Macerata

 

di Federica Nardi

Slitta la fine dei lavori al Pronto soccorso di Macerata. Durante la sistemazione del reparto e in particolare dell’ala esterna rispetto all’ospedale, il direttore dei lavori ha scoperto che per collegare quella porzione al resto della struttura è necessario tagliare due travi, che, come si legge nel provvedimento dell’Area vasta del 7 ottobre «hanno particolare rilevanza strutturale». Per questo, prima di procedere con il taglio, servirà la perizia di un ingegnere. Tecnicamente si tratta della la verifica della vulnerabilità sismica del corpo A dell’ospedale. L’importo a base d’asta dei lavori è di 60mila euro, comprensivi dei 25mila euro (iva esclusa) per l’indagine svolta dall’ingegnere, lo stesso che aveva firmato la verifica di vulnerabilità sismica del nosocomio nel 2009. Il direttore di Area vasta 3 Alessandro Maccioni assicura che «i lavori delle stanze vanno avanti. La consegna del reparto sistemato, prevista per il 31 dicembre, può slittare al massimo di una ventina di giorni. Quello alla trave è un lavoro a sé stante che non pregiudica il resto dei lavori e può essere anche lasciato per ultimo». Questo mentre mancano poco più di due mesi alla chiusura dei Punti di primo intervento nel Maceratese (prevista il 31 dicembre) e cresce la preoccupazione di chi pensa che gli attuali pronto soccorsi della provincia non riescano a gestire il flusso di pazienti in arrivo. «Solo i Punti di primo intervento di Recanati e Tolentino – dice Jhon Palmieri della Fp Cgil – arrivano in un anno a 15mila accessi. Il Pronto soccorso di Macerata non è preparato per ricevere ulteriore affluenza e si mette ancora più a rischio il diritto alla salute delle persone, che al momento non viene garantito in modo equo in tutta l’area vasta».

L'ospedale di San Severino

L’ospedale di San Severino

Numeri elevati ma con problemi di mancanza di personale invece negli ospedali di San Severino e Camerino, che nel 2015 hanno avuto più di 20mila accessi, 16mila dall’inizio dell’anno, senza considerare il Punto di primo intervento di Matelica. A dirlo è il sindaco di San Severino Rosa Piermattei: «Il Punto di primo intervento dell’ospedale “Bartolomeo Eustachio” di San Severino ha registrato esattamente 11.097 accessi lo scorso anno, vale a dire più di trenta pazienti al giorno. A Camerino sono stati 9mila e 800. Dall’inizio del 2016, solo San Severino ha registrato 8.305 richieste di pazienti di un territorio molto più vasto rispetto ai confini comunali che sono comunque molto grandi, Camerino 8.110. A noi si rivolgono anche cittadini di Treia, Montelupone e altri centri. Da segnalare che fra San Severino e Camerino sono più di 20mila complessivamente gli accessi annui contro i 25mila di Civitanova e la stessa cifra, più o meno, di Macerata. Ma in questi ultimi ospedali al Pronto Soccorso operano tre medici mentre a Camerino e San Severino ce ne sono due con due infermieri». Piermattei rivendica il ruolo fondamentale degli ospedali dell’entroterra: «Abbiamo frazioni – dice – distanti dal capoluogo più di 25 chilometri con strade di collegamento che sono pessime. La stessa distanza da noi si copre in un’ora di tempo, se ci fosse la superstrada basterebbe un quarto d’ora. Sono tempi che per un infartuato, una persona colpita da ictus, vanno tenuti in conto. Le nostre sono realtà di montagna dove spesso una normale ambulanza non può neanche arrivare, servono mezzi fuoristrada. Ma il sistema sanitario deve garantire equità di accesso a tutti anche a chi vive in una zona, come la nostra, che è molto svantaggiata. Senza citare poi quello che accade a Serravalle, a Ussita, Visso o in altre zone interne per lunghi periodi dell’anno quando sulle strade ci sono neve, ghiaccio e altro».

 



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